Ogni tanto non ho niente da dire.
Eppure, non-lo-dico con eleganza.
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l’angolo della poesia e della musica
Il gatto in un appartamento vuoto
Morire. questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti
strofinarsi contro i mobili?
Qui niente sembra cambiato
eppure tutto è mutato
niente sembra spostato
eppure tutto è fuori posto
la sera la lampada non è più accesa
si sentono passi sulle scale
ma non sono quelli
anche la mano
che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa non comincia
alla sua solita ora
qualcosa non accade
come dovrebbe
qui c’era sempre qualcuno. Sempre.
e poi d’un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci
in ogni armadio si è guardato
si è cercato sulle mensole
e infilati sotto il tappeto
ma non ha portato a niente
si è persino infranto il divieto
di entrare nell’ufficio
e si sono sparse carte dappertutto.
Cos’altro si può fare
aspettare e dormire
che provi solo a tornare
che si faccia vedere se osa!
Deve imparare che
questo non si fa a un gatto.
Gli si andrà incontro
con aria distaccata
un po’ altezzosi
come se non lo si vedesse
camminando lentamente
sulle zampe molto offese
e soprattutto
non un salto nè un miagolio.
Almeno non subito.
Wislawa Szymborska, Vista con granello di sabbia
(stasera mi manchi, piccola Maria, perché tu mi aspetti sempre: in tutti questi anni mi hai sempre aspettato e ogni volta vieni a sederti sulle mie gambe, per rassicurarmi che per te non cambia niente, anche se io a volte mi sento spaventosamente egoista e disperso nella mia vita assurda e senza direzione)
A un millimetro…
«Mi stanco di volerti qui e poi
siamo ad un millimetro
con il corpo e con le spalle
a un millimetro
e non ti ho chiesto di guardarmi
a un millimetro da questa esitazione…»
Corde interiori (One day)
Perché la libertà è una corda interiore.
Se la tiriamo troppo si spezza.
Se la tiriamo dalla parte giusta ci trascina.
Se la lasciamo in mano ad altri, diventa una briglia, un freno. Un cappio.
Ed è per questo. Che.
Sotto casa, Max Gazzè
Non chiedo mica un regno intero,
dico io…
sono un indegno messaggero
e cerco Dio
in chi vendette onore per denaro
e ora nel cuore mette un muro!
Non sono credente, si sa… ma questa canzone mi riappacifica con molte cose che non riesco a comprendere fino in fondo.
O forse mi piace perché qualcuno dice di me che nel mio cuore ho messo un muro. Chissà.
I follow rivers
Oh I beg you, can I follow?
Oh I ask you, why not always?
(Ormai lo canto e basta, perché non riesco più a dirlo e nemmeno a immaginarlo)
Merry you
È così bello che non serve nessun commento. E per favore, qualcuno mi passi un kleenex!
The naked and famous – Bells
When all is said and done
when all is said and done
then what do we become…
Do you remember love?
Do you remember love?
Or anything at all?
The naked and famous, Bells
It’s nothing I regret…
of every one I’ve ever known
it’s nothing I regret
save it for another day,
it’s the school exam and the kids have run away.
I would like a place I could call my own
have a conversation on the telephone
wake up every day that would be a start
I would not complain about my wounded heart
I was upset you see,
almost all the time
you used to be a stranger
now you are mine
I wouldn’t even trust you,
I’ve not got much to give
we’re dealing in the limits,
and we don’t know who with
you may think that I’m out of hand,
that I’m naive, I’ll understand
on this occasion, it’s not true
look at me, I’m not you.
I would like a place I could call my own,
have a conversation on the telephone
wake up every day that would be a start
I would not complain about my wounded heart
I was a short fuse,
burning all the time
you were a complete stranger
now you are mine
I would like a place I could call my own,
have a conversation on the telephone
wake up every day that would be a start
I would not complain about my wounded heart
just wait till tomorrow
I guess that’s what they all say,
just before they fall apart.
Somebody that I used to know
A volte.
L’estate si trasforma nello spazio vuoto, dove gli altri si spartiscono ogni altrove.
Le scelte, invece, nel tempo dell’esilio. Nella periferia delle cose.
E da un po’ di tempo a questa parte ritorna la stessa pioggia che cade sempre nello stesso punto.