Agesci discrimina i gay? Il comune gli nega gli spazi

È accaduto in Sardegna, al comune di Jerzu, così come si legge sul sito del Movimento Omosessuale Sardo:

Con un comunicato alla stampa e una nota su Facebook, l’Assessorato al Turismo, Cultura, Sport e Spettacolo, Politiche Giovanili e Servizi per l’Infanzia di Jerzu, ha resa nota la decisione di negare, d’ora in poi, i propri spazi all’associazione scout AGESCI, dopo aver appreso che, al suo interno, le persone omosessuali vengono discriminate. 

E ancora:

scrive l’assessore Gianluigi Piras “esprimo tutto il nostro sdegno e disappunto per quanto emerso dalle sopraelencate linee guida.” Pertanto, l’assessorato, a nome del Comune comunica che “NON SONO CONCEDIBILI, d’ora in avanti, i medesimi spazi pubblici ai gruppi scout riferibili all’Associazione AGESCI in ottemperanza a quanto disciplinato dalla legislazione internazionale, comunitaria e italiana, salvo apposita comunicazione del singolo gruppo scout, richiedente la concessione, a dissociarsi e a non applicare le linee guida indicate negli atti del seminario – proposta educativa “omosessualità: nodi da sciogliere nelle comunità capi” del 12 novembre 2011.

Ricordiamo che nelle linee guida contestate è espresso che:
• i capi scout dichiaratamente gay sono considerati destabilizzanti per il processo di crescita di un adolescente
• i ragazzi che si scoprono gay devono essere mandati da un terapeuta per provvedere alla sua “guarigione”
• l’adozione di minori da parte di coppie gay o lesbiche è assimilata alla tortura.

Per fortuna, di fronte a tanta imbecillità firmata Agesci, si risponde nell’unico modo possibile: allontanando chi dissemina odio e discriminazione dal consesso delle persone civili. Nella speranza che tale esempio venga seguito da altre amministrazioni italiane.