E con questo direi che l’argomento omosessualità è chiuso una volta per tutte

Uno si sbatte per anni per la causa GLBT, poi arriva un filmettino made in USA e se ne esce con una battuta del genere… Devo cominciare a rivalutarli, sti americani.

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33 thoughts on “E con questo direi che l’argomento omosessualità è chiuso una volta per tutte

  1. Sfizioso assai!
    Anche che conoscevo gia’questo tipo di argomentazioni rivederle in questo modo mi ha rallegrato l’umore, che era uggioso come il cielo di oggi!

    Grasssssssssie!

    A.

  2. Dario, non per dire, ma la frase finale campeggia sottoforma di grande magnete sopra la porta del frigo di casa mia. Per la precisione, dice: “Non ho nulla contro Gesù. Sono i suoi fan-club a starmi sui coglioni”.

    Cmqe, che film è? Quando è stato trasmesso in Italia? Da chi? A che ora?

  3. Sci, lo so benissimo – ne ho una copia pure io, se ben ricordi me l’hai regalata tu – ma io qui parlo della supremazia della sintesi! Il film non so qual è, oggi ho trovato per caso il filmato su Youtube.

  4. Grandeeeee!! :D

    L’argomentazione già la conoscevo, ma espressa in questo modo è estremamente divertente ed efficace.

  5. Avevo già visto questo spezzone su youtube.
    La cosa bella dei film è che lo sceneggiatore può strutturare i dialoghi come più gli conviene ai fini della storia. Nella realtà qualsiasi sacedorte o pastore saprebbe confutare facilmente questa argomentazione senza fare la figura da idiota del pastore del film. Ad esempio il pastore avrebbe potuto ricordare al ragazzo che nel Vangelo Gesù abolisce la formalità di certi riti alimentari, spiega la sostanza del Sabato ma non cambia nulla invece di ciò che a che fare con l’etica o la morale. L’adulterio,per citare un caso, è una colpa come lo era nell’Antico Testamento.
    Come saprai meglio di me,poi,avendo studiato la storia del cristianesimo, nelle prime comunità cristiane (come è attestato nelle lettere di Paolo e negli atti degli apostoli) nasce il problema se i nuovi proseliti ,non più solo ebrei, debbano rispettare l’obbligo rituale della circoncisione e Paolo (che per il credente cristiano è colui che è stato folgorato da Gesù) lo risolve dispensando da tale prescrizione rituale i nuovi convertiti, mentre conferma in pieno nella Lettera ai Romani la prescrizione etica sui rapporti omosessuali, usando questi ultimi come esempio della degradazione a cui Dio abbandona i peccatori. In conclusione è evidente che una prescrizione puramente rituale di carattere alimentare non può essere messa sullo stesso piano di quelle che hanno a che fare con l’etica e la morale. Del resto nella Bibbia non risulta che Dio abbia incenerito città dove era uso mangiare crostacei, mentre incenerisce quella i cui abitanti rifiutano le figlie di Lot, profferte loro (poco cristianamente ,a dire il vero,:D ma Cristo del resto era lungi dal venire) dal padre per rivolgere le loro attenzioni sui begli angeli.
    In conclusione se aderisci alla religione cristiana, come a quella ebraica o musulmana, devi impegnarti a non avere rapporti omosessuali. Se sei ateo,agnostico,di altra confessione o sei cristiano ma non aderisci alla relativa religione fondata sul corpus plurisecolare di libri sacri, la cosa non ti riguarda.
    Potrà suonarti sgradevole quello che ho scritto ma alla luce dei tuoi studi sai che non ho mentito.

  6. Ma sai, concordo con te sul fatto che il problema di un omosessuale cristiano sta nel fatto che deve affrontare tutta una serie di contraddizioni che sono comunque inerenti alla sua osservanza verso quella fede. Io che non riconosco nessun valore morale a una chiesa che si rifà ai precetti di Paolo e Gesù e pecca e delinque come un qualsiasi cattivo credente – a cominciare dalla pedofilia interna alle sfere ecclesiastiche – non mi curo più di tanto di certi precetti ipocriti.

