Sempre da dentro

Oggi è una data particolare, per me e per tutto ciò che è stata la mia vita. Un paio d’anni fa, per il 20 novembre, ho scritto un post che riporto adesso, anche in questo blog. Oggi lei di anni ne avrebbe 96, ma al di là del dato anagrafico tutte le cose che ho scritto allora valgono anche adesso. Per cui buon compleanno Bloody Nell. Chissà cosa hai cucinato di buono, lassù, per gli angeli…

Oggi avresti fatto 94 anni. E sarebbe stata l’ennesima occasione per fare festa da te, in quella casa che ho sempre sentito come un’emanazione imprescindibile della mia esistenza. Perché mi piaceva fare i compiti sulla macchina da cucire, accanto alla finestra, mentre fuori pioveva. O sentirti inveire perché ti si spegnevano i cerini, mentre io riuscivo ad accenderne tre alla volta.

Volevo solo dirti, mia cara, che anche se tutto sembra mutare in fin dei conti nulla è cambiato. Come in me, quando ti penso, quando ogni tanto vieni a trovarmi in sogno ed io non mi stupisco quasi mai perché so che ti porto dentro. Anzi, visto che ci sei, dentro di me da qualche parte trovi le fresie che amavi coltivare, della ricotta come quella che piace a te, una cassata come Dio comanda e l’uomo che sono diventato e che hai contribuito a fare. Anche se non sono perfetto, anche se non avresti capito alcune scelte della mia vita. Ma so che mi vuoi bene, e avresti accettato, lo so, lo sento. Altrimenti, quando sei morta, non saresti venuta la sera stessa con tutte le tue valigie ricolme di tutta la vita di cui eri capace e non avresti salutato me – l’unico, tra tutti, e non solo perché so parlare coi morti – con quell’abbraccio che quasi avevo dimenticato, con quella forza, quella luce, quella consistenza di carne e di stoffe amiche.

Allora auguri, mia cara Bloody Nell, auguri per la tua nuova vita e per quella che hai contribuito a regalarmi. Quando penso di essere una persona fortunata, e da un po’ di tempo a questa parte lo penso un po’ più spesso, accade perché so che ti ho conosciuta e perché mi hai nutrito col tuo amore e coi tuoi cibi speziati e speciali. Allora passa dentro di me, tutte le volte che vuoi. Voglio essere la tua casa su questo mondo assurdo come tu lo sei stata per me quando non sapevo com’era fatto il mondo. Puoi venire a trovarmi quando vuoi. Te lo prometto, ti voglio bene.

20 novembre, tra Agrado e Brenda

Oggi è il Transgender day of remembrance, la giornata del ricordo delle vittime della transfobia. E in Italia, la terra in cui domina la chiesa, certi politici, la terra di Berlusconi e di tutto ciò che tutto quest’accozzaglia si porta dietro, ovvero violenza sulle persone transessuali incluse, questa giornata ha un significato particolare.

Non spenderò molte parole sul TDOR, vi rimando al sito del Codipec Pegaso, per la scelta di «combattere la tragedia con un sorriso, e l’ignoranza con una riflessione», attraverso il video di Agrado, dal film Tutto su mia madre.

E vi faccio notare come proprio oggi, quasi per un assurdo e tragico caso del destino, al quale piace giocare coi simboli, evidentemente, è stata trovata carbonizzata Brenda, una delle transessuali coinvolte nel caso Marrazzo. Ancora violenza contro chi è previsto solo come diversivo erotico. A cominciare dai giornali, incapaci di chiamare al femminile chi si sente donna perché donna lo è nell’anima.