Gay pestato. In ospedale gli dicono: trovati una donna, così eviti queste cose

Ci risiamo. L’ennesima aggressione omofoba si è consumata nei pressi di Reggio Calabria, a danno di Claudio, un ragazzo che denuncia le violenze subite direttamente sul suo profilo Facebook:

E DOPO L’AGGRESSIONE OMOFOBA DI QUESTA SERA CHE MI HA PROCURATO LA FRATTURA PLURIFRAMMENTARIA DELLE OSSA NASALI CON DEVIAZIONE DEL SETTO NASALE A DESTRA CHE COSA MI RESTA DA DIRE? SONO ANCORA PIù INCAZZATO CONTRO CHI PROVA ODIO VERSO DI ME E I MIEI AMICI! IO SONO L’ENNESIMO ESEMPIO DI UN PAESE INCIVILE COME L’ITALIA!

Lo dice “gridandolo” sul web, a lettere maiuscole, parlando delle ferite subite – a quanto pare non una robetta da poco – e additando all’inciviltà del nostro paese, incapace anche di varare una legge simbolica di tutela contro le violenze omofobe, il mandante di tutte le aggressioni consumate a danno di uomini, donne, ragazzi e ragazze GLBT negli ultimi tempi.

La notizia è pervenuta solo adesso, proprio sul social network, per cui i dettagli sono ancora incerti. Un aspetto, se confermato, preoccuperebbe ulteriormente per la sua volgarità: tutto il fatto, di per se stesso odioso, diventa irricevibile in ospedale. Il personale di turno – nello specifico, un infermiere – che ha curato Claudio, infatti, gli avrebbe consigliato di cercarsi una bella ragazza, «per evitare queste cose».

Se fosse vero – va infatti capito in che contesto è stata pronunciata la frase – sarebbe come se si consigliasse a un ebreo di cambiar religione per non subire attentati o a un nero di cambiar colore della pelle per non essere discriminato…

Claudio, la notte scorsa forse è stato picchiato due volte. La prima dai suoi aggressori, la seconda – e ribadisco: aspettandone piena conferma – dalle parole di chi avrebbe dovuto accoglierlo non in qualità di “frocio” da ricondurre sulla retta via, ma di paziente a cui affidare tutte le cure possibili perché così ci si comporta con le persone.

Questa è l’Italia incivile contro la quale si scaglia, sul web, il suo grido arrabbiato.

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30 thoughts on “Gay pestato. In ospedale gli dicono: trovati una donna, così eviti queste cose

  1. dichiara di vivere a Milano, ma era a Reggio quando è successo il fatto. Così mi è stato detto dall’amico che mi ha segnalato la notizia.

  2. Pingback: Gay pestato. Il medico: trovati una donna, così eviti queste cose

  3. Sarebbe intollerabile se questo ragazzo non ha fatto una segnalazione ai superiori di questo medico, soprattutto visto che immagino sia una struttura pubblica. Se si è limitato a scriverlo sul web, allora che non si lamenti se gli ricapiterà. I gay che fanno i danni maggiori sono quelli che non denunciano. Lui ha denunciato l’aggressione, e ha fatto bene, ma va denunciato anche il comportamento del medico.

  4. ho contattato il ragazzo e mi ha detto che non si trattava di un medico, come trapelato in un primo momento, ma di un infermiere. La gravità dell’affermazione tuttavia resta.

  5. ma andate a morì ammazzati medici o infermieri bigotti di merda, così liberate posti di lavoro!! E un gran vaffanculo a quei figli di buttana vigliacchi che alzano mani contro delle povere vittime innocenti solo per farsi gli scaltri! Buttatevi nel cesso!

  6. Il racconto di Claudio, affidato ad una nota diffusa dall’Associazione Arcigay ”I due mari” di Reggio Calabria:

    Un ordinario venerdì sera, come tanti: Claudio era con il suo gruppo di amici in un locale in cui settimanalmente ci sono spettacoli Drag e dove spesso il comitato Arcigay I Due Mari, di Reggio Calabria, è stato ospitato per allestire il banchetto informativo.

    Mentre erano di fronte all’ingresso del locale, alcuni ragazzi che passavano su una macchina li offendevano utilizzando termini omofobi, quali “ricchione di merda”. Pochi minuti dopo lo stesso gruppo di persone, sceso dalla macchina, si avvicina a Claudio ed al suo gruppo con aria di scherno e fare minaccioso, intimando allo stesso il silenzio. Claudio non reagisce alle provocazioni verbali, ignorandoli, ed uno dei tre, l’unico che non aveva minimamente proferito parola, gli sferra un pugno al viso , colpendo naso ed orbita. Gli altri presenti non hanno nemmeno avuto il tempo di prevedere l’azione, in quanto Claudio non ha fatto alcun gesto che potesse giustificare un’aggressione fisica. Un pugno senza motivo, giusto perché probabilmente non c’era nulla da fare. Un pugno diretto a provocare dolore, non solo fisico. Un gesto per far comprendere alla “comunità dei Ricchioni” che di loro si può fare ciò che si vuole, perché qui non gli è riconosciuta dignità di persone.