    Per rimanere nel novero dei precetti, converrai con me che sono regole create dall’uomo e che servono per avere il controllo sulle coscienze. Siccome sono precetti imbecilli, dal divieto di mangiare crostacei a quello di impedire l’amore tra due persone, li si mettono in bocca a Dio: i sempliciotti abboccano sempre.

    Si usa, in altri termini, la Bibbia per dividere il mondo in buoni e cattivi al fine di controllare il mondo stesso.

    Un po’ come se usassimo i testi sacri come pistole e i versetti biblici come pallottole per ricattare moralmente gli esseri umani. E converrai con me che – alla luce del fatto che una chiesa fatta di uomini che peccano e delinquono in barba a ogni disposizione sacra o presunta tale è una chiesa che non ha nessuna credibilità – usare la parola di Dio come arma di ricatto è un atto da infami.

    Ma anche questo, forse, è un problema tutto interno ai cosiddetti credenti. Il dramma è quando certa gente si arroga il diritto di guida morale dell’umanità. Una moralità che l’ “ecclesia” ha perso da diversi secoli. Ne converrai molto agevolmente.

    Infine, per ritornare al testo sacro e alla sua interpretazione, mi dovresti spiegare come mai una Bibbia rinnovata dalla figura del Cristo abbia bisogno di ritornare su testi superati dal fondatore stesso del cristianesimo a cui comunque le sfere ecclesiastiche attuali danno comunque totale dignità esegetica.

    P.S.: un cattolico che usa come nickname “free” rappresenta un divertente ossimoro.

    P.P.S.: se poi per favore evitassi di scrivere in questo blog faresti cosa gradita. Non amiamo gli omofobi, men che mai quelli che con garbo ti danno del “frocio” in nome di Dio. Al massimo ti è concesso il diritto di replica a questo ultimo commento, dopo di che, per favore, sparisci per le suddette ragioni. Ok? Grazie.

  7. immagino che in ossequio alla tua sacrosanta lotta contro l’omofobia uscirai da Kilombo, visto che vi sta per rientrare Pieroni, non so se addirittura come redattore. Mica vorrai essere accusato di stare di fianco a omofobi dichiarati come lui in un metablog che col suo ritorno ricomincerà a non essere più di sinistra, ma solo piddino (ergo di destra “moderata”)

  8. #Giovanni: non so nulla del ritorno di certa gente su quella vetrina… siccome la uso come vetrina, continuerò a postare i miei contributi a dispetto di eventuali redattori omofobi. Nel mio blog, invece, non tollero ammiccamenti a comportamenti criminali. Molto semplice.

  9. D’accordo, prendo congedo. Mi limito a replicare solo ai tuoi P.S. . Non ti stavo dando del “frocio” in nome di Dio. Ho citato l’esempio di Paolo per dimostrare come era inquadrata la questione nel Nuovo Testamento.
    Quanto al mio nick, non parlerei di ossimoro. Dipende infatti da cosa si intende per libertà. Io la intendo in senso cristiano. Nessuna contraddizione quindi.
    Addio, Elfo.

  10. Se aderisci al messaggio di Paolo e se ti consideri un interno alla chiesa di questo papa, non puoi non essere omofobo. E dalle tue parole, quando dici che non puoi mettere sullo stesso piano il divieto di mangiar crostacei e Sodoma e Gomorra, di fatto giustifichi la seconda. Ergo…

    Ad ogni modo: uno in meno.

  11. elfo, non fare il finto tonto. Tu hai detto altrove che chi vota PD sostiene un partito omofobo. Dov’è la differenza tra votare PD e mettersi su una vetrina che viene gestita da un omofobo dichiarato?

