Ecco il video con la contestazione a Rosy Bindi alla festa dell’Unità. Il presidente si distingue per arroganza, nervosismo, inesattezze e malafede politica.
Da notare, in particolare:
- lo scarso applauso all’inizio, quando viene esortato il pubblico che risponde in modo piuttosto tiepido
- la colpa data ai giornali sull’affaire Assemblea nazionale (vi ricorda qualche ex premier?)
- le bugie di Rosy Bindi sul dettato costituzionale: la stessa Corte costituzionale ha sentenziato che le coppie LGBT devono avere le stesse prerogative delle coppie sposate, non una legislazione separata
- l’opportunismo di Rosy Bindi sempre sulla Costituzione: la Carta fondamentale vieta, ad esempio, che le scuole private abbiano finanziamenti pubblici eppure i dirigenti del partito democratico al potere hanno finanziato i diplomifici cattolici a danno della scuola pubblica
- la superiorità del pensiero cattolico su tutti gli altri, affermando la natura confessionale del pd
- l’arroganza contro i contestatori, le minacce – «lo vedete perché non otterrete mai niente?», «state mettendo in discussione la linea del partito?», «siete voi che dovete andare da un’altra parte, non io!», «se le unioni passano è perché noi lo vogliamo, se continuate a lamentarvi non avrete nemmeno quelle» – l’intimo autoritarismo “del presidente Bindi”
- l’agitazione del benaltrismo, per cui lascia passare il messaggio: siamo in crisi, per cui le unioni gay non hanno la priorità
- l’imbarazzo sulla questione primarie
- il politichese e la lezioncina imparata a memoria.
In tre parole: che brutta persona.