Processo breve: il pd fa “bubusettete”

Berlusconi fa il bello e il cattivo tempo col processo breve, all’interno della maggioranza c’è una fronda che può indebolirlo, i blogger organizzano una manifestazione contro il premier per il 5 dicembre che ha l’avallo dell’Italia dei Valori – unico partito che ha mai fatto opposizione in parlamento, non dico seria, ma almeno la fa – e il piddì del new deal bersaniano cosa fa? Nulla.

Loro in piazza non ci vanno per non dare importanza a Berlusconi.

Questo perché Bersani, oltre a rappresentare il nuovo, aveva assicurato che sarebbe stato durissimo con l’ennesimo tentativo della maggioranza di distruggere il diritto in Italia a favore di uno e uno soltanto. A me sembra che i primi atti politici di quest’uomo siano identici a quelli di Veltroni. Qualcuno spieghi al prestanome di D’Alema che sbucare dall’angolo e fare “bubusettete!” non è un atteggiamento politico, e men che mai durissimo. Così come gli spieghi che ormai Berlusconi è andato oltre al concetto di “importanza”. Si arriva direttamente a quello dell’urgenza. È urgente fermarlo, ripristinare democrazia, diritto e legalità in questo paese. Ma stiamo parlando di un partito a vocazione peggioritaria, va ricordato.

Se poi un giorno dovesse venir fuori che tutta questa gente è stata comprata, come ormai si sente dire nelle fermate degli autobus e nei mercati, non è che mi stupirei più di tanto. Ma la politica e il bene del paese, in tutto questo, dove sono?

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5 thoughts on “Processo breve: il pd fa “bubusettete”

  1. A me fa pensare a uno scambio di favori. Una cosa come “noi sosteniamo la candidatura di d’alema in europa, e voi non rompete le palle per un po’ in italia”.

  2. Stiamo freschi ad aspettarci uno stop a berlusconi che possa provenire dal pd. Più probabile che ce lo togliamo dalle palle per infarto durante un’orgia con minorenni..

  3. Mi sembra come quando uno ha un grande problema e, pur non di affrontarlo, dice a se stesso che è meglio non pensarci così non gli si dà importanza.

    Ma molto più probabilmente, anzi direi certamente, ci sono degli interessi sotto, così come si afferma alla fermata dell’autobus e al mercato. Non me ne stupirei, ormai vige la politica della poltrona e nessuno, nessuno ne è esente.

    Non so quanto una manifestazione “No Berlusconi” abbia senso in effetti, però dire che bisogna ignorare Berlusconi mi sembra una vera bestemmia.

  4. Concordo sulla nullità politico-culturale del Pd, già dimostrata in numerose occasioni – la veltroniade, la binetteide, l’eccitazione da seminaristi per le primarie, il dalemaico “dialogo sulle riforme” …

    Concordo anche con Daniele Leo: di fronte a questo governo e alle sue politiche – dico, questo governo e le sue politiche!! – una manifestazione “contro Berlusconi”, anziché contro tutto ciò che ha fatto e sta facendo – scelte specifiche e documentate, conseguenze tangibili e dimostrabili – sembra un’occasione persa per aprire gli occhi ai cittadini mediamente storditi.

    Infine, per non farci mancare nulla: Fini dal suo scranno sta certamente seguendo una strategia politica, ammantata dal prestigio e dalla pretesa impersonalità del suo ruolo istituzionale.
    Ma confrontiamo ora le prese di posizione di Fini con quelle del suo predecessore, che ugualmente seguiva una propria misteriosa strategia politica fingendo di essere super partes: vaniloquo e vanesio, sciocco quant’altri mai, offensivo nei confronti dell’audace e tostissimo pensiero di cui si dice erede!

    Povero centrosinistra, povera sinistra, poveri noi!

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