Alleanze con l’UDC: defenestrare la Bresso? Pd possibilista

Il primo atto politico di Bersani? La possibilità di sacrificare Mercedes Bresso, abile e capace governatrice del Piemonte, per far maturare l’alleanza con Casini e con il suo partito (quello che candida indagati per rapporti con la mafia e che ha candidato politici che di giorno vanno al Family Day e di notte facevano festini a base di cocaina e trans).

La Bresso, giustamente, non ci sta e minaccia una lista propria, che andrebbe votata in massa, soprattutto dopo aver visto la puntata di ieri di Anno Zero, dove è risultato più che evidente che anche il pd si sta abituando a costumi largamente berlusconiani, in merito a candidature non proprio pulite e in odor di mafia in diverse regioni d’Italia.

Vogliamo inoltre dire perché a Casini la Bresso non piace? Perché è laica e gay-friendly. È stata sul palco del Pride nazionale del 2006, ha avviato una legislazione a favore delle coppie di fatto, è attenta ai temi dell’ecologia e ai temi etici. Tutti aspetti che i centristi e molti piddini delegano al parere del vescovo e del cardinale di turno. La stessa sorte, secondo i bene informati, dovrebbe toccare a Vendola: se si vuole fare l’alleanza in Puglia, il governatore attuale, che tra l’altro è pure omosessuale, deve lasciare spazio a un candidato gradito alla chiesa.

Parrebbe perciò che il prezzo dell’alleanza con l’UDC sia questo: eliminare ulteriormente la sinistra dalla coalizione (Vendola) e accantonare i temi di laicità e diritti civili (Bresso). Se queste richieste dovessero essere accolte, perciò, il nuovo corso inaugurato da Bersani sarebbe più che evidente. Il neosegretario, per altro, è molto amato in ambienti ciellini e ben visto dall’Opus Dei. Un nuovo corso, dunque, che apre una nuova vocazione dentro il partito democratico de noantri: da quella maggioritaria e quella “peggioritaria”. E a noi non rimane che prenderne serenamente atto e a valutarne tutte le conseguenze del caso.