Elfi di Satana

Sul blog de Il mio amico Dio ho trovato, grazie alla mia amica Alef, questo articolo su una specie di test per capire quanto di diabolico esiste in noi. Qualche pacata chiesa americana ha stilato tutta una serie di indicatori al fine di verificare la presenza del maligno nella nostra vita. E indovinate un po’? A quanto pare ho tutte le carte in regola per accogliere il diavolo tra i miei amici Facebook…
E voi? Vediamo un po’ quali sono i sintomi di possessione demoniaca. E se un giorno dovreste ritrovarvi a camminare a quattro zampe per le scale di casa o a fare strani collegamenti tra il concetto di “vagina” e quello di “crocifisso”, non ditemi che non vi avevo avvertito.
Per completezza e per non confondere le acque, ricordo che le parti in neretto sono gli indicatori di cui sopra, mentre accanto troverete le mie considerazioni in merito.
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È figlio di Satana chi:
Si veste spesso di nero. Lo faccio, è vero… ma il nero sfina, si sa.
Si mette t-shirt di bands o riferite al rock. Una volta, da ragazzo, avevo una maglietta con Madonna. Dite che vale uguale?
Mette quantità eccessive di rossetto, smalto per le unghie e makeup nero. In realtà solo quando mi travesto a carnevale…
Si mette ogni tipo di strani gioielli di metallo e con simboli, come: croci rovesciate, pentagrammi, pentacoli, o altri simboli di Satana. Quante storie per due fascette di metallo!
Manifesta interesse verso tatuaggi e piercing. Infatti sono ancora indeciso se tatuarmi una fenice o meno…
Ascolta musica gothic oppure ogni altro tipo di musica antisociale. Marilyn Manson dice di essere l’anticristo, e parla pubblicamente contro il Signore. Eliminate ogni tipo di questi album. Sadeness part one mi piaceva in effetti.
Fa amicizia con altra gente che si veste, si atteggia o parla in modo eccentrico. E anche questo è vero, ma sono solo drag queen!
Si mostra disinteressato riguardo ad attività costruttive, come: la Bibbia, pregare, Chiesa o sport. A parte il fatto che chiesa andrebbe scritto minuscolo, ma ora volete farmi una colpa perché sono pigro?
Sembra molto interessato alla morte, ai vampiri, alla magia e all’occulto, alla stregoneria o qualsiasi altra cosa che implichi Satana. Ok, prometto di non farlo più… tanto non mi piace poi nemmeno così tanto Twilight
Si droga. Grey’s Anatomy crea dipendenza, lo ammetto.
Beve alcolici. Vivo a Pigneto… è normale che una birretta ci scappi, oh!
Ha istinti suicidi o è depresso. Non è che sono depresso, è che quando vedo chi ci governa un attimo mi prende lo sconforto, tutto qui.
Taglia, brucia o partecipa ad ogni genere di autolesionismo. Questo è un rito Satanico che usa il dolore per portarlo via dalla luce e dall’amore del Signore. Pregasi fare attenzione e rivolgersi al centro locale di sanità mentale. A parte che in terapia ci vado da solo, ma se proprio volete dirmi che devo perdere peso, non c’è bisogno di usare certi toni, insomma!
Si lamenta di annoiarsi. Vorrei vedere chiunque, ogni giorno, un’ora tra trenino e bus, aspettando Atacmerda che non passa mai.
Dorme troppo, o troppo poco. Rispettivamente nei giorni festivi e feriali.
E’ eccessivamente sveglio durante la notte. Dipende da quello che faccio…
Odia il Sole oppure ogni altro tipo di luce. Rimando ai vampiri, che odiano la Luce. Me lo ha detto il dermatologo, di non espormi troppo, che poi mi viene la dermatite!
Chiede troppa privacy. Almeno quando si fa la cacca… chiedo troppo?
Passa molto tempo in solitudine. Ho otto classi, oltre duecento studenti… scusate se ogni tanto preferisco un po’ di silenzio, eh!
Chiede tempo per stare da solo e in silenzio. Questo perché potrebbe parlare con gli spiriti malefici attraverso la meditazione. No, è che con la Tre non mi prende il cellulare e poi non sento.
Insiste per passare del tempo da solo con i suoi amici, senza l’accompagnamento di un adulto. Ho trentotto anni, Cristo santo!
Non porta rispetto alle autorità; insegnanti, preti, e anziani, ma anche altri. Guarda che se devo mandarti a cagare non è che ti chiedo prima che lavoro fai, eh? Parte in automatico, dopo attenta valutazione del caso.
Non va a scuola. Ecco, ad esempio questo è uno dei casi in cui parte il “ma vai a cagare” di default.
Passa molto tempo fuori casa. Anche perché far venire i duecento e oltre studenti di cui sopra a casa mia viene un attimo scomodo…
Mangia troppo o troppo poco. Ok, ma non sono ancora del tutto obeso!
Mangia cibi gotici. Non diciamo cazzate, io mangio di tutto.
Beve sangue o manifesta interesse nel berlo. I vampiri credono che questo attiri Satana. Questa azione è molto pericolosa e deve essere fermata immediatamente. Non era sangue, era quattrobianchi alla fragola!
Guarda la televisione via cavo o altri programmi corrotti. Chiedi alla tua chiesa locale per i programmi che tuo figlio dovrebbe guardare. Quante storie per un po’ di streaming!
Gioca a videogames che contengono violenza oppure videogames di ruolo. Tipo Babel, in cui sono Dio che distrugge il genere umano… roba infernale, insomma.
Usa internet eccessivamente oppure passa molto tempo sul PC. Ecco, adesso vi dà fastidio pure il blog!
Fa simboli satanici e/o fa headbanging ascoltando musica. Faccio cosa???
Balla in modo sensuale o provocatorio. Io ci provo, ma tanto non rimorchio uguale.
E’ omosessuale e/o bisessuale. Ok, ma al contrario dei preti non ho mai toccato un minorenne in vita mia!
S’interessa di religioni pericolose: Satanismo, Scientology, Filosofia, Paganismo, Wicca, Induismo e Buddhismo. Lo dicevo io che Kant e Budda erano due gran figli di puttana.
Indossa spille, adesivi, o qualsiasi altra scritta come: “Sono gothic”, “Sono morto”, “Sono così gothic”. Veramente me ne hanno regalato una con su scritto “Fijo der padrino”…
Si definisce “gothic”. No, sono solo gay.
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Bene, mi sono molto divertito a controbattere a queste affermazioni… diciamoci la verità, tuttavia. Se sono un candidato per i gironi dell’inferno lo scoprirò solo quando passerò a miglior vita. Vero è pure che a chi ha stilato questo elenco, un bell’esorcismo non gli farebbe male per nulla. Ovviamente in questa vita.

