Rotelli sulle unioni civili: c’è piena parità solo col matrimonio

Riporto qui di seguito le parole di Antonio Rotelli, presidente dell’Avvocatura LGBT Rete Lenford. Per chi non lo sapesse, Rotelli è il tecnico che ha scritto la proposta di legge di iniziativa popolare sulle unioni civili lanciata, la scorsa settimana, da un gruppo di politici omosessuali e transessuali – tra cui spiccano i nomi di Concia, Luxuria, Zan, Grillini, La Torre, ecc – su cui si è aperta un’aspra polemica.

La proposta è stata bocciata anche dallo stesso curatore, Rotelli appunto, che risponde così a chi fino ad adesso lo ha tirato in ballo per legittimare quello che si profila come uno dei più grandi errori strategici della storia dei diritti civili in Italia. Vi lascio direttamente alle sue parole, in risposta a un suo commentatore su Facebook che gli faceva notare la necessità di un chiarimento sull’intera faccenda:

Caro Marco, hai ragione! C’è bisogno di un chiarimento. Il testo della iniziativa di legge l’ho scritto io. Non è un segreto e non lo è mai stato. Quando me lo hanno proposto ci ho riflettuto e poi ho pensato che si trattava di un lavoro particolarmente adatto ad un avvocato, quale sono, specializzato in legistica.

Quasi ogni giorno scrivo testi di legge, ma – come puoi immaginare – spesso sono testi i cui contenuti non condivido. La mia preoccupazione è scrivere un testo che sia il migliore possibile dal punto di vista tecnico, ma non sono coinvolto nella scelta politica che ci sta dietro.

È per queste ragioni che aver scritto materialmente il testo non autorizza nessuno a usare il mio nome per legittimarsi. Ed è per le stesse ragioni che la responsabilità politica dell’iniziativa, nel bene e nel male, è di chi l’ha pensata, voluta e presentata.

Le mie idee al riguardo sono il precipitato della mia storia personale. Da sempre coltivo la convinzione che per le famiglie omosessuali o c’è il matrimonio o non c’è uguaglianza e pari dignità. Se sposarsi è un diritto fondamentale, non possiamo esserne esclusi per il nostro orientamento sessuale. Del resto, se oggi parliamo di matrimonio si deve anche al mio lavoro di anni. Sulla sentenza della Corte costituzionale, su quella della Corte di Cassazione e su molte altre, so che in filigrana c’è scritto anche il mio nome. Me ne sono occupato da dietro le quinte, così come ho fatto consigliando centinaia di coppie che si sono sposate all’estero.

Scrivere il testo di questa legge per me è stato solo un lavoro. Quando mi sono confrontato con i Colleghi e le Colleghe di Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford, abbiamo convenuto che l’Associazione dovesse rimanerne fuori per poter esprimere liberamente – come poi ha fatto – il suo punto di vista. Quel punto di vista era ed è anche il mio, come limpidamente ho anche detto fin da subito al mio committente.

Spero di aver chiarito la mia posizione e ti/vi ringrazio per quello che tu e i giovani di Padova avete scritto.

Per quel che mi riguarda, non credo che ci sia da aggiungere molto altro. Ricordo, infine, che Rotelli fa parte di un’associazione che, insieme ai radicali di Certi Diritti, è l’unica fino ad ora ad aver raggiunto risultati concreti in merito ai diritti per le persone LGBT.

Forse la classe politica, a cominciare da chi ha proposto quell’iniziativa, inutile e potenzialmente dannosa, dovrebbe avere l’umiltà di fare un passo indietro. Un buon politico si vede anche dal cammino che percorre rispetto ai propri errori.

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9 pensieri su “Rotelli sulle unioni civili: c’è piena parità solo col matrimonio

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  2. ah però, un po’ come dottor jeckill e mister hyde. Quindi sta dicendo che non è stato capace di fare bene il suo lavoro? Che non ha saputo consigliare il suo cliente anche se lui è a tutti gli effetti componenete, attivista della comunità e quindi possibile fruitore della legge?
    Oppure essendo un “lavoro” come lui dice si è trovato sul set di “Prendi i soldi e scappa”?

    Perchè il buon Rotelli non ci dice la verità? e perchè per certe beghe di cortile ci deve sempre rimettere la comunità? La rete Lenford per me è sempre stata punto di riferimento legislativo e di onestà intellettuale, ora giocano a fare l’associazione delle sante alleanze. Ci muoviamo esattamente come i politici che tanto avversiamo.

  3. quest’anno ho dovuto promuovere dei ragazzi, sicuramente omofobi, perché questo mi richiedeva il mio lavoro. Ho tradito la causa per cui lotto? Secondo il tuo ragionamento sì. Io penso di no. Bisogna solo saper separare, quando opportuno, ruoli e militanza. Rotelli non è un politico, e se vogliamo in questo discorso c’è un filo di coerenza che potrebbe essere discutibile – nel senso che se ne può discutere – e lasciare delle perplessità, ma che, in ogni caso, da solo regge: lui è un avvocato, lo hanno pagato per fare il suo lavoro. Ed è pure un militante, ergo quella proposta di legge non gli piace, come non piace alla stragrande maggioranza del movimento LGBT.