  12. La differenza sta nel fatto che se voti il piddì mandi la Binetti al potere, se posti un articolo su Kilombo se chi lo gestisce è un povero sfigato rimane comunque tale. Per di più cornuto e mazziato. Adesso ti è chiaro o vuoi che te lo spiego coi pupazzetti?

  13. Da ospite, dissento sull “espulsione” di un interlocutore.
    Le opinioni del quale, per inciso, mi paiono:
    a) vaghe o gravemente inesatte; in particolare, nel punto in cui scrive che Gesù “non cambia nulla [nella cultura ebraica, n.d.r.] di ciò che a che fare con l’etica o la morale”! Questa è un’enormità davvero madornale;
    b) capziose e inaccettabili nel momento in cui pretendono di liberarsi di alcuni divieti veterotestamentari e di conservarne altri sulla base dei silenzi di Gesù (molto più numerosi delle sue parole, se volessimo stabilire un minuto inventario di precetti, cioè proprio quello che Gesù ha duramente contestato della sua società e della sua cultura); dopotutto, per seguire il sofisma di free, Gesù ha innovato in alcuni punti del rituale, ma ha conservato molte delle abitudini degli ebrei, e non ha detto nulla circa il cibarsi di crostacei, né dai Sacri Testi risulta che ne abbia violato il tabù. Dunque, l’illazione di free è illogica, anche in base alle sue premesse;
    c) ripugnanti;
    d) comunque conformi alla dottrina ufficiale. Per cui, condivido il punto di Elfo, l’omofobia della Chiesa è un problema innanzitutto dei cattolici; si grattino la loro rogna. In quanto la Chiesa è tuttora la vera domina della politica italiana nei temi etici (come il caso Englaro dimostra, tragico fra tutti), è però anche un problema di tutti i cittadini che non ne possono più di subire i diktat di culti primitivi, violenti, superstiziosi, ipocriti, discriminanti, alleati del potere in tutte le più orrende porcherie che la storia ci ha ammannito, fomentatori di odio e distruzione… quali sono i tre monoteismi nati nel vicino oriente.
    Mi scuso per la lunghezza, e per il parziale probabile OT.
    Ma ritengo sempre che un’opinione, se espressa in forma civile (e benché incivilissima per l’interlocutore) non debba essere “silenziata” (perdòno per l’orribile neologismo!)

  14. Gesù ha fatto delle “correzioni” ormai 2000 anni fa, direi quindi che sono ampiamente superate. Non vedo perché bisognerebbe dar credito a delle cose così vecchie, quando invece lui stesso, stando alle parole di free, si era prodigato di aggiornare un messaggio (quello dell’antico testamento) ritenuto ormai obsoleto.

    E ad ogni modo, questo è un discorso che lascia il tempo che trova: dovremmo reprimere l’omosessualità perché lo dice la Bibbia? Cazzate! Che lo facciano coloro che credono a quella roba e lascino liberi chi vive con consapevolezza e modernità nel XXI secolo.

  15. bella discussione, in ogni caso.

    ma dalle parole di free credo si possa dedurre una conoscenza per altri canali di elfo, quindi se lo ha “silenziato” ci sarà un perché, immagino.

  16. No, no. Fermi tutti. Io non so manco chi sia questo Free. Mi pare che sia il classico cattolico politicamente corretto che con la scusa della moderazione argomentativa fa passare concetti discriminatori. Un po’ come Buttiglione che non ti dà del frocio ma ti ci tratta.

    Il mio ragionamento è il seguente: voi ammettereste il pensiero di chi professa l’inferiorità di certe razze o l’odio per gli ebrei? Possiamo ritenere accettabile un’argomentazione civile e pacata che mira a dimostrare che è giusto discriminare e odiare gli omosessuali perché ci sono delle giustificazioni “religiose”?

    Io penso che questo sia inaccettabile. E che il pensiero omofobo, in ogni sua forma, non possa avere diritto di espressione così come non lo ha il pensiero antisemita e razzista. Lo dice anche l’Unione Europea, d’altronde. Certi pensieri non devono avere cittadinanza.

