Paura dei sogni?

Ho scritto una lettera al ministro Profumo, lo sapete. L’ho scritta qualche giorno fa. Ed era un grido. Un grido, non certo disperato. Ma pur sempre un grido. Ho ricevuto moltissime visite, molti commenti, tante e-mail. La stragrande maggioranza delle persone è d’accordo con quello che io dico. Molti altri mi dicono che, pur essendo d’accordo, proveranno lo stesso a fare il concorso. Un paio di commenti sono stati di scherno, di rimprovero – per cui sarei un bambino capriccioso a cui hanno rotto il giocattolo –  o di disprezzo – considerandomi, addirittura, un fallito.

Ho semplicemente detto, e credo che chiunque sappia leggere possa riscontrarlo in modo sereno e limpido, che avevo un sogno e che scelte politiche scellerate lo hanno trasformato in qualcosa in cui non mi riconosco più. È forse un male denunciare questo stato di cose?

Ho anche detto che il mestiere che faccio adesso – l’insegnante alle medie – non mi assomiglia, non mi rende felice. Poi, ed è sempre scritto lì, nero su bianco, massima stima per chi fa questo lavoro, perché è difficile e duro.

Credo, ancora, di svolgere bene il mio lavoro, perché anche se non mi piace, faccio l’interesse esclusivo dei miei allievi e delle mie allieve. Le persone di cui sopra hanno invece messo in forse la mia professionalità, giustificando il mio successo didattico come mera fortuna o fortuito caso.

Eppure io ho solo detto che il punto a cui siamo arrivati non mi piace, che lo Stato – con questo concorso – sta compiendo l’ennesima ingiustizia ai danni del mondo della scuola e che, stanco di tutto ciò, proverò anche altre strade. È forse un crimine, il mio?

Mi chiedo perché la gente abbia così paura del fatto che qualcun altro possa sentirsi libero e inseguire i suoi sogni. Io rispetto sempre le aspirazioni e le ambizioni degli altri, anche quando le sento distanti anni luce dalle mie.

A quelle persone – non so se buone a criticare in modo rancoroso o forse, più semplicemente, incapaci di leggere un testo per quello che è – dedico una canzone, Your woman, il cui video è indicativo del concetto di libertà e, soprattutto, di libertà di scelta.

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9 thoughts on “Paura dei sogni?

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  2. Caro il mio Elfo preferito, avere sogni è il 50% di tutto nella vita. L’altro 50% è tentare di realizzarli. Non dico nemmeno “realizzarli”: basta già il tentare seriamente a realizzarli, secondo me. Vele spiegate a prendere il vento più forte, e avanti tutta. Buona fortuna di cuore.

  3. ci stiamo attrezzando… :)

    qui ciò che dico io è questo: se a una persona non piace la sua vita, avrà pure il diritto di dire che ne vuole una migliore, no? Ma, a quanto pare, per qualcuno nemmeno questo è lecito. E poi ci lamentiamo che in Italia ci facciamo mettere in faccia dai politici di ogni sorta…

  4. Chi ha la critica facile in genere è particolarmente pungente con quelli che dimostrano approcci opposti a quelli scelti da loro in situazioni sovrapponibili, perché i percorsi che hanno scelto li hanno portati al fallimento, dunque l’unica strada per non ammettere di aver fatto scelte sbagliate è criticare quelle degli altri… (non so se mi sono spiegata :D )

  5. Elfo questo è il tuo spazio, la tua vita, il tuo mondo e puoi desiderare tutto ciò che vuoi, puoi parlare di tutto ciò che vuoi… chi critica non ha capito il significato di ” libertà di parola” o non ha sogni da realizzare..

  6. Bravo Dario. I punti nodali, rispetto al concorso, sono due: l’azzeramento di quello che uno/a ha fatto prima e la sproporzione tra quello che si chiede e quello che si offre. Rispetto a questo, il discorso del sogno è fondamentale: un impegno grande presuppone un progetto grande, un obiettivo grande… Il fatto è che non siamo più abituati a questo: la voce della politica prima negava l’impegno esaltando il puro e semplice impulso (Berlusconismo), adesso nega l’obiettivo proponendo l’abbassamento. Il progetto di vita? non ci deve essere: occorre adattarsi alle condizioni esterne, sono loro che ci impongono come e dove vivere. Potrei dedurre che i tuoi critici hanno appreso bene la lezione… :) Congratulazioni a te, mi pare che tu sia sulla rotta giusta per arrivare in porto… posso solo augurarti buon vento.

  7. NO, ma qua crimine? Ma stiamo a scherza’?!
    Ognuno ha diritto a compiere delle scelte nella propria vita su come indirizzare la propria esistenza nei vari campi di prova che la stessa Vita ha l’abilità di porci davanti.
    Sognare è desiderare e chi si rassegna a non desiderare più nulla ha già finito di vivere. Al massimo può sopravvivere, il che è molto diverso. Forse è a persone così – rassegnate a sopravvivere – che sognare può far paura, perché mette loro in faccia quanto in realtà han lasciato andare via (in cambio di cosa, poi, chi lo sa …).
    Auguri – di nuovo – per tutto.

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