    Cosa dire invece dei promotori di quella stessa legge? Hanno sempre detto che si dichiarano per il matrimonio. Poi, al momento di fare una cosa concreta, si tirano indietro e ripescano PaCS, DiCo e, nel migliore dei casi, una norma segregazionista.

    Rotelli fa il suo lavoro, e fa anche l’attivista. Vogliamo fargliene una colpa? Ok. Ma allora che dire di
    Concia, Grillini, Zan e quegli altri che hanno tradito il senso di una lotta politica che va avanti da anni, attorno a una richiesta ben specifica?

  4. Forse che non sia una strategia anche questa? Scrivere una proposta di legge di iniziativa popolare discordante rispetto alla propria posizione politica quando almeno in questo caso avrebbero potuto convergere (visto che l’Avv. Rotelli, non fa’ menzione di direttive in un senso o in un altro)? Non era certo difficile immaginare che l’opinione pubblica avrebbe fatto fatica a scindere l’esperto di legistica dal presidente della Rete Lenford proprio su una possibile legge sulle unioni civili..Insomma, lo scrivente cade in piedi, poichè se in Wonderland-Montecitorio il primo capo dell’articolato dovesse passare, l’ha scritto comunque lui, in caso contrario aveva chiaramente preso le distanze. Appunto, tutto è politica, anche lo sdoppiamento di personalità. Naturalmente le possibilità di lettura sono innumerevoli.

  5. Caro elefobruno tu sei un’insegnante mentre Rotelli è un libero professionista, c’è differenza. Può dire di no come avrebbe potuto in questo caso specifico.

    Se leggi bene la proposta che, suo malgrado, Rotelli ha scritto egregiamente, capirai che è una legge che fa acquisire gli STESSI diritti del matrimonio.

    Vogliamo rinunciare ai diritti che chiediamo da tanto solo perchè non si chiamano matrimonio? Io sinceramente preferisco avere i diritti, gli stessi diritti, che non stare a discutere sulla parola matrimonio.

    Qui sotto ci sono altre dinamiche, non prendiamoci in giro, e penso che Rotelli ne sia stata vittima mancando anche un po’ di coraggio.

    Vedremo cosa sapranno fare i paladini del “matrimonio” con il loro spotini omologanti e terribili.
    Scagliarsi con questi comunicati e dichiarazioni contro il lavoro di altri attivisti lo trovo infamante quasi quanto essere omofobi. I tuoi studenti, che cresceranno, sono meno pericolosi di questi personaggi per le nostre battaglie.

    Ho 5o anni, ho fatto coming out a 18 e da allora ho sempre affincato movimento, essendo una libera professionista, come Rotelli, ho dovuto però essere più presente sul mio lavoro, dove, anche se mi pagano, evito di fare cose in cui non mi ritrovo. E’ il bello dell’essere professionisti liberi.

    Cmq dopo tanti anni posso dire gli ultimi sono i più terribili, sto vedendo un sacco di servette travestite da prime donne. Non è il caso di Rotelli e di rete Lenford che ho sempre apprezzato e stimato tantissimo.

    Mi dispiace che siamo finiti in queste dinamiche, studiare un po’ di watzlawick e pragmatica della comunicazione umana potrebbe aiutare tutti.

    scusate lo sfogo

  6. #claudia: la dietrologia non è una scienza…

    #anto: e chi ti dice che io abbia “dovuto” dire di sì a tutti i costi? Esiste la libertà di coscienza anche dentro il mestiere dell’insegnante. Detto questo, addossare a Rotelli tutte le colpe dell’umanità è un esercizio utile, perché distoglie dal vero “tradimento” rispetto alla causa e cioè che chi fino a ieri guardava, o fingeva di farlo, al movimento, poi dopo se ne è uscito con una proposta di legge che piace solo a chi l’ha firmata e al suo sparuto fan club. Domanda: tu vuoi gli stessi diritti? Chiamarlo matrimonio, di fronte allo stato, non è lo stesso diritto di una coppia etero? Accettare quella legge significa ritenersi persone di serie B. No grazie. Piacerà a Concia, a Grillini, a Zan. Non piace a molta altra gente. E io sono tra questa.

  7. Più che dietrologia è un’analisi politica anche piuttosto ovvia, salvo che non si debba necessariamente trarre soddisfazione dalla non-risposta di Rotelli.

  8. ammesso (e non concesso) che sia una non risposta, sempre meglio che andare in brodo di giuggiole per una proposta di legge segregazionista che finirà con un nulla di fatto. A ciascuno il suo, insomma.

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