5

Sinistra e gay, pd e omofobia

Che differenza c’è tra Sinistra e partito democratico?

Pisapia, a Milano, dà il patrocinio per il pride milanese.
Merola (nella foto), sindaco di Bologna, vuole discriminare le coppie di fatto, gay ed etero.

Però, mi si faceva notare, Fassino a Torino ha imparato a pronunciare correttamente la parola gay.

Tutto ciò mentre a Ginevra, l’ONU approvava una risoluzione contro le diseguaglianze basate a discapito dei gay.

A forza di farsi dettare la linea politica dal Vaticano, il partito democratico si comporta esattamente come la chiesa cattolica: mentre il mondo va avanti verso il futuro, loro continuano a ispirarsi al medio evo.

8

A Fassino e Napolitano dico: io sto con chi ha fischiato

Le reazioni di Fassino e Napolitano sulle contestazioni che la gente ha fatto a Schifani sono indice di quanto la politica possa essere caduta in basso per diverse ragioni.

Chi contesta uno dei responsabili morali dello sfascio italiano – e Schifani lo è pienamente – non ha bisogno di inviti o autorizzazioni per esprimere il proprio giudizio. Si può discutere sulla forma, ma non sulla legittimità. Io la penso allo stesso identico modo dei contestatori e come me migliaia di precari, di persone GLBT, di gente allo stremo perché a corto di diritti, opportunità, lavoro e futuro. Se non si capisce questo, non si va da nessuna parte. Fermo restando che dissentire è sempre pienamente democratico. Qualcuno lo spieghi a Fassino.

Contestare il potere e la sua istituzionalizzazione non è affatto “gazzarra intimidatoria”. È democrazia, se lo si fa nei limiti della legge. I regimi che non sopportano la critica, anche aspra, al potere si chiamano dittature. Qualcuno lo spieghi a chi dovrebbe garantire sulla tenuta democratica di questo paese e che si sta dimostrando, in questa occasione, inadeguato a ricoprire la carica che ricopre.

Che un politico inetto – i DS con Fassino non sono mai andati oltre il 17% dei suffragi, contro il 22% dell’amministrazione D’Alema, che per altro non rientra tra le prime mille persone che godono della mia stima – che un politico della stazza di Fassino non ci arrivi, pazienza! Che anche il Presidente della Repubblica presti il fianco a questa lapidazione mediatica contro chi contesta è oggettivamente grave.

Dulcis in fundo: Fassino, forte delle sue luminose fortune politiche, si azzarda a fare analisi sul perché il pd avrebbe perso le elezioni in Piemonte: la colpa, ovviamente, sarebbe della gente che, dando la propria preferenza a Grillo, non ha votato l’alleanza piddì-UdC-tuttoilresto.

Ignora l’ex leader dei DS che per vincere bisogna coinvolgere masse sempre ampie di elettorato e in quelle masse vi sono pure coloro che portano avanti battaglie che dentro il partito democratico sono definite minoritarie. Se questo non avviene la colpa è del partito che perde le elezioni, non di chi non lo ha votato. È talmente elementare che rischia di essere addirittura tautologico.

Dentro il pd si può pure essere liberi di far finta che certi problemi non esistano, ma la storia, mi pare, li ha premiati in modo diverso da certe aspettative, almeno dai tempi di Veltroni.

E poi il vero problema è e rimane un altro: contestare una persona come Schifani rientra nel novero dei diritti democratici di un cittadino. Se dentro il pd si è così stupidi da invitare Schifani, i grandi capi non se la devono poi prendere con chi evidentemente ha più a cuore le sorti di questa martoriata repubblica e del suo senso della dignità.

Ma, appunto, vaglielo a spiegare a uno come Fassino.

2

E la Concia disse: “Scalfarotto è donna!”

La notizia è gustosa e gira sul blog del circolo del piddì on line Barak Obama. All’indomani dell’elezione di Scalfarotto all’utilissimo ruolo di vicepresidente del partito – praticamente una poltrona inutile – la Concia avrebbe così commentato:

Sono molto contenta di avere una donna come presidente e un omosessuale come vicepresidente, ma non sarò soddisfatta finché non vedrò Rosy Bindi presidente del consiglio e Ivan Scalfarotto ministro degli esteri!

Al che, Fassino ha sgranato gli occhi e in preda al delirium tremens avrebbe esclamato: «Ma è pazza… ha appena detto che Scalfarotto è gay, davanti a tutti!»

La notizia, vi dicevo, è gustosissima. Almeno per tre ragioni.

La prima: il blog del pd titola “Chi da scandalo in questa storia?”. Sicuramente la grammatica italiana e l’uso sconsiderato che ne fanno a casa Bersani. Il verbo dare, coniugato in terza persona singolare, vuole l’accento.

La seconda: Fassino fa, a parer mio, la parte dell’imbecille. Qualora questa storia fosse vera, va da sé.

La terza: la Concia è impazzita. Scambiare le cariche tra Scalfarotto e la Bindi, dire del primo che è una donna e fare l’outing della seconda… come dite? Quando diceva “donna” non era una goliardica “sfrociata” indirizzata a Ivan? Ah no? E allora scusate, ma la donna presidente chi è?