    All’1:47 arriva la telefonata ad un volontario Arcigay “Hanno tirato un pugno a Claudio, sta grondando sangue, abbiamo chiamato la polizia”

    Necessaria la Polizia perché la violenza del colpo ha fatto quasi perdere i sensi a Claudio che è stato portato subito nel bagno del locale, grazie anche all’intervento del barman che, di striscio ha preso il colpo ed ha fermato l’aggressione. Ci domandiamo altrimenti dove e se si sarebbe fermata.

    Gli agenti hanno raccolto la dichiarazione (gli aggressori si erano già allontanati), inizialmente straniti, si sono poi messi a completa disposizione. Claudio è stato forte ed ha insistito per far scrivere nel verbale che questa è stata un’azione omofoba e che la violenza nasceva dal suo essere omosessuale. Dicendo agli amici “non è per me che reagisco, ma per gli altri…”.

    Finite le formalità siamo andati al pronto soccorso dell’Ospedale di Reggio Calabria (Ospedali Riuniti), dove Claudio è stato visitato. L’esito: fratture multiple al naso e spostamento del setto nasale, perciò necessario ricovero.

    Non è finita qui. Mentre eravamo in sala d’aspetto, nel tempo trascorso tra la visita, la tac ed il risultato, Claudio ci raccontava cosa gli era stato detto ed i “consigli” che gli sono stati dati. L’infermiere presente durante la visita, appena ha saputo dell’omosessualità di Claudio, ha iniziato a dispensare le sue perle di saggezza, dicendo “te la presento io una bella ragazza e poi vedi” ed anche “ti porto da un bravo psicologo che ti guarisce”. La persona in questione forse ha dimenticato, o mai saputo che da tempo (precisamente dal 1973) l’Organizzazione Mondiale dell Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali: “non è una malattia, non è nulla da cui dover guarire”.

    Ci domandiamo, al di là della forza di Claudio, quanto ancora dobbiamo subire, non solo da parte di persone ignoranti, grette e vigliacche, ma anche e soprattutto da chi è preposto e pagato per dare soccorso, che non sa nemmeno accogliere, e quindi gestire, casi di questo tipo.

    Claudio ieri sera è stato aggredito due volte.

    Claudio Toscano
    Arcigay “I due Mari” Reggio Calabria

  7. Ciao… Conosco anche io Claudio. Mi chiamo Mauro, vivo a Milano e ho 30 anni e sono suo amico. Non sono ancora riuscito a rintracciarlo telefonicamente, ma non c’è nulla di inventato o di enfatizzato. E’ tutto tristemente fin troppo vero.

    Con il permesso dell’autore del post, vorrei poterlo ripubblicare sul mio blog affinchè la notizia si diffonda. Odio la violenza, odio la stupidità umana, odio tante cose. Ma se c’è una cosa che odio ancora di più è chi fa del male ai miei amici.

  8. Come diceva Einstein:
    solo 2 cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana! Riguardo allla prima ho qualche dubbio..
    Claudio, sono con te.
    Miky

  9. La cosa più triste? Che queste notizie le troviamo solo sul web, i tg, come le grandi testate, al solito tacciono.

    Che schifo di paese, mi vergogno, sul serio, di essere italiana.

    Un abbraccio a Claudio, che ho avuto il piacere di conoscere di sfuggita, perchè si riprenda presto ed abbia il coraggio di reagire sempre a tutto questo.

    Emy

  10. Pingback: L’omofobia, simbolo dell’inciviltà di certa Italia « Rainbowman56's Blog

  11. Vorrei far presente che mi sto mobilitando per non far mettere a tacere anche questa notizia.
    Mi sto mettendo in contatto con gli organizzatori del Pride di Bologna per far parlare nuovamente dei nostri diritti civili, per fare in modo che quello che è successo a Claudio e a tantissimi (TROPPI) altri ragazzi non rimanga solo un evento di cui chiacchierare davanti ad un mojito mentre ci si lima le unghie dicendo che è “la classica storiella montata dalle associazioni gay”. Ho dei contatti anche giornalistici e attendo delle risposte da loro per fare in modo che la storia venga portata anche all’estero in modo da far vedere al Parlamento Europeo quanto incivile sia questo fottutissimo paese (che vorrei ricordare è l’unico a non essersi ancora adeguato alle direttive Europee sull’uguaglianza civile dei gay).

    Chiunque abbia conoscenze, anche marginali, di politica, giornalismo, radio, tv, internet e chissà cosa SI MOBILITI! Agiamo insieme.
    Claudio ha un carattere meravigliosamente forte e non si è lasciato intimidire, si è fatto picchiare perchè sapeva che era la cosa giusta da fare (“Non è per me che reagisco, ma per gli altri”). Serve a poco dire “Poverino, mi spiace”. Qui serve fare qualcosa di più. Qualcosa di “eroico” come ha fatto lui.

