Il popolo viola l’ha fatto nero

Partiamo da un’evidenza: il viola porta male al mondo dello spettacolo. Per un governo che è un manipolo di pagliacci e di veline, il colore della manifestazione di ieri mi sembra veicolare un più che giusto auspicio. Quello che questi signori se ne vadano a casa. Qualcuno, eventualmente, pure in galera.

Per il resto c’è ben poco da dire. La giornata di ieri è stata meravigliosa. Si era talmente in tanti che non sono riuscito a beccare quasi nessuna delle persone con cui avrei voluto passare la giornata. Eppure, nonostante sia rimasto da solo per quasi tutto il tempo della manifestazione, solo non mi sono sentito, perché c’era una energia e una bellezza di centinaia di migliaia di persone – novantamila secondo la polizia (ma quelli si sa che non sanno contare), cinquecentomila per il TG1, quindi, verosimilmente, oltre un milione – che chiedevano una cosa soltanto: democrazia.

I contenuti di ieri possono essere sintetizzati così:

1. ogni male italiano, dal malaffare alla corruzione, passando per una certa affezione alla mafia, si riconduce a un’etica di massa che porta Berlusconi al potere;
2. l’Italia, grazie a Berlusconi, all’estero è vista come una repubblica ex-sovietica. E Berlusconi come un tirannucolo volgare, privo di qualsiasi credibilità politica, che si atteggia a grande statista;
2 bis: quanto sopra rende oltre modo ridicolo sua maestà Silvio;
3. questo governo non è autorevole, rappresenta un insieme di maggiordomi e future badanti del premier che devono obbedire ciecamente ai suoi ordini, pena l’espulsione da ogni carica politica (Margherita Hack ha invitato Alfano a vergognarsi);
4. la chiesa è vista come complice di tutto questo (io l’avevo detto, io l’avevo detto!);
5. Berlusconi ha utilizzato una grande tragedia umana – il terremoto a L’Aquila – per farne cassa di risonanza per il consenso politico e ciò lo rende oltre modo detestabile;
6. Salvatore Borsellino ha ricordato come sia inaccettabile e scandaloso che la mafia venga portata ai banchi del parlamento e dentro il governo stesso;
7. il nostro presidente del consiglio deve dimettersi perché sospettato di essere un mafioso, accusa alla quale anche Borsellino crede.

Fanno un po’ ridere le reazioni del Pdl. Tutti a prendersela con Di Pietro e la sinistra, con la piazza “comunista” e rossa. Ragazzi, non capite un cazzo, lasciatevelo dire. La manifestazione di ieri è stata autogestita. Ok, il popolo era (quasi) tutto di sinistra, ma questo dovrebbe farvi capire, cari amici di ogni parrucchino possibile, che in questo sta la grande differenza tra un elettore della sinistra e un berlusconiano: il primo ragiona ed è capace di fare politica a prescindere dal partito di riferimento. Il secondo, invece, è l’equivalente di un cane di Pavlov.

La serata è poi continuata con tanta musica ed io ho incontrato, alla fine, le persone che volevo vedere: la Pinzi, per altro, mi ha fatto un regalo bellissimo. Siamo andati dietro al palco e lì ho conosciuto Fiorella Mannoia, Moni Ovadia e ho visto il concerto di Vecchioni da dietro le quinte (le foto sono su Facebook!).

Alla fine ho raggiunto Cristiana e gli altri. Cristiana che ha avuto la bella idea di lasciarmi un posto vuoto vicino a Ivan Scalfarotto e, quando li ho raggiunti, mi ha detto, davanti a tutti, col suo sorrisino e la sua faccia da schiaffi “Dario, presentati”. Cioè, sono seguiti un paio di minuti agghiaccianti. Ma poi, a ben vedere, i mariniani del piddì sono dei gran simpaticoni (e Scalfarotto è pure tenero, sapete?). Ma anche questo, mi consentirete, io l’avevo sempre detto.