Oggi su Gay’s Anatomy: “Una volta per tutti”, un’iniziativa che non piace a nessuno

La campagna “Una volta per tutti” sta suscitando numerose critiche e molte polemiche dentro il mondo politico e associativo della comunità LGBT.

Cristiana Alicata e Saverio Aversa, dentro i rispettivi partiti (Pd e SEL), non nascondono perplessità e preoccupazioni.

Anche il mondo dei blogger si muove, a cominciare da famosi e meno famosi, come Michele Darling, che reputa assurda la marcia indietro che tale campagna rappresenta.

E pure nel mondo associativo, da Arcigay a Rete Lenford, non pochi sono le perplessità e gli inviti a non firmare la petizione popolare.

E tu come la pensi? Di’ la tua su Gay’s Anatomy.

 

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5 pensieri su “Oggi su Gay’s Anatomy: “Una volta per tutti”, un’iniziativa che non piace a nessuno

  1. Caro Dario Accolla,
    certo che la proposta di Legge di Iniziativa Popolare, che da qui in avanti per brevità definirò P.L.I.P., non è voluta SOLO dai quattro pincopallini che vorrebbero ancora malgovernare Arcigay e parlo proprio dei tuoi amici e colleghi. Un tempo ti diedero il contentino di essere il Presidente del Codipec e mò sei il loro Presidente Onorario. La questione della P.L.I.P. fa “rosicà er culo” a chi come te in 2 anni e mezzo del (mal) Governo Patanè non ha proposto nessuna delle linee guida. Questa storia saddà finì!! Volemose bene e tonatevene ai vostri vecchi incarichi, tu da Professorino e il tuo amichetto da bravo pensionato: e il Presidentissimo, nonché avvocato “Azzeccagarbugli”, torni a salvaguardare le rendite cardinalizie in quel di Giarre. Cordiali Saluti.

  2. ricostruzione fantasiosa e disattenta, la tua, Loris, forse dovuta al fatto che quando si è impegnati a leggere blog anonimi e a sbavare sulla tastiera, invece di ragionare, si incorre in grossi errori di valutazione.

    La PLIP come la chiami tu non piace a molte associazioni nazionali fuori da Arcigay, da Rete Lenford a Famiglie Arcobaleno, e non certo per compiacere Patané, bensì molto più semplicemente perché è un passo falso e sbagliato e se si continuerà su quella strada i fatti lo dimostreranno.

    Riguardo al resto, dubito sempre della buona fede di chi insulta l’interlocutore attaccandolo con epiteti sulla professione. Sono un docente, non un professorino. Ed è triste che il fan club della proposta lanciata da Concia, Zan, Grillini e Mancuso non sappia esprimersi se non attaccando e dileggiando l’interlocutore.

    Preciso, infine, che il Codipec non aveva presidenti essendo un ufficio politico dentro una realtà che aveva già un suo presidente. Fermo restando che, contrariamente a non pochi big del movimento LGBT, qualora io dovessi finire di militare rimarrei la persona che sono, con i miei interessi e la mia vita.

    Non smetterei di esistere, in buona sostanza.

    Lo stesso non si può dire di chi, dentro il movimento, spende ogni sua energia per finire sui media e, magari, pure su una poltrona. Forse dovresti farle a loro certe critiche sulle cariche, dato che le mie sono puramente simboliche e frutto di percorsi politici durati anni, tra molte difficoltà e in nome dell’amicizia.

  3. Carissimo Dario,
    (informati con il Padre Padrone di Catania) mi fai un distinguo fra la P.L.I.P. di Giuseppe Polizzi (al Consiglio Nazionale Arcigay) e la P.L.I.P. di Mancuso, Zan & co.?

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