Berlusconi aggredito: roba da matti

Ieri sera con Cristiana – serata molto amena, assieme ad Anellino ed altri – si era d’accordo su un fatto fondamentale: per fortuna l’aggressione a Berlusconi non ha una matrice politica. Sarebbe, fino a prova contraria, il gesto di un folle. Se si fosse trattato anche del primo del popolo degli imbecilli dell’ultimo dei centri sociali, si sarebbe scatenata una guerra senza quartiere che avrebbe avuto come “vittime” privilegiate – ancor di più di quanto stiano facendo adesso gli scagnozzi di sua maestà – giudici, politici dell’opposizione e, ça va sans dire, i soliti “comunisti”.

L’aggressore del premier, invece, è solo una persona con turbe psichiche. Un soggetto che, di punto in bianco è diventato pericoloso. Ha preso una statuetta e l’ha lanciata in faccia al presidente del consiglio. L’analisi di una azione siffatta dovrebbe far arrivare anche l’osservatore più inetto a un paio di ovvie considerazioni. Poiché stiamo parlando di una compagine politica in cui l’inettitudine viene spacciata per efficienza, è già cominciata l’immotivata (e inutile) caccia ai mandanti politici di un gesto che di politico (diciamo) ha solo la sua vittima.

Secondo i giullari di corte la colpa sarebbe, in ordine sparso: dei giudici, rei di seguire la legge e di indagare su presunti illeciti commessi dal nostro capo di governo; Di Pietro, su cui pesa il crimine di far l’unica opposizione presente nel paese; i liberi cittadini che esibiscono la colpa di non adorare Silvio come un dio; e, ovviamente, le falangi comuniste mai sconfitte nel nostro paese post-sovietico che si nascondono nei giornali, nelle scuole pubbliche, nelle sedi di partito e in qualsiasi altro luogo in cui non si canticchia “Meno male che Silvio c’è”.

Che poi queste lamentationes vengano pronunciate non solo dai soliti Emilio Fede & Co., ma anche da ministri e rappresentanti dello stato (per stavolta scritto in minuscolo), ci fa davvero capire a che punto di cretinaggine sia arrivato il livello dei nostri attuali politici.

Dicevo: l’aggressione di ieri ha solo due letture possibili. La prima: è il gesto di uno squilibrato, sicuramente da condannare perché certi metodi possono essere usati solo da folli o da fascisti – illuminante il post di Anellino in tal senso; la seconda: se Berlusconi è stato aggredito, la responsabilità è di chi ha gestito la sicurezza. Non è ammissibile che un capo del governo venga esposto a pericoli così gravi e questo vale anche per il tanto odiato premier in carica.

Occorrerebbe interrogarsi su questo. Ma quando i maggiordomi vestono anche i panni degli sciacalli, il risultato è quello che oggi leggiamo su tutte le prime pagine. Dichiarazioni folli, con intento specificamente politico – e qui diciamo: vergogna! –per l’atto di un folle che di politico non ha nulla.