La torta di Halloween

preparando gli ingredienti...

preparando gli ingredienti…

E poi succede che ti rendi conto che a casa c’è un po’ di tristezza. Perché la vita a volte fa la stronza. E siccome non sto parlando di me, ma delle persone che mi stanno accanto, non posso scendere in dettagli, per ovvie questioni di privacy. Allora, quand’è così, sai che si fa? Si prepara da mangiare. Una torta di zucca, visto che è Halloween. E siccome è Halloween ed io sono elfico, ci mettiamo in mezzo un bell’incantesimo. Come? Un passo per volta…

Torta di Halloween

Ingredienti:

  • pasta frolla (fatta in casa o comprata)
  • ricotta, 400 gr.
  • mascarpone, 400 gr.
  • zucca, 250 gr. (già mondata e pulita)
  • zucchero di canna, 200 gr.
  • quattro uova
  • vaniglia, una fialetta
  • spezie (noce moscata, zenzero, cannella), un pizzico

La zucca è un frutto magico ed il 31 ottobre è un giorno di passaggio, chiude un ciclo e ne apre un altro. Allora affinché i problemi che ci rendono tristi diventino sempre più piccoli, sbuccia e taglia la zucca a pezzi piccoli e mettili a cuocere in una casseruola, con pochissima acqua. A cottura ultimata, sgocciolarla e strizzarla per bene.

Quindi metti nel frullatore mascarpone, ricotta e zucchero di canna. Frulla per bene, quindi aggiungi la zucca, le uova e le spezie. E mentre il frullatore fa il suo dovere, pensa a come i problemi sono diventati piccolissimi, digeribili, quasi inconsistenti…

...e dal forno in tavola!

…e dal forno in tavola!

Imburrare una teglia a bordo alto, e posarvi la pasta frolla. Io preferisco farla in casa – non c’è un’unica ricetta, ognuno ha la sua e se ne trovano molte sui siti di cucina, a cui vi rimando – e quando la base sarà pronta, versare la crema che sarà venuta spumosa, leggermente rosata e molto profumata. Come la vita che volete per voi e per chi amate.

Mettete in forno preriscaldato. La cottura è variabile da forno a forno. Io ci ho messo due ore (il mio non è ventilato), ma la pasta frolla dovrà risultare dorata, e la crema ben ambrata e gonfia. Quando sarà compatta (avendo cura di controllare per non bruciare il tutto), tirate fuori dal forno e fatela raffreddare. La torta va servita ben fredda, in modo che la crema si rapprenda. Intanto la vostra casa profumerà di dolci e se vi piacerà crederlo, sarà il profumo che volete dare al nuovo corso degli eventi.

Per il resto buon appetito. E posso garantirvi che le persone che ieri erano un po’ giù, oggi sorridevano, mentre facevano colazione con una fetta di questo dolce.

Polpette al sugo

Ieri mi è venuta voglia di cucinare, perché era da tanto che non lo facevo. Ho guardato nel frigorifero, ho trovato il macinato, ho guardato bene e c’erano tutti gli ingredienti giusti. Ho così deciso di fare le polpette, ripescando una vecchia ricetta di mamma e di nonna. Ma rivisitata in chiave ozpetekiana… volete saper come? Eccovi accontentati!

Per le polpette:
carne macinata, 500 gr.
due uova
100 gr. di parmigiano reggiano o pecorino stagionato
una cipolla
mezza mela
due fette di pane a cassetta
latte
due spicchi d’aglio
prezzemolo
sale
pepe bianco
noce moscata

Per il sugo:
sugo di pomodoro
polpa di pomodoro
aglio
curry
un bicchiere di latte
sale
zucchero

Si comincia mescolando il macinato con le uova, il formaggio, il sale. Quando si è ottenuto un composto omogeneo, si procede aggiungendo la cipolla, l’aglio e la mezza mela, il prezzemolo. Il tutto triturato finemente, in modo certosino.

Nel frattempo, ammorbidire le fette di pane a cassetta con il latte. Quando saranno ben impregnate, strizzare e aggiungere al composto. Il pane può essere anche duro, visto che il latte, per una legge elementare della fisica, lo renderà morbido.

Insaporite ancora con le spezie (il pepe bianco e la noce moscata, per intenderci), mescolate, ricomponete e quando tutto sarà omogeneo lasciar riposare per almeno mezz’ora, in frigorifero.

Quindi preparate il sugo di pomodoro. Dopo un soffritto con l’aglio incamiciato, sarà ideale mescolare la polpa alla salsa liquida, aggiungendo il latte e, se dovesse risultare troppo acido, correggendo con una punta di zucchero e/o di bicarbonato. Salare il giusto, aggiungere una punta di curry e mettere a cuocere a fuoco lento.

Riprendete il macinato condito e fatene polpette (in tutti i sensi). Friggete le polpette il tempo necessario affinché raggiungano una consistenza solida e, quando hanno fatto la crosticina, calarle nel sugo. Lasciar cuocere, quindi, per almeno venti minuti.