Le bugie di Casini

Pierferdinando Casini a “Che tempo che fa”, ha appena dichiarato di essere da dieci anni all’opposizione.

Qualcuno gli ricordi che nel 2002 era presidente della Camera e il suo partito aveva ministri dentro il governo Berlusconi. Qualcuno gli faccia notare, ancora, che dire bugie è peccato, per la religione che professa. Un po’ come essere gay, insomma.

Qualcuno lo informi, infine, del fatto che è un cialtrone.

Un 25 aprile con i colori dell’arcobaleno

Il fascismo è stato una pagina odiosa e dolorosa del nostro passato. Inutile girarci attorno. E si rassegnino quanti cercano di venire a patti con una storia che è ciò che è stata: miseria, sopraffazione, violenza, terrore e morte. Quando si sentono certi commenti di politici, anche di sinistra, nel loro goffo sforzo di cancellare la differenza tra democrazia e ciò che è il suo esatto contrario – si pensi al tentativo di accomunare repubblichini e partigiani – è evidente l’inadeguatezza di una classe politica ancora troppo confusa su questo argomento.

Il 25 aprile è tutto questo: la festa della democrazia. Il suo compleanno. Un regalo che le forze democratiche di sinistra (socialisti e comunisti) e di centro-destra di allora (si pensi ai cattolici e ai liberali) hanno dato al nostro paese perché fosse più libero, più giusto. Perché l’Italia divenisse il paese descritto nell’articolo 3 della nostra Costituzione, figlia di quel processo di Liberazione che è l’essenza stessa del nostro essere, qui e ora.

Quell’articolo, tuttavia, pagina nobile della nostra Carta fondamentale, non è del tutto rispettato, a cominciare da quella classe politica della quale si è fatto riferimento. Per tale ragione a Catania, la mia prima città di adozione, la comunità GLBT, rappresentata dal comitato provinciale di Arcigay, ha ritenuto opportuno partecipare alla commemorazione della festa della Liberazione.

Perché, come si sulla nota della stessa Arcigay Catania, «la comunità omosessuale ha dato alla resistenza il suo notevole contributo di passione, idee, e valori di libertà. Migliaia sono state, infatti, le vittime, donne e uomini, sterminate per il loro orientamento sessuale, e altre migliaia quelle che hanno subito l’allontanamento dalle loro famiglie e affetti, confinate dal regime fascista, per le medesime odiose ragioni».

