I gay stanno tutti su Facebook…

Che sembrerebbe un’evidenza, soprattutto a vedere certi profili… :)
Ma quello che sto cercando di dirvi, è che da oggi esiste la pagina ufficiale del mio libro:

https://www.facebook.com/IGayStannoTuttiASinistra

Registrarsi non costa nulla… comprare il libro solo 11 euro, ma questo sta al vostro buon cuore.

Intanto, per chi fosse a Roma, vi ricordo che domenica 7 ottobre, alle 11.00, presenterò il mio libro alla Casa della Sinistra di Testaccio in Via Zabaglia n. 24.

Saranno presenti, oltre me, Franco Buffoni, scrittore, e Gemma Azuni, di Sinistra Ecologia Libertà Roma Capitale. Coordinerà Saverio Aversa.

Per ulteriori informazioni, cliccare qui.

Oggi su Gay’s Anatomy: “Una volta per tutti”, un’iniziativa che non piace a nessuno

La campagna “Una volta per tutti” sta suscitando numerose critiche e molte polemiche dentro il mondo politico e associativo della comunità LGBT.

Cristiana Alicata e Saverio Aversa, dentro i rispettivi partiti (Pd e SEL), non nascondono perplessità e preoccupazioni.

Anche il mondo dei blogger si muove, a cominciare da famosi e meno famosi, come Michele Darling, che reputa assurda la marcia indietro che tale campagna rappresenta.

E pure nel mondo associativo, da Arcigay a Rete Lenford, non pochi sono le perplessità e gli inviti a non firmare la petizione popolare.

E tu come la pensi? Di’ la tua su Gay’s Anatomy.

 

I candidati GLBT romani uniti per gli asili nido: così si salva la famiglia (altro che chiesa e destra!)

Il post di oggi comincia con un aggiornamento: tempo addietro ho scritto un post sui candidati GLBT, qui a Roma. Graziella Bertozzo, in un messaggio privato, mi ha fatto notare che di candidati arcobaleno ce n’è altri. Come Edda Billi della Lista Pannella-Bonino, femminista storica e direttrice della Casa Internazionale delle Donne, una realtà romana importantissima per lo spessore culturale di cui si fa portatrice e per il ruolo sociale che ricopre in questa città. E poi, per dovere di cronaca e per par condicio, c’è anche Klaus Mondrian, della Federazione della Sinistra.

La notizia di fondamentale importanza, quindi, è la seguente. Ieri sera c’è stata la presentazione dei candidati di cui sopra alla comunità tutta. Sono state scambiate opinioni, ci si è confrontati, si è risposto a dovere a chi ha, ancora una volta, suggerito l’equazione omosessualità-pedofilia: Rovasio e Aversa hanno ricordato che le soluzioni al problema devono rientrare dentro lo stato di diritto, mentre la Alicata ha fatto notare a chi ha chiesto cosa ne pensassero loro sui crimini di pedofilia che se la persona in questione si fosse trovata a un convegno sul nucleare non avrebbe esordito con una domanda del genere (idiota, aggiungerei io).

Poi ancora, siccome noi persone GLBT siamo una parte sana della società, la battaglia di Cristiana sugli asili nido a Roma è diventata il vessillo democratico di tutti i candidati ieri presenti. La Alicata infatti si sta battendo per una politica che aiuti tutti quelle famiglie che le scelte scellerate di Alemanno metteranno e stanno mettendo in grave crisi. I tagli agli asili nido comunali, infatti, rappresentano un regalo fatto dalla destra agli istituti privati. La gente, che fino a ieri aveva un servizio comunale, dovrà pagare di tasca propria. E questo sarà un danno economico per migliaia di persone e un danno culturale nei confronti delle donne, soprattutto quelle più povere, che dovranno rimanere in casa ad accudire i figli.

Cristiana ha fatto notare che quando la destra parla di famiglia mente. Perché la famiglia non la si tutela, come fa la destra, disseminando omofobia sulle coppie gay e lesbiche ma creando condizioni di vita migliori.

Dal dibattito di ieri è emersa la volontà comune di far capire a tutta la gente che gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, poiché parti integranti di questa società, sposeranno questa causa, con una manifestazione, domani 26 marzo 2010 in Campidoglio, alle ore 11, per il sostegno della nostra comunità alle famiglie romane con l’apertura di un grande asilo nido simbolico.

Primo passo per una politica di sostanza che ci vedrà impegnati per questa lotta che, come è tipico per le questioni che sposiamo, è una lotta di civiltà. (Per maggiori dettagli si veda il blog di Cristiana Alicata).

Credo che la strada intrapresa sia fondamentale. Si sposano i bisogni della gente, superando certa nostra autoreferenzialità. Si dialoga con la città, smentendo con atti concreti il corredo di calunnie che chiesa, destra e forze retrive di questa società dirottano su di noi.

Il fatto che tutti i candidati presenti abbiano accolto questa iniziativa, creata in poche ore ma sentita da tutti, dimostra ancora di più come la presenza di persone gay e lesbiche nella scena elettorale romana faccia del bene alla nostra democrazia. Votare uno di quei candidati significa fare il bene della gente, di tutta la gente. Perché in Cristiana e Saverio, passando per Sergio e tutti gli altri, c’è una volontà inclusiva che non guarda alla sessualità e alle scelte affettive di chi ha specifici bisogni. Lo stesso non si può dire di altri candidati, molti dei quali militano in partiti la cui azione politica può essere riassunta con un solo aggettivo: degradante.

Brava Cristiana, bravi ragazzi!

