Quando dici che essere gay non è naturale. O che le lesbiche sono maschi mancati. O ancora che le persone transessuali ti fanno schifo.
Quando dici che due persone dello stesso sesso non possono sposarsi, perché il matrimonio è solo per un uomo e una donna.
Quando dici: ok, diamo i diritti alle coppie gay e lesbiche, ma il matrimonio no, perché è solo per un uomo e una donna.
Quando dici: i bambini mai!
Quando dici che una coppia di uomini o di donne non è famiglia.
Quando, riguardo alle famiglie gay e lesbiche, pensi che un bambino per vivere serenamente ha bisogno di un padre e una madre.
Quando dici che due gay vanno pure bene, basta che non ostentino in pubblico.
Quando dici che in quella discoteca non ci vai, perché ci sono i froci e non te la senti di camminare tutta la sera con le spalle al muro.
Quando dici “frocio”. O quando usi “lesbica” come se fosse un insulto.
Quando ridi delle persone transessuali.
Quando dici che i bisessuali non esistono. E quando pensi che, se esistono, sono sbagliati solo a metà.
Quando pensi che è una malattia.
Quando dici che non hai nulla contro gli omosessuali, ma…
Quando affermi che il pride è un’inutile carnevalata.
Quando sei gay e ai pride non ci vai uguale, perché anche per te è una carnevalata.
Quando sei gay, ma “discreto”… (e magari pensi che una legge sul matrimonio è inutile, che la legge contro l’omofobia non serve a niente, che alla fine ti lasciano scopare in pace e va bene anche così).
Quando scomodi Dio, la natura o qualsiasi altra divinità a caso per giustificare sentimenti di disprezzo, paura e disagio nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali e trans.
Quando anche solo ti senti a disagio di fronte a gay, lesbiche, bisessuali e trans.
Quando, in base a tutto questo, qualcuno si sente autorizzato a fare un sorriso di troppo o a discriminare, insultare, fare violenze, uccidere.
Quando tutto questo accade, è omo-transfobia. Ed è anche “merito” tuo.
E non ci sono giustificazioni di sorta. Per nessuno/a.
Il 17 maggio ti ricorda ciò che non dovresti essere. Da oggi, e per sempre, ricordalo anche tu.
Trasferiamoci per un momento sul piano delle ipotesi. Vi porrò, dunque, una serie di interrogativi. Del tipo:
Qualche giorno fa scrissi su
Ho ascoltato, in parte, il discorso di Letta sulla fiducia. E non ho potuto fare a meno di rabbrividire di fronte a quella che sembrava sempre più un’omelia da chiesa che il discorso di un leader politico: «Bisogna fare come Davide: abbandonare l’armatura e raccogliere cinque sassi dal fiume, per affrontare il gigante con bastone e fionda».
Gaetano Quagliarello, quello che ha gridato assassini quando in Parlamento arrivò la notizia della morte di Eluana Englaro. E tutti vorremmo avere una persona così pacata sopra le nostre teste. Come se non bastasse, è pure omofobo.
Antefatto: sia ieri, sia qualche giorno fa ho trovato nella mia posta elettronica un invito, reiterato, per una cena elettorale “offerta” da un membro della giunta Alemanno, tale Mario Siclari (che potete ammirare qui in foto). Infastidito da quest’operazione di spam, ho reputato opportuno scrivere all’ufficio elettorale di questo signore.
È inutile che Beppe Grillo si indigni ora per il governo Letta, messo insieme con Pd e PdL.
Oggi, 25 aprile. Credo fermamente che occorra fare una bella revisione al concetto di antifascismo e a quello di democrazia. E del valore che assume questa data di fronte alla società nella sua interezza e tra suoi settori particolari.
La notizia: dopo la manifestazione di ieri al Quirinale, per protestare contro la rielezione di Napolitano – presidente che per l’opinione pubblica ha la responsabilità di esser consustanziale al berlusconismo – un gruppo di partecipanti ha intercettato la presenza di Dario Franceschini in un ristorante. Da quel momento è partita una