    Ragazzi, la democrazia va benissimo (infatti questo signore ha avuto l’opportunità di esprimersi), ma democrazia non vuol dire permissivismo verso ogni forma di degenerazione umana, per quanto garbata essa sia.

  17. “se posti un articolo su Kilombo se chi lo gestisce è un povero sfigato rimane comunque tale.”

    no, caro, se posti un articolo su Kilombo dai a un povero sfigato una credibilità che non merita. Esempio: tizio parla con caio di kilombo “è un metablog di sinistra” “ma se lo gestisce Pieroni che è un omofobo dichiarato?” “ma ci scrive anche Elfo, ed Elfo non darebbe mai una patente di credibilità a un metablog gestito da omofovi dichiarati”.

  18. Guarda Giovanni che la realtà è una cosa un attimo più complessa dei tuoi processi mentali. Se Pieroni dovesse gestire Kilombo io continuerò a proporre i miei contenuti contro l’omofobia perché utilizzo quell’aggregatore come vetrina. Per cui l’aggregatore gestito da un omofobo, si potrà dire, pubblicherà articoli che vanno contro il pensiero del suo (eventuale) redattore. Poi, dubito che Kilombo abbia questa importanza sul panorama culturale e politico del paese. Ripeto, serve solo a far aumentare le visite al proprio blog. La prossima volta, comunque, te lo spiego coi pupazzetti, così lo capisci meglio.

    (Anche il rifondarolo sfigato ci voleva)

  19. Mi permetto di intervenire ancora perché, se ho inteso la replica di Elfo, evidentemente nel primo intervento non devo essermi spiegato in modo chiaro.

    Non credo che certe opinioni siano accettabili. Io non le accetto.
    Ma sono opinioni presenti, a volte diffuse.
    Di fronte a esse, possiamo immaginare una risposta puramente “repressiva”, o di confronto.
    Anche di duro contrasto, ma ragione contro ragione (o sragione, dal nostro punto di vista), argomento contro argomento (o paralogismo, dal nostro punto di vista).
    Saper cogliere gli elementi persuasivi del punto di vista dell’altro, se ve ne sono.
    Evidenziare le contraddizioni interne, le debolezze inferenziali, le incongruenze della posizione che contrastiamo; sottolineare, se del caso, che il suo fondamento è inconsistente: un mero richiamo alla tradizione (la nostra cultura è sempre stata in un certo modo, e dunque non deve cambiare), il riferimento al concetto ideologico quant’altri mai di “natura” (certi comportamenti non sono naturali)…
    Si potrebbero fare decine di esempi: ben conosciamo i sofismi, i salti logici, le spericolate deduzioni, gli opachi luoghi comuni cavalcati da razzismi e fobie i più svariati.
    Non penso che gli anatemi e gli ostracismi, morali o legali, verso le idee che detestiamo siano in grado di rimuoverle dai cervelli che le ospitano. Eppure, anche un movimento culturale di questo genere dovrebbe starci a cuore, credo, oltre all’affermazione chiara e fiera di ciò che siamo, di ciò a cui abbiamo diritto contro l’odio e il disprezzo.
    Insegno in una scuola superiore del Veneto, un istituto tecnico. Le simpatie leghiste vi sono diffuse, endemiche direi. Luoghi comuni, generalizzazioni abnormi, apoteosi dell’egoismo sociale ed economico, primordiali schematismi ingroup/outgroup; il tutto unito a una profonda ignoranza della storia passata e recente, a un’elusione sistematica dei nessi fra politiche effettive (lontane dalla propaganda ideologica) e concrete situazioni quotidiane.
    Due anni fa, grazie a un faticoso e molto acceso lavoro di analisi sulla legge cosiddetta Bossi-Fini dubbi sono sorti, in alcuni studenti, sui suoi effettivi meriti. Ma un tale esito è stato raggiunto non certo tabuizzando gli argomenti degli allievi, le loro paure, la loro ignoranza.
    L’anno scorso, discussioni sulla pena di morte. A fine anno, un ragazzo mi ha detto “ho riflettuto e discusso con la mia famiglia, con i miei amici, per mesi; ho letto e ho ascoltato trasmissioni sul tema. Ero favorevole alla pena di morte; ora ho cambiato idea”.
    Sempre l’anno scorso, discussioni e confronti sull’evoluzione del concetto di famiglia, alla luce dei mutamenti sociali e del dettato costituzionale; battutine e battutacce, sorrisini, allusioni sul sottoscritto… a fine anno, uno studente – uno di quelli che tanto aveva ridacchiato in principio – ha scelto le famiglie di fatto come argomento della sua tesina, e ha fatto un bellissimo lavoro sulla questione di costituzionalità sollevata dal tribunale di Venezia circa la limitazione del matrimonio alle sole coppie eterosessuali.
    Mi scuso per la prolissità, spero di aver guadagnato almeno in chiarezza.