Alla luce di quest’evidenza, il nostro paese, per essere davvero al pari con il concetto di eguaglianza, deve affrontare il passaggio da uno stato di privilegio della maggioranza (bianca, cattolica ed eterosessuale) a una società davvero plurale, dove tutte le diversità, anche quella GLBT, abbiano pieno diritto di cittadinanza.

Arcigay Catania, con i suoi volontari e le sue volontarie, era lì per questa ragione: per ricordare le origini della nostra storia e per gettare un ponte sul futuro. Perché alla liberazione dalla tirannide si accompagni la liberazione dal pregiudizio, dall’esclusione dai diritti, dalla divisione tra cittadini normati e persone impreviste. Proprio per tali ragioni «nel suo discorso il presidente ha evidenziato l’esigenza di continuare a resistere contro il fascisimo dei mercati finanziari, della discriminazione di razza e genere, della omofobia».

E sempre durante la manifestazione, il cavallo alato ha consegnato due targhe: una all’ANPI Catania, per la gratitudine ai/lle compagni/e combattenti, per averci liberato dalla dittatura fascista; e un’altra a Santina Sconza, presidente dell’Anpi Catania per la sua sensibilità verso i temi della lotta all’omofobia.

È ipotizzabile – e auspicabile – credere che proprio da ieri, sotto il vulcano, la lotta per la piena parità ha un alleato in più: una cittadinanza più grande, civile, che riconosce, tra i valori del 25 aprile, anche quello della piena eguaglianza tra tutti i cittadini e le cittadine della nostra Repubblica, nata dall’antifascismo e proiettata verso l’Europa dei diritti.

Catania in questo si manifesta, ancora una volta, avanguardia d’Italia. Al popolo etneo va il mio più sentito ringraziamento, per questo abbraccio di civiltà e di democrazia.

Buon 25 aprile!

Buon 25 aprile! Festa nazionale, data di nascita della nostra democrazia che coincide con la morte di una dittatura il cui nome dovrebbe cadere nell’oblio.

Qualcuno in questi anni ha provato a far sbiadire il senso di questa giornata, di rendere la nostra Costituzione, figlia di tale data, carta straccia, di creare una società di diseguali. Ma noi, cittadine e cittadini di buona volontà, siamo qui per impedirglielo nel nome della libertà, della laicità e di quella democrazia che i nostri padri e le nostri madri, dentro la Resistenza, ci hanno consegnato.

Per cui, forti di tale consapevolezza,

buon compleanno, Italia democratica!

Sull’inutile e dannosa guerra tra froci

In merito al post che ho scritto sull’articolo che mi ritrae in tenuta nazista, lasciando intendere mie presunte conversioni all’estrema destra dopo un passato da lanciatore di molotov – operazione che mi ha fatto tanto ridere, in verità – mi ha colpito un commento che riporto qui di seguito:

«Mi aspettavo piú stile nella concorrenza dell’esprimere la propia Opinione e non farla diventare una guerra da vicini insopportabili! Che tristezza usufruire di armi verbali ma attaccarsi in modo primitivo! Cordiali saluti!».

Al mio commentatore, che si firma col nome di Franco Scavazza, ho risposto che è proprio questo concetto di concorrenza che non riconosco. Io e gli amici di Gaiaspia saremmo concorrenti rispetto a cosa? Siamo tutti figli, ahimè, della stessa discriminazione. Dovremmo combatterla insieme, invece di perder tempo a dividerci tra chi opera nelle associazioni e chi si nasconde dietro a un monitor a fare dossieraggio.

O forse perché riconducibili a due presunte anime, contrapposte dentro Arcigay? Premetto che sono dentro quest’associazione, che in passato ho criticato anche aspramente e che tutt’ora mi dà non poche perplessità, da pochi mesi sia perché con Catania abbiamo tentato un lavoro di aggregazione di diverse sigle – tutte confluite nello stesso direttivo – sia perché mi è sembrato intellettualmente onesto ufficializzare un lavoro cominciato dentro Open Mind, dove militavo, e proseguito negli anni.

