Il colore viola. Quando Celie è in veranda e vede, in lontananza, una nuvola di polvere bianca oltre il campo di grano. E subito dopo, arrivano gli abbracci e i baci di Nettie, la sorella che non vedeva da quando era bambina, e dei suoi figli, mai conosciuti.
Poi c’è Miracolo sull’ottava strada, perché ogni cosa è pervasa di un’anima, e questo vale anche per le piccole astronavi viventi, che provengono da un altro universo, pronte a cambiare (e salvare) le vite degli abitanti di un vecchio palazzo di New York.
La scena finale di Schindler’s list, quando il mondo torna a colori e tutti e tutte posano una pietra sulla sua tomba.
Dirty dancing mi fa venir voglia di ballare, e tutto comincia quando Patrick Swaize dice «nessuno può mettere Baby in un angolo».
Alla ricerca di Nemo, quando il popolo del mare fa il passaparola e parlano tutti di quanto è buono e coraggioso il padre del pesciolino tenuto prigioniero nell’acquario.
E poi ce ne sono altri ancora, che adesso non ricordo.
E tutti, indistintamente, mi fanno consumare pacchetti interi di fazzolettini. Oppure bagnano il lato sinistro del lenzuolo del mio letto.