  20. Caro Hans, io capisco perfettamente cosa vuoi dire, ma questo è un blog, non una scuola. Un blog deve essere un luogo di confronto, ma un luogo di confronto non può, per quello che mi riguarda, accettare ogni argomentazione.

    Il sistema classe, che io conosco perché anch’io sono un insegnante, ha sistemi comunicativi diversi e le strategie devono per forza essere diverse.

    Il caso di Free, tuttavia, non è quello di un ragazzino da informare criticamente, bensì è quello di un cattolico intriso di luoghi comuni e di superstizione che egli chiama “fede”, dalla quale provengono preconcetti su realtà che la chiesa non conosce e si permette il lusso di condannare aprioristicamente per esercizio di ipse dixit, che in ogni sistema culturale degno di questo nome viene visto come il massimo esercizio di imbecillità. I suoi commenti lo dimostrano. Io, in queste pagine, non do spazio a preconcetti di questa natura. L’omofobia ha importanti canali di diffusione nelle chiese, nei telegiornali, in parlamento. Qui preferisco mantenere un ambiente più sano rispetto alla fogna a cielo aperto che è l’Italia.

    Diverso il caso di chi viene qui a esprimere i propri dubbi. E ad ogni modo, potrai convenire con me che il signor Free ha potuto liberamente esprimere la sua grettezza morale ammantata di pratica argomentativa. Dopo di che gli è stato probito di reiterare un atteggiamento che, ricordiamolo sempre, sta alla base delle aggressioni, delle violenze e dei suicidi delle persone omosessuali e transessuali nel nostro paese. Permettere a Free di esprimersi significa rendere fertile il campo dell’omofobia. E qui sul mio blog certo humus non è per nulla tollerato.

  21. Gli schiavi servano i padroni con timore e tremore lett. efesini 6,5. La schiavitù non viene solamente conservata nel messaggio cristiano,ma si fa di essa un’apologia nonostante si riconosca la natura umana dello schiavo,come gli stoici avevano già fatto 3 secoli prima.Ogni volta che vi citano l’abrogazione dei divieti alimentari in san paolo va ripetuto questo passo per mostrargli che la prosa che venerano(e che in alcuni punti è molto bella)è anche un fossile sociale e legislativo.Come l’Odissea.Aggiungete poi che nella guerra di secessione i sudisti avevano ottime basi scritturali,che sfruttarono fino all’ultimo, e che la chiesa ha apertamente difeso la schiavitù fino a dopo il 1870.

  22. Visto che free prob. ripudia la schiavitù,ha già ripudiato un brano del nuovo testamento che va contro la sua ragione.

  23. Riguardo ai limiti della libertà di parola consiglio di leggere la pagina wikipedia di brandeburg v.ohio

  24. Sul metodo generale di dibattito dico solo questo: non si perde un’opinione perché se ne incontra una migliore. Si lascia un’opinione che ti viene mostrata contraddittoria.

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