Non ho ambizioni politiche dentro Arcigay. Se le avessi avute non sarebbe stato un problema, per me,  tentare di scalarne i vertici. Semplicemente, non mi interessa. Io lavoro – e ci tengo a sottolinearlo, da militante semplice – a stretto contatto con le gente, quella in carne e ossa. Se le persone di cui mi fido e con cui collaboro dovessero lasciare, andrei via con loro. Non è la sigla che garantisce la bontà del progetto. Ma chi ne fa parte. La sigla è solo uno strumento. Se usato bene può dare buoni risultati. Altrimenti…

Per me i ragazzi di Gaiaspia, dai nomi non verificabili e dai volti presi in prestito dal mondo della moda d’oltre oceano, nei loro profili Facebook, non sono concorrenti. Il mio fine è quello di arrivare a una società più giusta. Il loro fine qual è? Siamo avversari di fronte quest’obiettivo?

Per me, tutt’al più, sono solo compagni che hanno invertito le priorità: dal bene comune all’interesse privato, finalizzato non si è ancora capito bene a cosa. In questo non c’è e non può esserci concorrenza. C’è solo la stupidità di una guerra tra froci che fa solo il gioco dei nostri avversari, quelli veri.

A tutto questo ho già detto no grazie, dalla fine del 2006. Il resto è storia. Quella accaduta, rintracciabile nelle cronache dei giornali. Non l’allusione fatta con fotomontaggi che, ripeto, dimostrano la stupidità di una parte e una parte soltanto.

Oggi su Gay’s Anatomy: “Elezioni presidenziali francesi: la vie en rouge”

Non illudiamoci. L’eventuale ritorno dei socialisti al governo non determinerà un’immediata risoluzione dei problemi e non sono prevedibili cambiamenti realmente innovativi, rispetto all’architettura sociale dell’occidente, ancora troppo informata su un sistema economico incancrenito ma lungi dall’essere sostituito da un modello alternativo e valido.

Così come non bisogna sottovalutare l’exploit dell’estrema destra, seppur anche questo dato va letto come un atto di protesta, anche del ceto medio, contro una destra istituzionale ormai capace di prendere ordini solo dai mercati, piuttosto che adatta a governare.

Eppure, in Francia, qualcosa sta cambiando… anche per i diritti delle famiglie GLBT. Scoprilo su Gay’s Anatomy!

Se non hai un articolo su Gaiaspia non sei nessuno…

Ed io che pensavo di non contare niente! Se ho un articolo dedicato su Gaiaspia, allora vuol dire che anch’io rientro nella schiera di quelli importanti, dei “nemici” da temere! Nemico di chi è facilmente intuibile, ma visto che i miei fans di quel blog preferiscono l’anonimato, li asseconderò nella loro commiserabile auto-damnatio memoriae.

Per chi non conoscesse i nostri eroi, riporto le parole del pregevole articolo di Dabliu:

Non vi sarà sfuggito che ultimamente nel mondo frocio italiano, sarà la primavera, è tutto un fiorire di siti pseudogiornalistici, blog, tumblr che invocano trasparenza su quel bilancio o su quel finanziamento. Questi siti, che nascono e muoiono nel tempo di una scorreggia [...] sono particolarmente (da leggere pure “stranamente” ed  ”esclusivamente”) interessati alle vicende del Circolo Mario Mieli e dell’attuale dirigenza nazionale di Arcigay. E non esattamente perché altrove non ci siano domande da fare.

In altre parole, sono dei fake che in vista dell’imminente congresso di Arcigay cercano di screditare l’attuale presidente e di mettere in cattiva luce le associazioni a lui vicine. E siccome Einstein due cose considerava infinite, ovvero l’universo e la stupidità umana, nutrendo qualche dubbio solo per il primo, per dar man forte ad Albert, i nostri eroi hanno addirittura creato profili Facebook con volti di modelli brasiliani…

L’articolo che mi cita, come la quasi totalità delle cose riportate su quel blog, lascia intendere cose inesatte. Non sono mai stato un no Tav – per quanto io sia tutt’ora schierato dalla parte dei manifestanti in Val di susa – ho militato sì in Open Mind, di cui non rinnego passata appartenza e percorsi politici, ma me ne sono allontanato quando l’associazione è passata da un impianto pluralista a uno più antagonista, nel quale non mi sono riconosciuto.

I miei stessi amici dell’area di sinistra radicale e antagonista quando leggeranno quelle affermazioni si faranno grasse risate.

Per tacere della foto che hanno scelto per rappresentarmi. Chiunque mi conosca sa bene che certe ideologie non mi appartengono. Utilizzare certi simboli per colpire me – e se non querelerò è solo perché mi rifaccio direttamente alle parole di de Magistris alla Santanché quando gli diede del mafioso – è un insulto verso chi, per quell’ideologia, ha sofferto un prezzo indicibile. Belle merde, insomma!

