Se non hai un articolo su Gaiaspia non sei nessuno…

Ed io che pensavo di non contare niente! Se ho un articolo dedicato su Gaiaspia, allora vuol dire che anch’io rientro nella schiera di quelli importanti, dei “nemici” da temere! Nemico di chi è facilmente intuibile, ma visto che i miei fans di quel blog preferiscono l’anonimato, li asseconderò nella loro commiserabile auto-damnatio memoriae.

Per chi non conoscesse i nostri eroi, riporto le parole del pregevole articolo di Dabliu:

Non vi sarà sfuggito che ultimamente nel mondo frocio italiano, sarà la primavera, è tutto un fiorire di siti pseudogiornalistici, blog, tumblr che invocano trasparenza su quel bilancio o su quel finanziamento. Questi siti, che nascono e muoiono nel tempo di una scorreggia [...] sono particolarmente (da leggere pure “stranamente” ed  ”esclusivamente”) interessati alle vicende del Circolo Mario Mieli e dell’attuale dirigenza nazionale di Arcigay. E non esattamente perché altrove non ci siano domande da fare.

In altre parole, sono dei fake che in vista dell’imminente congresso di Arcigay cercano di screditare l’attuale presidente e di mettere in cattiva luce le associazioni a lui vicine. E siccome Einstein due cose considerava infinite, ovvero l’universo e la stupidità umana, nutrendo qualche dubbio solo per il primo, per dar man forte ad Albert, i nostri eroi hanno addirittura creato profili Facebook con volti di modelli brasiliani…

L’articolo che mi cita, come la quasi totalità delle cose riportate su quel blog, lascia intendere cose inesatte. Non sono mai stato un no Tav – per quanto io sia tutt’ora schierato dalla parte dei manifestanti in Val di susa – ho militato sì in Open Mind, di cui non rinnego passata appartenza e percorsi politici, ma me ne sono allontanato quando l’associazione è passata da un impianto pluralista a uno più antagonista, nel quale non mi sono riconosciuto.

I miei stessi amici dell’area di sinistra radicale e antagonista quando leggeranno quelle affermazioni si faranno grasse risate.

Per tacere della foto che hanno scelto per rappresentarmi. Chiunque mi conosca sa bene che certe ideologie non mi appartengono. Utilizzare certi simboli per colpire me – e se non querelerò è solo perché mi rifaccio direttamente alle parole di de Magistris alla Santanché quando gli diede del mafioso – è un insulto verso chi, per quell’ideologia, ha sofferto un prezzo indicibile. Belle merde, insomma!

Il comunicato da loro citato, per altro, non è nemmeno scritto da me, ma, appunto, dall’Open Mind nel 2006, per la manifestazione “Orgoglioso Antifascismo” dopo che Forza Nuova aveva bloccato il pride catanese di quell’anno. Dopo quella data l’associazione, grazie anche al lavoro mio e di altri soci, cominciò una collaborazione con Arcigay Catania proprio nel tentativo di superare le divergenze a livello locale che di certo non hanno lavorato per il bene della comunità GLBT: i non meglio identificati “giornalisti” di Gaiaspia hanno chiaro il concetto di unità? Pare proprio di no…

Ancora,quel post sostiene che la mia lettera, da loro riportata, sarebbe una reazione a un loro post sulla presunta e mai verificata egemonia dei black block sul pride romano del prossimo giugno – ragazzi, siamo seri, i black block al Roma Pride!

In tutta sincerità, quella lettera riguarda percorsi politici personali ed è diretta a persone specifiche, di cui non voglio, tuttavia, fare il nome. Chi doveva capire ha capito.

Agli amici di Gaiaspia dico solo: non datevi un’importanza che non avete. Sarebbe come dire – a mero titolo di esempio – che siccome ieri ho avuto la colite, adesso i vostri raffinati cervelli hanno partorito l’articolo che mi riguarda. Il che sottolineerebbe anche un plausibile legame qualitativo tra ciò che si può produrre nelle viscere umane e ciò che sgorga dalla vostra penna, ma si dà il caso che sia solo un caso. Nulla di più.

Concludo ribadendo, ancora una volta, che sono contento di questa citazione: fino ad adesso ho visto nominate, su Gaiaspia, solo persone di un certo rilievo mediatico dentro il movimento GLBT. Ripeto, vuol dire che non sono poi così anonimo… mi spiace, tuttavia, per certi big del movimento, romano e nazionale mai nominati, neppure per errore. Non vorrei che il loro astro stesse definitivamente tramontando. Anche se ce ne faremo una ragione.