Servire ben caldo, con un condimento verde accanto (vanno benissimo gli spinaci o i broccoletti romani). Accompagnare con vino rosso e fette di pane passate alla piastra. Posso garantire che i vostri ospiti gradiranno non poco e vi ameranno di più. E no, non sto alludendo al fatto che ieri, dopo pranzo, i miei ospiti mi hanno ringraziato elargendomi favori sessuali. Anche perché erano tutte donne.

Centomila calorie

È tradizione siciliana, o quanto meno della mia famiglia, apparecchiare la tavola della vigilia con ogni ben di Dio. Mamma e zia, come ogni anno, si sono messe d’impegno.

Cominciamo con le scacciate siciliane, come vuole la tradizione…

poi polpo e gamberetti

e a seguire, pesce spada gratinato al forno

quindi insalata di mare con arance, kiwi e pepe rosa

ancora: ricotta infornata aromatizzata agli aromi

poi vuoi mettere… sfoglio ragusano con ricotta e salsiccia

proprio “bello dentro”

poi, per mantenersi leggeri, soppressate venete all’aglio

il tocco chic: uova di pesce spada

e sempre secondo tradizione, baccalà in umido con capperi

quindi i dolci: pandoro glassato con crema di pistacchio

giuggiulena e torrone siciliano della zia Salvina

e le paste siciliane di mandorle di mamma

Ovviamente non finisce qui… il 25 si ricomincia, ma in modo più sobrio: tortellini in brodo

e pollo ripieno al limone

e siccome si festeggia pure santo Stefano, oggi anche “pittinicchi” al sugo con salsiccia

più, ovviamente, tutti gli avanzi dei giorni precedenti…

Il risultato è questo:

si lo so, è raccapricciante… ma vedetela così: se leggete questo post al contrario, vi sarà passata la fame e non diventerete cicciottelli come me.

Per il resto, ancora buone feste! Io, da gennaio, ho il dietologo prenotato…

Insalata di farro con gamberi, pesto e menta

Ingredienti

  • farro
  • gamberi
  • pomodorini ciliegini
  • pesto alla genovese
  • prezzemolo
  • menta
  • olio d’oliva
  • una cipolla (possibilmente grande)
  • sale
  • pepe bianco
  • vino bianco (o liquore secco)
  • noci tritate (facoltative)

***

Come si prepara

Lo dico da adesso. Sarò breve. Perché tra non molte ore le persone saranno qui. Ed io sono a letto, ancora. Perché morirò di Grey’s Anatomy, ma arrivati a questo punto della giornata, questo è irrilevante.

Uno. Prendete i gamberi e sgusciateli. Per fare questo potete prendere due strade. La prima, bollirli con le loro corazze e fermarvi qui nella lettura dei prossimi passaggi, per saltare direttamente al quarto, oppure armarvi di pazienza, sgusciarli ancora crudi e seguire i passi successivi.

Due. Tagliate mezza cipolla a striscioline. Prendete una padella. Imbiondite la cipolla, tritate e aggiungete il prezzemolo, quindi versare i gamberi, rosolarli per un po’ e farli sfrigolare, con tutto l’amore di cui siete capaci, in mezzo bicchiere di vino bianco. Se siete alcolisti, potete usare rum, brandy, vodka o martini dry. Io credo che opterò per la seconda soluzione. E si badi, non sono alcolista.

Tre. Preparate il farro. Adesso, siccome non è che abbia tutta la pazienza di questo mondo, nelle confezioni della marca che scegliete ci sono pure le istruzioni per prepararlo. Si varia da quello che deve stare a bagno per dodici ore prima di buttarlo in acqua bollente, a quello che cuoce in dieci minuti. Per la cronaca: io ho trovato solo quest’ultimo… che Dio, o chi per lui,  me la mandi buona.

Quattro. Ok, i gamberi son pronti? Il farro è cotto (e ho detto cotto, non spalmabile sul pane)? Perfetto. Prendete una bella ciotola grande, metteteci i gamberi, quindi il fatto e mescolate. Di seguito, versate il pesto, la menta, l’altra mezza cipolla che avrete avuto l’accortezza di tritare (voglio vedere la faccia dei vostri invitati di fronte al frutto della vostra imperizia), i pomodorini, opportunamente lavati e tagliati in due e, se vi va, pure la granella di nocciole. Date un’ultima spolverata di pepe bianco et voila!, i vostri invitati non potranno fare a meno di amarvi. Ignorando, ancora una volta, che copiate le mie ricette.

E adesso scusate, ma ho fretta.

Durelli di pollo al Martini

Ok, posso pure essere d’accordo con voi. Mangiare frattaglie non è chic.

Ma.

Io le faccio col Martini. Dry, per l’esattezza… per cui adesso smettetela di fare quelle facce schizzinose – che poi magari andate a mangiare da McDonald’s o dal paninaro con camioncino e non muovete ciglio – e prendete il cucchiaio di legno e la padella. Credetemi, non ve ne pentirete.