Sostenere i candidati GLBT del Lazio: una scelta di democrazia

Tra poche settimane saremo chiamati a votare per le elezioni regionali. Non tutti, ok. Io che sono siciliano, ad esempio, verrò risparmiato dalla solita pantomima locale di scegliere tra candidati voluti dalle varie e spesso poco trasparenti clientele di turno. Ma in molte regioni d’Italia si voterà per decidere i governatori e, quindi, le politiche economiche e sociali di importanti territori.

Alcune regioni sono strategiche. Veneto e Lombardia, complici l’egoismo sociale dei loro abitanti, sembrano destinati per molti anni ancora a discutibili personaggi politici sotto il profilo umano: razzismo e omofobia governeranno a Venezia e a Milano, in parole molto povere.

Piemonte, Puglia e Lazio sono le zone dove si giocano le partite più importanti. Perché se i candidati del centro-sinistra vinceranno, passerà il messaggio – che si spera i dirigenti del pd capiranno – di una coalizione che vince su candidati di valore e non su accordi di palazzo, che tanto piacciono a gente del calibro di D’Alema e di chi, in questa o quella trasmissione televisiva, passa i bigliettini all’avversario politico contro gli alleati parlamentari.

Proprio in Lazio, poi, si profilano tre candidature di eccellenza, per la storia personale che queste personalità portano come dote agli elettori e alle elettrici, per la passione politica che le anima, per il grande idealismo non sganciato dal rapporto con la realtà. Queste candidature sono quelle di Cristiana Alicata per il Partito Democratico (e per stavolta, visto di chi si parla, scrivo il nome del partito in maiuscolo), di Saverio Aversa per Sinistra Ecologia e Liberta, e di Sergio Rovasio per il Partito Radicale. Ma andiamo per ordine (rigorosamente alfabetico).

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Per chi mi conosce e mi segue da tempo, sa che il mio rapporto con Cristiana Alicata non è stato facile. All’inizio l’ho criticata aspramente per la sua scelta di campo, perché pensavo che una persona GLBT dovesse combattere il Pd, e non certo sostenerlo. Cristiana, tuttavia, ha seguito un percorso molto difficile, perché criticata, per le stesse ragioni, da molti altri compagni di lotta. Eppure col senno di poi posso dire che la sua scelta è stata giusta e, soprattutto, onesta. Cristiana non è una “yes-woman” di partito, rappresentante di categoria che serve alla sua dirigenza per vestire i panni della foglia di fico su questioni che quel partito non vuole affrontare. Cristiana dice le cose come stanno, attacca e combatte l’omofobia interna al Pd, crede in quel che fa e lo fa perché ci crede. Chi la conosce sa di cosa sto parlando. La sua campagna elettorale, poi, è incentrata sui bisogni delle persone a cominciare dalla campagna sugli asili nido, secondo una strategia a parer mio egregia che mira a far comprendere che essere lesbiche e lottare per i diritti delle famiglie, tutte, è una strada non solo percorribile ma auspicabile. Altri temi fondamentali, accanto all’accessibilità, sono quelli dell’efficienza, della trasparenza e della difesa dei valori laici.

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Saverio Aversa è un caro amico. Educatore professionale in centro di riabilitazione disabili, la sua parabola personale, dentro il PDS prima (è stato il creatore dei CoDS) e Rifondazione dopo, ne fanno una delle personalità politiche più di spicco all’interno del panorama GLBT italiano. Originale la sua campagna elettorale che, coerentemente col nome del suo partito, non vuole incidere negativamente sullo spreco delle risorse cartacee e non vuole contribuire alla deturpazione del decoro cittadino con la pratica del manifesto selvaggio. Saverio sta presentando i suoi cartelloni virtuali in cui enuclea, in pillole, il suo programma: diritti sociali e diritti civili, laicità, la salvaguardia delle risorse idriche, tutela degli anziani e democrazia intesa come partecipazione. Una visione della sinistra, in altre parole, che non rinuncia alla sua vocazione di alternativa sociale senza trincerarsi, tuttavia, nelle facili nostalgie ideologiche e guardando ai fatti concreti e ai problemi reali per trovare soluzioni vere.

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Militante storico dei radicali italiani, nonché segretario di Certi Diritti, Sergio Rovasio porta come dote l’importante pronunciamento che la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciare per il 23 marzo, a ridosso dell’appuntamento con le urne. A Certi Diritti va riconosciuto il fondamentale traguardo, mai ottenuto da altre associazioni di settore, di aver fatto della questione GLBT argomento istituzionale pregnante e concreto. La data del 23 marzo, già citata, parla da sola. Accanto a questa svolta, Rovasio presenta al proprio elettorato potenziale temi quali la salvaguardia dei “diritti civili e umani per le persone più deboli, discriminate, che subiscono ingiustizie a causa della loro condizione e orientamento sessuale”. Tutela alle coppie conviventi, lotta all’omo-transfobia, abbattimento dei privilegi ai consiglieri regionali e tutela ambientale sono gli altri cavalli di battaglia di Sergio.

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Dirò nei prossimi giorni su chi cadrebbe, nello specifico, la mia scelta personale. Per adesso mi limito a dire quanto segue: credo che raramente l’elettore di centro-sinistra si sia trovato di fronte alla possibilità di scegliere un candidato ottimale per questioni che riguardano tutti i settori della società. I bisogni dei quali vengono portati avanti proprio dalle persone GLBT dei rispettivi partiti che li hanno candidati. Personalmente spero che tutti e tre i miei amici riescano a  superare il cerchio di fuoco delle urne. Il Lazio, i rispettivi partiti di appartenenza e la nostra società nel complesso ne risulterebbero indubbiamente migliori, più aperti, più ricchi di diversità e, di conseguenza, inclusivi delle esigenze collettive. Secondo lo spirito che dovrebbe animare una democrazia matura, efficiente e degna di essere definita “europea”.