Lettera a Imma Battaglia sui diritti, le aperture e le feritoie

Gentile Imma Battaglia vorrei farle notare come espressioni del tipo «stabilire garanzie giuridiche per una coppia di conviventi anche dello stesso sesso è un fatto di civiltà ma i matrimoni tra gay sono una idea profondamente incivile, una violenza della natura e sulla natura» non rientrano propriamente nel concetto di rispetto. Basta che lei sostituisca la parola “gay” a “nero”, “ebreo”, “donna”, ecc, e ne avrà la riprova.

Le dico, secondo quello che è il mio parere, che Casini quelle parole – che lei ha sposato, pur riconoscendone il tono poco rispettoso – le dice non perché si è convertito, seppur a fasi alterne, alle migliori correnti di pensiero europeo e mondiale sulla sfera dei diritti, ma che afferma quel che afferma per trovare un’intesa elettorale con Bersani, il cui partito ha promesso «un presidio giuridico» sulle coppie di fatto, che prevedono una soluzione «nei dintorni della legislazione tedesca» e che questo, in parole più povere, andrà tradotto, molto probabilmente, con l’ennesima leggina insulsa sul modello dei DiCo del 2007.

In merito a tutto questo, vorrei spiegarle – casa Imma, a cui ricordo il merito di aver organizzato la grandiosa manifestazione del World Pride del 2000 – che lei ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, assieme al diritto di pensare che le sue relazioni affettive, se portate al piano della piena eguaglianza giuridica, possano essere considerate (da lei o dai politici che supporta) in qualità di barbarie.

Ecco, Battaglia, lei ha tutto il diritto di sentirsi una persona di serie C2. Ma, per favore, quando fa certe affermazioni, vista la sua visibilità pubblica, per favore ripeto, parli a titolo strettamente personale.

Infine, le suggerisco di tenere bene a mente la differenza tra un’apertura e una feritoia. Da quest’ultima, di solito, si lanciano frecce ai nemici. E non è colpendo con i dardi infetti dell’omofobia i nostri diritti che si entra in modo dignitoso, cioè a pieno titolo, nel castello dell’uguaglianza di fronte alla legge.

Cordialmente,

Dario Accolla

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5 pensieri su “Lettera a Imma Battaglia sui diritti, le aperture e le feritoie

  1. @ Elfobruno

    “…rivendichiamo la nostra scelta laica, e forse anche la nostra perplessità rispetto alla parola ‘matrimonio’.
    E’ vero. Imma Battaglia è sempre stata contraria ai matrimoni gay. E lo è ancora. Da persona profondamente legata alle tradizioni familiari, ritiene il rito del matrimonio qualcosa di assolutamente unico, che ha radici storiche, religiose e culturali molto lontane, che appartengono ad una comunità specifica che va rispettata per le sue idee. Non per questo però l’altra comunità, quella omosessuale, quella diversa, non chiede e non merita rispetto e tutele giuridiche”.

    (Di’GayProject – risposta a Giovanni Dall’Orto – maggio 2012)

    LINK: http://www.digayproject.org/Archivio-notizie/Mondo-GLBTQ/matrimonio_lesbico.php?c=5396&m=18&l=it

    Mia personalissima opinione, riflessione:
    Da un personaggio simile…
    …che si schiera CONTRO la fine della nostra esclusione dal matrimonio… che con tutta evidenza ritiene gay e lesbiche individui che vivono in un mondo a se stante, individui che, volenti o nolenti, è giusto siano esclusi dalle istituzioni civili, dalle tradizioni, dai riti, dai vocaboli, comuni al resto della popolazione, al resto dell’umanità… che confonde il matrimonio con il ‘rito’ attraverso il quale si contrae matrimonio –presumo, con il ‘rito’ del matrimonio cattolico perché, a vedere il rito del matrimonio civile (che è il matrimonio che noi esigiamo) vorrei capire come facciano anche solo a saltare in mente alla lontana cose genere–… quali altre affermazioni ci si poteva aspettare…?

  2. Pingback: Il +1 dopo il 50% sul matrimonio tra persone dello stesso sesso « Darling Michele

  3. Le richieste più banali, fatte su un piano di semplice UGUAGLIANZA, da estendere a tutti/e i/le cittadini/e, sono diventati massimalismo, chi le richiede sono degli estremisti, Casini è in fondo solo un gran maleducato ma, oh beh, gli si può anche perdonare qualche parolone grosso, il 2013 è vicino, le elezioni anche, Imma è una persona che si sacrifica per il bene di una comunità intera facendo ancora attivismo nonostante le pesciate in faccia e l’ingratitudine che deve mandare giù, e io sono la fata Turchina.

  4. Che poi basta citare Dall’Orto:

    Interessante il comunicato emesso in data 25 maggio 2012 da Di’Gay Project (dal titolo “Matrimonio lesbico a Di’Gay Project. Imma Battaglia celebrerà lo scambio delle promesse”) in quanto mostra come un’ampia parte del movimento lgbt agisca ormai d’istinto (quasi col pilota automatico) per compiacere i politici (e se pensate immediatamente ad Alemanno quando io dico “Imma Battaglia” la colpa non è mia. È sua).

    E l’acuto Sappino:

    Pronto il prossimo passo. In cantiere una lista elettorare: Imma Battaglia per Casini. Anzi, Gay per Casini. Di sicuro successo lo slogan: “Se puoi ballare fino a tardi, perché impuntarti sui matrimoni?”

    http://sappino.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/07/21/vota-gay-per-casini/

  5. ma allora diaciamolo…il matrimonio e’ un contratto e stop…e quindi che cosa importa se i contraenti sono dello stesso sesso o di sesso diverso. E come se uno volesse far affari solo con persone dello stesso sesso…. non avrebbe senso

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