Alcune semplici cose da sapere sulle terapie riparative

Ogni tanto il mio blog viene preso di mira dal troll di turno o dalla casalinga disperata che ne fanno uno strumento per pubblicizzare siti e canali in cui si parla di “miracolose” guarigioni dall’omosessualità. Cose del genere possono capitare e manifestano la disonestà intellettuale di personaggi, anche abbastanza lugubri, che hanno bisogno dei siti degli altri per fare la loro disinformazione.

Lascerei anche correre. Basta sentire cosa hanno da dire certi santoni delle teorie riparative per capire che ci troviamo di fronte a veri e propri ciarlatani. Allora, per fare chiarezza e perché ragazzi il cui orientamento sessuale è in fase di costruzione e non vengano abbindolati da fantasiose possibilità di cura, vediamo perché queste terapie non hanno ragion d’essere:

1. è vero che Freud fu il primo a dare una visione medicalizzata dell’omosessualità, per lui legata a un mancato sviluppo psichico dell’individuo. Ma fu pure il primo a dire che non era necessario curare i gay: «l’omosessualità di sicuro non è vantaggiosa ma non c’è niente di cui vergognarsi, nessun vizio, nessuna depravazione, non può essere classificata come una malattia»;

2. la psicologia, dopo Freud, ha fatto numerosi passi in avanti sullo studio dell’omosessualità che è stata dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una variante naturale della sessualità umana. Un po’ come nascere mancini o coi capelli rossi, a ben vedere. Avete mai provato a “guarire” un mancino? O un “roscio”? Sarebbe come scambiare un parrucchiere per un medico e una tintura per un farmaco…;

3. i fautori delle terapie riparative sono tutti, non si è ancora capito bene perché, ferventi cristiani. Le cure da loro proposte si basano sull’autoconvincimento e sulla preghiera. Adesso, a parte il fatto che dovrebbero spiegarmi a cosa serve pregare per guarire da una qualsivoglia malattia – e ribadiamolo, l’omosessualità non lo è – ma se partiamo da queste premesse, autoconvincendosi di diventare qualsiasi cosa e pregando perché questo avvenga, si potrebbe pure arrivare a credere di essere un carrello della spesa;

4. se fosse possibile cambiare orientamento sessuale, allora sarebbe possibile per molti eterosessuali che lo volessero – sempre attraverso preghiere, riti voodoo e macumbe di sorta – divenire gay o lesbiche;

5. molti “riparatori” sostengono che loro “curano” solo quei gay che non si trovano a loro agio con la loro condizione. Senza magari rendersi conto – o forse sì? – che un gay che non accetta se stesso andrebbe aiutato a capire che si può vivere ogni condizione umana in piena dignità. Non è essere gay che è un disonore, ma è l’omofobia dilagante a rendere infelici migliaia di giovani vite. Forse andrebbe curata l’omofobia;

6. la comunità scientifica italiana e internazionale ha destituito di ogni valore scientifico le teorie riparative. In pratica è come quando hai il mal di denti e invece di andare dal dentista a farti curare, consulti un prete con problemi di relazione col concetto di odontoiatria – il quale ti direbbe, per altro, di convincerti che non hai nessun dente cariato e di pregare affinché il dolore sparisca;

7. mi direte: eppure esistono gli ex gay! Certo, ma bisogna vedere se in precedenza lo erano davvero, omosessuali! Anch’io posso portarvi cento dei miei amici che millantano favolose guarigioni dall’eterosessualità con la preghiera e l’autoipnosi! E poi mai sottovalutare il senso di colpa di chi, per qualche disgrazia avvenuta nella sua vita, addossa le sue sventure al suo esser (stato) gay. Ma così, converrete, saremmo tutti bravi a cambiare orientamento;

8. Giova ripeterlo: gli psicologi, gli psichiatri e gli altri professionisti della salute mentale sono d’accordo nel ritenere che l’omosessualità non è una malattia mentale, nè un problema emotivo. Non è una malattia, nè fisica nè psichica. Più di 35 anni di ricerche scientifiche oggettive e ben progettate hanno dimostrato che l’omosessualità non ha alcuna associazione con disturbi mentali, emotivi o altri problemi sociali.

Per saperne di più, si possono consultare i seguenti siti:

Associazione Psichiatrica Americana (APA)

Ordine degli Psicologi della Lombardia

e soprattutto, diffidare sempre di santoni, estremisti religiosi e sedicenti profeti della “guarigione”, soprattutto se portano nomi di ben più famose marche di salumi.

Una settimana contro l’omofobia

Da lunedì 16 a Roma e in altre città d’Italia ci saranno diverse manifestazioni per la Giornata Mondiale contro l’omofobia.

Cos’è

Per chi non lo sapesse, il 17 maggio si celebra una ricorrenza storica. Lo stesso giorno del 1990, infatti, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità depennò l’omosessualità dalla lista delle patologie.

Nel 2005, George Louis Tin creò questo evento e da allora, ogni anno, si ricorda qual è la situazione per milioni di persone GLBT nei paesi occidentali e nel resto del mondo.

La situazione della comunità gay nel mondo

Dal 1990 sono stati fatti enormi progressi. In quasi tutta l’Unione Europea, in molti stati degli USA, in Canada, in molte nazioni latinoamericane e in Sud Africa le famiglie di gay e lesbiche sono riconosciute a vario titolo, con legislazioni specifiche o con l’estensione del matrimonio per tutti. Sono state varate leggi che rendono penalmente più gravi i crimini d’odio contro la gay community.

