Penso che noi precari e – per buona creanza, solidarietà e anche per una buona dose di interesse personale – docenti di ruolo dovremmo cominciare a paralizzare la scuola.
Uno sciopero ad oltranza, magari a staffetta.
In un mese ci sono quattro settimane. A scuola tre aree didattiche. Una settimana di sciopero per area. E la quarta, il personale amministrativo e di supporto.
E così, di fila, fino a quando Profumo non apparirà in tv per (ri)mangiarsi il decreto del concorso-truffa.
La scuola deve ribellarsi, o dimostrerà di meritare almeno gli ultimi cinque-sei ministri della Pubblica Istruzione e il massacro sociale perpetrato fino ad adesso.
Pingback: La scuola si ribelli!
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
http://notapolitica.it/2012/9/27/selbann_politica-27-9.aspx
Sarebbe l’ora, sì, di ribellarsi,….ma sai, forse troppi professori non credono alle manifestazioni, infatti sono quelli che criticano i propri studenti che lottano per qualcosa :p
Occorre ribellarsi… per la scuola, per il lavoro, per le fabbriche e le industrie… ma ahimè non funziona più come negli anni ’60 e ’70 quando non avevano nulla e scioperavano rischiando di non far mangiare i propri figli, ma erano più coraggiosi forse di noi che abbiamo un pò e ce lo teniamo stretto e poi i sindacati funzionvano ovvio!!! sai che lo sciopero della scorsa settimana tenutosi a Roma non è stato neanche citato dai tg?!