Comunista sarò io!

Siamo alle solite. Dal lodo Alfano in poi, anzi, dalla sua clamorosa e giusta bocciatura – i berluscones si rileggano Orwell e sugli animali più uguali degli altri – il nostro amato premier si cimenta in un profluvio di insulti e di dichiarazioni che non risparmiano nessuno, a cominciare dal popolo italiano che, anche suo malgrado, si ritrova sovraesposto a una certa logorrea imbecille. Sì, perché ciò che dice Silvio Berlusconi, il più delle volte, nella sua valutazione del reale, non ha alcuna base logica ed è confezionato ad uso e consumo di un elettorato che vota, per lo più, sulla base di umori e di sensazioni di pancia.

Tra queste gesta verbali va messa agli annali, come fulgido esempio di sproloquio fondamentalmente idiota ma ugualmente aggressivo e indegno di un rappresentante qualsiasi dello Stato, il suo ultimo intervento telefonico a Ballarò. Dove si è indicata, come vera anomalia italiana, non il caso di un presidente del consiglio plurinquisito e in palese conflitto di interessi bensì quello di una magistratura “rossa”, cioè comunista, che indaga contro il presidente del consiglio.

Adesso, quello che Berlusconi non capisce – e qui forse dovremmo cominciare a dubitare delle sue facoltà mentali perché se ci crede è grave, se finge di crederci è pure peggio – è che in un paese democratico che un giudice sia comunista è perfettamente legittimo: rientra nella libertà di pensiero, esercizio che evidentemente dentro il PdL è poco praticato.

Così come è naturale che un giudice indaghi su un personaggio, anche pubblico e anche ai massimi vertici delle istituzioni. Anzi, e si rassegni il berlusconiano medio(cre), al di là delle Alpi e in tutto il mondo civile, Berlusconi non sarebbe stato eletto nemmeno in un’assemblea di condominio.

Surreale, inoltre, che si usi la parola “comunista” come insulto svuotato di qualsiasi contenuto politico e identificato col senso di “contrario alle magagne del premier”. Una favoletta tutta itagliana, quest’ultima, a cui credono solo italiani per lo più allergici al fisco e intrisi ancora di retorica paleo-democristiana. La vera anomalia, se vogliamo dirla tutta, sta proprio qui.