Io, proprio perché di sinistra, non difendo la Meloni

Io non ci sto. Ritenere inattaccabili le donne in quanto tali: per me è una scempiaggine. Secondo questa scuola di pensiero, l’essere donna dovrebbe prevenire, automaticamente, dalla critica, anche feroce. Per me questa è un’ipocrisia, tutta pseudo-femminista e, se vogliamo dirla tutta, anche un po’ meschina. Questo mantra che recita «siccome è donna non può essere attaccata e men che mai in quel modo» è solo un tentativo di non voler affrontare la questione.

Ieri è successo con la Bindi, oggi la Meloni con l’affaire Spataro.

Quando Berlusconi ha detto che l’esponente piddina è più bella che intelligente – cioè, dandole del cesso – ha detto una cosa condivisa da molti. Che poi quest’affermazione sia volgare e fuori luogo è un altro paio di maniche. Ma sostenere che la Bindi non poteva essere attaccata perché di genere femminile – messaggio che è passato in tutti i media che se ne sono occupati – non fa altro che rendere il concetto di “donna” una riserva indiana. Le donne, proprio in nome della parità, possono essere attaccate, nella satira, sul piano politico, intellettuale e, perché no, anche su quello estetico. Così come si attacca Brunetta per il suo esser troppo basso, Ferrara per essere un ciccione e così via.

Proprio oggi Paola Concia, esponente del partito democratico, in un articolo a Gli altri scrive: «se fossimo davvero gente che vuole cambiare il mondo in meglio, proprio noi dalle parti della sinistra, sui giornali di sinistra raccoglieremmo le firme in difesa della Meloni, come abbiamo fatto con la Bindi.»

Non posso essere d’accordo con queste parole per un semplice motivo. Il fumetto di Spataro non è “satira preventiva”, è una reazione. Ogni reazione si lascia dietro una scia di sangue, la storia lo insegna. Che possa non piacere è pienamente legittimo, ma se certe critiche, estreme, ci sono non è attaccando la “reazione” che si risolve il problema.

Spataro non attacca la Meloni in quanto donna, bensì in quanto personaggio che si distingue per cafonaggine e per affezione a una ideologia che, si sperava, doveva rimanere un residuo della storia. Quel fumetto forse non è satira, ma è sicuramente parodia, caustica e feroce, contro un “nemico” politico che usa una certa “ferocia” per attaccare lo stato sociale, la democrazia, il principio di uguaglianza, la Costituzione. Si può difendere, aprioristicamente, chi porta avanti questo disegno? Il male va davvero tutelato o occorrerebbe, invece, estirparlo in ogni sua forma?

Non si cambia il mondo difendendo fascisti e criptolesbiche omofobe (mi perdoneranno le cultrici dell’intoccabilità femminea per la scelta lessicale, ma è il mio pensiero). In questo sta l’errore: dando legittimità alla parabola esistenziale di una Bindi con la sua catto-omofobia o di una Meloni, con il suo fascismo porchettaro. Certi fenomeni di reazione – come la Ministronza – esistono perché esiste il peggio di cui essi sono una risposta. Forse sbagliata, ma al momento l’unica. Dire che questa risposta non deve esser data perché la Meloni è donna è un’affermazione sostanzialmente stupida e vuota che, come ho già detto, non affronta la reale natura del problema.

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5 thoughts on “Io, proprio perché di sinistra, non difendo la Meloni

  1. Ho letto le diverse reazioni dei vari ministri sui giornali (che ormai sono solo degli elenchi di chi-ha-detto-cosa, più che riflessioni critiche e intelligenti sui fatti…). Ciò che mi chiedevo era: ma queti che commentano, avranno visto almeno una delle vignette o parlano come il famoso deputato che non sapeva cos’era il Darfur?

  2. io le attacco in quanto donna: fascismo e clericalismo sono due poteri da sempre fondati sulla misoginia,se la meloni si divertire a cantaicchiava” questa maschia gioventù” scusate ma ci trovo molto masochismo..la bindi poi ….

  3. D’accordo sull’articolo e sulla cosiddetta “discriminazione al contrario”. Ribadisco però la mia simpatia per il suo accento terribilmente borgataro :D
    E tutto sommato, sarà anche omofoba, però è il primo ministro di centro-destra che ha aperto, a modo suo, certo, al popolo LGBT.

  4. Caro Elfo sono, o meglio sarei, d’accordo con te. Mi chiedo se lo stesso ragionamento, che condivido in pieno, sarebbe fatto se ad essere attaccata fosse una persona che “piace”. Sta lì, credo, il discrimine (non sto dicendo che tu non lo faresti ma che alcuni farebbero differenze e distinguo).
    Sul ragionamento generale, come ho detto, sono perfettamente d’accordo e lo condivido in pieno mettendoci dentro anche i vari esponenti GLBT. Se una persona è stronza stronza rimane anche se è donna, gay, lesbica o neGra.

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