    Ieri era un ragazzo qualunque, oggi è un mio amico. Domani toccherà ad un vostro amico. E poi forse anche a me e a voi. E non uso frasi ipotetiche, succederà se non facciamo qualcosa di serio.

  12. mmmmh… mi meraviglio (o forse no) che si possa ancora oggi provare rabbia verso persone come tutte le altre. Si tratta di azioni che alla stregua del razzismo e dell’estremismo politico/religioso non hanno alcun senso logico. Una persona può “starti sulle palle” per mille motivi, che essi siano soggettivi o oggettivamente personali (lieve differenza) e puoi anche non filartela, ma azioni del genere no, mai. Qualcuno 2000 anni fa disse di non far ad altri ciò che non vuoi sia fatto a te, e credo che tale precetto, che uno sia credente o meno, racchiuda tutta la moralità che servirebbe oggi giorno.

    Diverso è il fatto della battuta.
    Fuori luogo è certo, più o meno come quando, anche amici, mi danno ridendo del “bastardo”, cosa che odio da morire per via della morte di mio padre, ma anche se mi irrita da morire la prendo come tale, come una battuta. Ripeto, non era assolutamente il momento per far “osservazioni” del genere, ma bisogna tener conto che non tutti possono posseder non tanto il tatto e l’attenzione minima indispensabile per capire quando aprir bocca, ma un dito di cervello in più anche per capire che alcune cose non vanno nemmeno pensate.
    Quindi mi auguro che il tutto, che il discorso non si centri su quello detto dal sanitario, ma sulla deplorevole azione precedente…

  13. trovo che l’affermazione di quel paramedico sia ancora più grave delle percosse. Trovo tutto ciò allucinante e triste. In che schifo di Paese viviamo?

  14. #Stupefrocium: puoi tranquillamente ripostare quest’articolo sul tuo blog.

    #mcforesight: come già scritto, penso che il ragazzo aggredito abbia subito due abusi, uno fisico, uno psichico. Adesso, il sanitario sarà pure un simpaticone, ma di fatto la subcultura di cui si è nutrito lo ha portato, nell’ambito della battuta, a considerare Claudio un invertito. E se vogliamo combattere l’omofobia, dobbiamo combattere esattamente questo tipo di pensiero. Fosse accaduta in USA, una cosa del genere, o in Canada o in qualsiasi altro paese civile, l’infermiere avrebbe perso il lavoro.

  15. il problema è che la maggior parte delle persone non si rende conto della gravità dell’accaduto

  16. non ho più parole per descrivere lo sgomento che mi lasciano certe parole, certi atti. ma soprattutto le parole. gli atti sono terribili ma sono il frutto di una mente, innanzitutto. e una mente che abbia il coraggio di pensare e poi di dire certe cose ad alta voce, è una vergogna per l’Umanità intera. dovremmo svuotarlo, questo Paese. e dal momento che è paesaggisticamente meraviglioso, svuotarlo da questi idioti e riempirlo di gente sana e pulita. se solo si potesse fare…

  17. C’è una grande massa di ipocriti che alla luce del sole si dichiara non omofoba esternando, anzi, tutta una serie di apprezzate amicizie omo…

    Ipocriti e falsi perché la realtà è opposta a quanto dicono.
    Molto spesso sono proprio questi soggetti a diventare nemici mortali per gli omosesuali.
    C’è ancora molta strada da fare, purtroppo, prima che gli “omo” possano far parte di quella normalità di cui hanno assoluto diritto!

    eldo41

  18. e veramente vergognoso che’esistono persone ancora cosi incivili e razziste nei confronti dei gay,ogniuno a il diritto di sceglersi la propria vita sessuale,in quanto all’infermiere e proprio un gran pezzo di merda. ciro21

  19. chiedo scusa per la rimozione di alcuni commenti – in particolare mi riferisco a Stupefrocium – ma erano in risposta a commenti omofobi da parte di un fake il cui stesso profilo Facebook era un continuo incitamento all’odio verso categorie di diversi (gay, stranieri, ecc). Il pensiero omofobo e razzista non può aver luogo in un posto come questo blog, in cui tutte le diversità sono considerate una ricchezza. Non può essere, conseguenzialmente, accettato il pensiero di chi quelle diversità vuole distruggerle o negarle.

  20. Capisco, ci mancherebbe… non sapevo fosse un commento specificatamente omofobo… cercavo di far tesoro anche di un’opinione diversa…

    Per rimanere in tema: Claudio oggi ha fatto nuove visite specialistiche dal chirurgo maxillofacciale. Per ora tutto ok. L’ospedale di Reggio ha avviato un’indagine interna per verificare l’avvenimento e per valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dell’infermiere.

  21. Pingback: GAY PESTATO. IN OSPEDALE:”TROVATI UNA DONNA, COSĺ EVITI QUESTE COSE”

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