Ingredienti:

  • durelli di pollo
  • cipolla
  • olio d’oliva
  • Martini dry
  • pepe nero
  • sale
  • aglio in polvere
  • curry (facoltativo)

preso tutto? Bene! Cominciamo.

Per prima cosa lavate per bene i durelli. Stiamo parlando dello stomaco del pollo – continuate a fare quelle facce… ma ci pensate a quello che mangiate quando aprite un wurstel? No? Informatevi – per cui un po’ di igiene male non fa.

Scaldare l’olio e mettervi la cipolla tagliata a striscioline. Quando sarà imbiondita per bene, versate i durelli e le spezie (il pepe, l’aglio e, se ce lo volete, pure il curry).

Saltare per bene, quindi versare un mezzo bicchiere di Martini dry. Lasciar evaporare per bene e, a cottura ultimata, servire caldo accompagnandosi con un bicchiere di vino bianco.

La seguente ricetta, che come vedete è di una facilità scandalosa, può essere cambiata sostituendo ai durelli i fegatini di pollo, i cuori, i polmoni. Se il Martini non vi piace, potete sostituire con del vino bianco secco. Se poi non vi ho proprio convinto, siete liberissimi/e di andare al fast food o di prendere una pizza. Ma non sapete cosa vi perdete. Ecco.

Scacciate siciliane

Quella di oggi non è una ricetta come le altre. Quella di oggi è una ricetta antica. Tramandata di madre in figlia. Come accade per le leggi delle streghe. Come accade con il destino. E allora, poiché il destino ha voluto che io fossi gay e mia sorella una lesbica mancata, l’antica sapienza di Bloody Nell e della Fricanea è adesso nelle mie mani.

E poiché non posso tramandare i segreti, ché tradirei i numi tutelari e le leggi della mia famiglia, vi espongo i prodigi di cui essi sono portatori. E voi, piccoli umani che vi accingerete a copiare questa ricetta, ricordatevi sempre che si comincia sempre così. Stendendo la sfoglia.

Quindi si scelgono gli ingredienti adatti…

tutto si chiude, dunque, come in uno scrigno destinato a contenere sconfinati e mistici segreti


e alla fine di tutto, poiché siamo umani, lo scrigno torna ad esser cibaria e la si pregusta con generosa voluttà


e come sempre è d’uopo dire in questi casi, buon appetito!

P.S.: per sapere quali sono i benefici effetti di questa magia, rivolgetevi alla strega più potente che esista, la mia piccola Chanel!

Ciambelline speziate alla mela

Non ne avete abbastanza delle abbuffate natalizie che già deturpano il vostro bel sembiante con orridi rotolini di adipe pronto a trasbordare dalla cinta dei pantaloni?
Pensate che dopo aver fatto marcire il vostro fegato con le vicende politiche italiane, sia arrivato il momento di mandarlo in malora ma almeno con qualcosa per cui ne valga la pena?
Siete semplicemente depressi/e e volete una scusa per mettervi ai fornelli e inebriarvi di cibi profumati?
Preparate allora le splendide e ultracaloriche ciambelline speziate alla mela!

Per quanto riguarda gli ingredienti dovrete avere a portata di mano:

  • 300 ml di farina già lievitata
  • 250 ml di latte
  • un uovo
  • una o due tazze d’acqua
  • due cucchiai di zucchero
  • due belle mele rosse
  • liquore Strega q.b.
  • zenzero in polvere
  • cannella in polvere

innanzi tutto prendete le mele, lavatele per bene, a meno che non consideriate anche i pesticidi nel novero delle spezie, e asportatene il torsolo con strumento adeguato oppure, se siete sprovvisti come me, con coltello bene appuntito e tanta pazienza.

Quindi le mele fate a fettine, in senso orizzontale, in modo tale che vengano dei dischetti di 3-4 millimetri di spessore. Disponeteti il una ciotola larga, irrorare con la Strega, spolverare un cucchiaio di zucchero,  la cannella e lo zenzero e, quindi, versarvi sopra un po’ d’acqua fino a quando tutto non sarà bene annegato in un intruglio ben profumato che, però, avrete la cura di non bere.

Lasciate riposare le mele per un paio d’ore. Quindi preparate la pastella stemperando la farina nel latte, zuccherando col cucchiaio rimasto, aggiungete l’uovo e mescolate fino a quando l’impasto sarà omogeneo, senza quegli orridi grumi che tanto ci fanno disperare.

Arrivati a questo punto prendete la cassueruola o la padella che usate di solito per fare le frittelle, mettete una buona quantità di olio di semi, lasciate scaldare a fuoco basso. Intingete i dischetti di mela nella pastella, friggete un minuto le ciambelline, girandole da una parte e dall’altra, e quando saranno perfettamente dorate riponetele su carta assorbente. Asciugate delicatamente l’olio in eccesso – non mi vorrete diventare delle totali balene! – e riponete su un piatto da portata. Spolverate le frittelle ancora calde con zucchero grezzo o a velo e servite ben calde.

I vostri ospiti vi vorranno bene, almeno fino a quando non andranno a pesarsi sulla bilancia.