2009 (per tutte le direzioni)

(come sempre, in questi casi, a fine anno..)

Salva con nome

Cambiar vita (e capire che il paese dei sogni è solo un luogo come tanti, per quanto splendido)
Il Codipec
Le foglie d’autunno
Il No B Day
Marica e Daniela. E anche Sergio
Il fuoco delle candele, per dire no a tutta quella follia
Tutti i miei gatti
Il pulcher
Gli amici, sempre

e…

quella volta a Marzamemi, con Ste, la Ragazza Elfo e La Pito, in un’assolata strada di campagna, per andare a vedere i corti, con lo scirocco che incombeva sulle nostre teste come il destino, la musica che accarezzava gli ulivi polverosi e un tramonto di panna infuocata sulle case dei pescatori. Al ritorno (o era all’andata?) ci siamo smarriti nella notte e un cartello, a un certo punto, indicava “per tutte le direzioni”. Un po’ come quello che accade nella vita, quando si è liberi, quando ci si sente tali.

*

Svuota cestino

L’omofobia (e le trans trattate in questo modo)
Le urgenze affettive (molto spesso accompagnate dal pisello piccolo)
La frase topica “io sto male”
La discussione di dottorato
Le guerre in famiglia
La Gelmini
I mentecatti
Tutti i miei sbagli

*

Playlist

Amy McDonald’s – This is the life
Lady Gaga – Paparazzi
Lily Allen – It’s no fair
Franco Battiato & Carmen Consoli – Tutto l’universo obbedisce all’amore
Patrizia Laquidara – Mielato
Carmen Consoli – Non molto lontano da qui

*

Friendship

Ale (altrimenti detto il Filosofo)
Il Coluccini (a cui devo un po’ tutto)
Chanel (e le sue profezie)
Pinzi (che mi ha portato dietro le quinte, oltre a tutto il resto)
Giovanni (altrimenti detto Palpatine)
La Adry (e i mondi che si aprono sempre sulla via del ritorno)
La crudelissima Eleazar (che in un modo o nell’altro c’è sempre)

e tutti gli altri.

*

Topoi

Roma e i suoi viali alberati
Torino, che non mi fa innamorare
Monaco di Baviera, col suo alternarsi di pioggia e sole
Marzamemi, con le sue case dei pescatori
Catania, che non riesco a strapparmi dal cuore

*

Nouvelle cuisine

I broccoletti romani
Il korn rumeno
Le grappe di Adina
I fiori di zucca
Il pane nero

*

SMS (troppo lunghi e mai spediti)

«Sai cos’è? Che questa città ogni tanto mi fa un po’ male, non tanto per chi ho perduto ma per cosa ho perduto. È come se qui prima ci fosse la perfezione e adesso c’è solo caos. Un caos che dorme e si risveglia per un nonnulla, come vedere quella linea dell’autobus che prima mi avrebbe portato verso quella perfezione e che ora è la sineddoche di un vuoto. E la cosa peggiore è che se ne parlo la gente mi guarda come se fosse una colpa, come se conservare quella scheggia di dolore fosse disdicevole. Come se fosse tutta colpa mia. E forse è questo che mi riesce davvero insostenibile, anche adesso, mentre aspetto l’ennesimo autobus che mi porterà altrove, lontano da ciò che manca in modo imprescindibile, assoluto, feroce.»

*

Desiderata

Yoga
Il mare
Scrivere
Andare oltre il proprio confine
Ridere, ridere, ridere!