Bersani ringrazia Bindi per la sua omofobia

Leggo su Gaynews del messaggio che Bersani ha mandato a Bindi in occasione di un convegno della corrente della presidente del Partito democratico. Le parole – folli – del segretario recitano quanto segue:

Quello che è avvenuto nelle ultime settimane nei tuoi confronti non può ripetersi. Si è oltrepassato il segno di un dissenso legittimo per arrivare a forme inaccettabili di contestazione. Tu nel tuo ruolo e con le tue idee, e certamente dentro ad una discussione difficile, hai contribuito in modo determinante a condurre in porto un avanzamento della posizione del Partito Democratico, in particolare a proposito delle unioni civili delle coppie omosessuali. Si tratta di una proposta che io stesso ho più volte riaffermato e chiarito, una proposta che con la forza che ci daranno gli elettori sarà tradotta in nuova legislazione. È assolutamente legittimo ritenere che questo non basti. Qualsiasi causa si voglia sostenere, mi sembra tuttavia controproducente occultare, minimizzare o contestare in radice questa novità, o addirittura stigmatizzare chi ha così fortemente contribuito a determinarla.

Quindi seguono altre sviolinate da carie all’ultimo stadio… (cosa non si fa per tenersi buona qualche suora?).

Allora, caro Bersani, vedrò di spiegarlo anche a lei, visto che in quel partito siete un attimo di comprendonio problematico.

1. Il dissenso nei confronti di Rosy Bindi è lecito, legittimo e democratico. Rientra nelle regole della democrazia contestare, fischiare e criticare, anche aspramente, un personaggio politico, soprattutto se questo personaggio offende e minaccia gli appartenenti a una minoranza, cosa che la signora di cui sopra ha fatto in più di un’occasione.

2. Quali idee ha portato Rosy Bindi per far avanzare la discussione sui diritti civili? Quelle per cui un bambino non può crescere come un disadattato in una coppia gay? Quelle per cui o ci facciamo piacere le sue leggine insulse e offensive oppure ce ne possiamo andar via dall’Italia? La informo che tutto questo, nei paesi realmente democratici, si chiama omofobia. Per cui se intende dire che il pensiero bindiano è omofobo le diamo ragione, ma non è col disprezzo verso il mondo gay che si lavora efficacemente per la piena parità giuridica e culturale.

3. Lei parla di una proposta, ma non è ancora chiaro quale legge il suo partito intende fare. Nel documento portato avanti da Bindi all’assemblea del vostro partito, sono riapparsi i diritti individuali. Lei parla, genericamente, di legge alla tedesca. Eppure non è chiaro a nessuno quali contenuti avrà questo fantomatico provvedimento sulle coppie di fatto. E non perché siamo ritardati noi, ma perché non ci ha detto quali diritti volete approvare, se ci sarà il carattere pubblicistico delle unioni civili, se i diritti previsti sono uguali a quelli delle coppie sposate, che cosa avete intenzione di fare con quei centomila bambini che vivono dentro coppie omogenitoriali, ecc.

4. Non si vede nessuna novità nel discorso che portate avanti dentro il Pd. Esattamente come nel 2005, in vista delle primarie parlate di un modello straniero da copiare – allora i PaCS francesi, oggi le unioni alla tedesca – e esattamente come allora non vi ispirate a modelli avanzati, ma a leggi che sanciscono disparità di trattamento tra cittadini chiamati a obbedire agli stessi doveri. Tutto questo nessuno lo vuole occultare o minimizzare. Va, anzi, denunciato e messo nella giusta luce, a gran voce.

5. Mentre l’Europa si muove in direzione del matrimonio, lei e il suo partito, per non dispiacere troppo al Grande Elettore vaticano, partite da un modello per poi cominciare con il consueto gioco al ribasso fino a non ottenere nulla. La storia è tristemente nota, basti vedere cosa accade ed è accaduto nel resto d’Italia con i registri delle unioni civili, dal valore puramente simbolico. A cominciare dal suo predecessore – Veltroni, ai tempi sindaco di Roma – che, anni addietro, ai tempi dei DiCo, pur di non concedere il registro, fece votare il Pd romano con i fascisti di Storace.

Concludendo.

Vede Bersani, la politica dovrebbe essere una cosa seria – nonostante lei e la sua intellighenzia – e la serietà si acquisisce e si dimostra parlando di cose chiare su fatti concreti. Non mi risulta che, nella storia del vostro partito, sia mai stato fatto un passo in avanti in tale direzione.

Omaggiando Bindi perché ha «contribuito in modo determinante a condurre in porto un avanzamento della posizione del Partito Democratico» lei acquisisce la stessa credibilità della seguente affermazione: “Hitler ha operato bene per il controllo demografico in Europa”. Me ne rendo conto, è irricevibile. Esattamente come lei, d’altronde.

Questo vi rende poco credibili anche e soprattutto sul piano dei diritti civili. E quindi non votabili. Non certo se si vuol vivere in uno stato moderno, sul modello dei grandi paesi europei, occidentali o di nuova democrazia.

Con immutata stima, suo non elettore.

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7 pensieri su “Bersani ringrazia Bindi per la sua omofobia

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  3. ho bisogno di parlarti, ricevute mail e sms? questo è l’unico modo che ho per raggiungerti… :-) ho scansionato anche testo sole24ore del concorso se ti interessa, ma già avrai tutto!!! baciozzi

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