Altrove la situazione è ben più grave: in Italia si discuterà il 23 maggio di un’aggravante per i crimini di omotransfobia, ma non c’è nessun accordo sul riconoscimento, anche parziale, dei diritti delle coppie di fatto. In altri paesi se si è omosessuali si viene condannati a morte. In Uganda si vuole approvare una legge in tal senso.

Perché si celebra

Per fare in modo, perciò, che il mondo dei diritti sia sempre più grande e che certa cultura di morte – avallata anche dal Vaticano, che si oppone a qualsiasi miglioramento legislativo a favore delle persone GLBT sia in Italia sia in sedi internazionali – in tutto il mondo si celebra il 17 maggio.

Alcuni appuntamenti in Italia

Roma

  • lunedì 16 maggio – Serata contro l’omofobia e la transfobia, con la presentazione del libro di Franco Buffoni, Laico alfabeto in salsa gay piccante e proiezione  del documentario sul Fuori!, presentato in anteprima nazionale al Festival del Cinema di Torino
  • martedì 17 maggio – volantinaggio a cura dei volontari dell’Europride 2011 a Campo de’ Fiori, a partire dalle ore 18:00 (il gruppo si sposterà a piazza Navona)
  • venerdì 20 maggio – Il PD per la Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia, a piazza Navona a partire dalle ore 18:00

Milano

Siracusa

  • martedì 17 maggio – 17 maggio e non solo…, dalle ore 10:00 presso la sede Arci di piazza Santa Lucia 20, dove l’associazione Stonewall GLBT presenterà la campagna sull’amore, contro l’omofobia ed il pregiudizio “VOCI DEL VERBO AMARE”. Nella stessa giornata i volontari e le volontarie di Stonewall e delle altre associazioni che sottoscrivono la campagna, distribuiranno le cartolinedella campagna all’ingresso di alcuni Istituti Superiori Siracusani
  • venerdì 20 maggio – proiezione di L’amore e basta, di Stefano Consiglio dalle ore 19:30 presso la sede Arci di piazza Santa Lucia 20, a cura dell’associazione Stonewall GLBT.

Per cui adesso non avete più scuse: ci aiutate a rendere questo mondo più bello?

Rumore contro l’omofobia

Promemoria utile e necessario: oggi è la Giornata Mondiale contro l’omofobia. Avvertite gli stronzi…

Per chi poi volesse pure rendersi utile e militante, c’è questa iniziativa di We have a dream:

Rumoros* contro il silenzio!

Il 17 maggio 2010 si celebra la sesta giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia (IDAHO International Day Against Homophobia and Transphobia).

La data ricorda il 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso anche l’omosessualità ego-distonica dall’elenco delle malattie mentali.

Il Parlamento Europeo si è già pronunciato il 18 Gennaio 2006 con una Risoluzione sull’omofobia in Europa nella quale condanna con forza ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale ed è tornata a parlarne con la risoluzione del 26 aprile 2007 per ricordare la necessità che la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale in tutti i settori sia vietata completando il pacchetto legislativo contro la discriminazione basato sull’articolo 13 del trattato CE, indicendo il 17 maggio di ogni anno quale Giornata internazionale contro l’omofobia (per le istituzioni europee parlare di omofobia equivale a parlare anche di transfobia).

Ancora oggi, nel 2010 alle sollecitazioni del Parlamento Europeo lo Stato Italiano risponde con l’indifferenza e il silenzio e continua a evitare di promulgare una legge che riconosca i reati di Omofobia e di Transfobia.

Al silenzio istituzionale si unisce quello sociale. Entrambi favoriscono non solo la violenza fisica, ma anche la discriminazione a scuola, sul posto di lavoro, nei luoghi di aggregazione per le persone lesbiche, gay, trans gender, bisessuali, queer e intersessuali.

L’omofobia e la transfobia si subiscono ogni giorno, anche nei piccoli gesti della vita quotidiana, per questo vi invitiamo a scendere in piazza per farci sentire, in maniera pacifica, colorata e chiassosa!

Portate in piazza i vostri ‘strumenti’ per essere rumorosi contro il silenzio delle Istituzioni: strumenti musicali, fischietti, pentole, coperchi, campane, cellulari e tutto quanto troviamo nelle nostre case per squarciare il silenzio che circonda l’omofobia e la transfobia.

Vi aspettiamo Lunedì 17 maggio dalle ore 19 in poi, davanti la piazza di Montecitorio

- Leggeremo una sintesi della risoluzione europea contro l’omofobia, per conoscere ciò che succede attorno a noi e ciò che ancora non succede in Italia.

- Ognuno di noi potrà leggere le dichiarazioni omofobiche e transfobiche, esplicite o velate, di personaggi pubblici, politici e prelati che contribuiscono a diffondere questo clima di odio sociale. Vi invitiamo a portare dichiarazioni, articoli, brevi scritti estratti da qualsiasi pubblicazione che ognuno di noi potrà leggere in piazza.

- Sulla scia della mobilitazione, della rottura del silenzio e dello spirito di solidarietà, alla fine imbracceremo tutti i nostri ‘strumenti’ e contribuiremo a costruire una chiassosa, ma pacifica orchestra rumorosa contro il silenzio!

puoi farti un’idea qui http://www.youtube.com/watch?v=HpEOQEjrjpM&feature=related