Monumenti all’inciviltà

Volevo tanto rispondere a tale Michele Fusco, autore dell’articolo Care coppie gay, una storia riuscita non è la soluzione al problema figli. Riassumendo, in parole più semplici: un figlio ha bisogno di un padre e di una madre (e che schifo i froci), quest’ultima parte sussurrata, perché non è politicamente corretto dirlo, ma solo pensarlo.

Seguono richiami alla natura, al fatto che una donna deve fare la madre ma che può farlo solo con accanto un uomo. Altrimenti si cade nel peccato di egoismo. Con un’aggravante: voi gay, dice l’autore, siete felici coi vostri figli a carico, ma questa felicità, aggiunge, è lecita?

Di fronte a tale becerume intellettuale, condito dalla solita sequela di luoghi comuni e spacciato per paternale concessione per cui ok, i gay possono esistere purché si limitino a fare i froci, due o tre cosette avrei anche voluto dirgliele, al Fusco qui sopra. E invece, per fortuna questo articolo omofobo (e sessista) è scritto talmente male che non lo leggerà nessuno. E chi lo leggerà, non capirà niente.

Faccio solo notare una cosa: oggi è il primo ottobre del 2012. In questa data, nel 1989, in Danimarca Axel e Eigil Axgil (li vedete nella foto) si univano civilmente: era la prima coppia, formata da persone dello stesso sesso, a farlo in Europa e nel mondo. Teniamocelo, quindi, l’articolo in questione. È un monumento al ritardo culturale dell’Italia rispetto al resto del mondo civile.

7 pensieri su “Monumenti all’inciviltà

  1. E’ singolare del resto che nessun cenno si faccia alle coppie “normali” che possono mettere al mondo tutti i disadattati che desiderano! Si tratta di rimozione selettiva?

  2. Mah….è probabile che in Danimarca ci fosse a quel tempo un idiota paragonabile all’illuminato autore del cosiddetto articolo. Mi chiedo chi abbia chiesto la propria opinione a questi personaggi, e in base a quale autorità.
    Comunque.
    Hai notato che, sempre, questa bella gente si sente in diritto di giudicare froci e femmine nella stessa misura? Noi, poveri esseri inferiori. Meno male che ci sono loro…

  3. Non stupisce che quella pseudo testata giornalistica pubblichi articoli così scemi e così mal scritti. Guarda il co-direttore, tale Massimiliano Gallo – che splendide perle pubblica lì sopra
    http://m.linkiesta.it/blogs/mi-consento/nicole-minetti?page=1
    Ha ragione Alef: questi sono i classici maschi etero che trovano sempre il modo di sentirsi superiori alle ‘femmine’ e ai froci. Però sono progressisti, eh!

  4. #Antonio Caputo: infatti, se seguissimo il criterio abominevole di questa gente dovremmo dire che il 100% degli abbandoni di minori, di stupri e di maltrattamenti si consuma dentro le famiglie eterosessuali. E poi fare una bella generalizzazione. Per fortuna non siamo così cretini.

    #Alef: ma tu non lo sai che maschilismo, sessismo e omofobia sono le tre facce dello stesso problema?

  5. Caro Antonio ti inviterei ad evitare il termine “normalità” quando si parla di coppie etero perchè presuppone un’anormalità di fondo che non ci appartiene.

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