Il comunicato da loro citato, per altro, non è nemmeno scritto da me, ma, appunto, dall’Open Mind nel 2006, per la manifestazione “Orgoglioso Antifascismo” dopo che Forza Nuova aveva bloccato il pride catanese di quell’anno. Dopo quella data l’associazione, grazie anche al lavoro mio e di altri soci, cominciò una collaborazione con Arcigay Catania proprio nel tentativo di superare le divergenze a livello locale che di certo non hanno lavorato per il bene della comunità GLBT: i non meglio identificati “giornalisti” di Gaiaspia hanno chiaro il concetto di unità? Pare proprio di no…

Ancora,quel post sostiene che la mia lettera, da loro riportata, sarebbe una reazione a un loro post sulla presunta e mai verificata egemonia dei black block sul pride romano del prossimo giugno – ragazzi, siamo seri, i black block al Roma Pride!

In tutta sincerità, quella lettera riguarda percorsi politici personali ed è diretta a persone specifiche, di cui non voglio, tuttavia, fare il nome. Chi doveva capire ha capito.

Agli amici di Gaiaspia dico solo: non datevi un’importanza che non avete. Sarebbe come dire – a mero titolo di esempio – che siccome ieri ho avuto la colite, adesso i vostri raffinati cervelli hanno partorito l’articolo che mi riguarda. Il che sottolineerebbe anche un plausibile legame qualitativo tra ciò che si può produrre nelle viscere umane e ciò che sgorga dalla vostra penna, ma si dà il caso che sia solo un caso. Nulla di più.

Concludo ribadendo, ancora una volta, che sono contento di questa citazione: fino ad adesso ho visto nominate, su Gaiaspia, solo persone di un certo rilievo mediatico dentro il movimento GLBT. Ripeto, vuol dire che non sono poi così anonimo… mi spiace, tuttavia, per certi big del movimento, romano e nazionale mai nominati, neppure per errore. Non vorrei che il loro astro stesse definitivamente tramontando. Anche se ce ne faremo una ragione.

Complimenti, Hollande. Auguri, Montalcini…

Ieri, 22 aprile 2012. Due notizie importanti. Una mi ha dato speranza, l’altra mi ha commosso.

La prima, quella di cui tutto il mondo parlerà: la vittoria, al primo turno, del candidato socialista François Hollande, col oltre il 28% dei suffragi, alla presidenza della Repubblica Francese.

Non illudiamoci. Il ritorno dei socialisti al governo non determinerà un’immediata risoluzione dei problemi e non sono prevedibili cambiamenti realmente innovativi, rispetto all’architettura sociale dell’occidente, ancora troppo informata su un sistema economico incancrenito ma lungi dall’essere sostituito da un modello alternativo e valido.

Ma ci sono degli importanti elementi di novità: il nuovo vento di sinistra in Europa, la voglia di cambiamento rispetto alla gestione della crisi, l’avanzamento dei nuovi diritti (Hollande si è detto favorevole all’allargamento dei diritti della comunità GLBT, a cominciare dalle adozioni), l’auspicabile fine del sistema Merkozy, che tanto ha affamato popoli come quello greco…

La vittoria, ovviamente, non è scontata. Si può solo sperare per il meglio. Vero è pure che l’arroganza di Sarkozy e il modello di rigore imposto dalle destre europee viene bocciato senza appello. Il prossimo inquilino dell’Eliseo dovrà fare i conti con questa evidenza.

La seconda: il compleanno di Rita Levi Montalcini. Centotré anni, un Nobel per la medicina, un sorriso sempre sereno. Montalcini, ebrea, partigiana, scienziata: una delle voci ancora vicine ai giovani, al mondo della ricerca. Una donna che, anche nei momenti più bui, non si è mai arresa ed è andata avanti rincorrendo il suo sogno, le sue aspirazioni. In altre parole: un modello.

Vederla sorridente, con la coppa di champagne, mi ha commosso e mi ha restituito una speranza.

Per queste ragioni, e non solo, auguri professoressa. Di fronte al dilagare della follia e delle mediocrità del presente, esempi come il suo ci rendono fieri e fiere di essere nati in questo paese.

In direzione opposta

Io sono di quelli che leggono le poesie, nei bar del pomeriggio.
Io sono di quelli che si immedesimano nelle canzoni.
Oscillando tra rabbia e dolore. Senza mai passare dalla noia. E concedendo, raramente, il diritto di parola alla gioia.
Di quelli che piangono guardando i telefilm alla tv. Contravvenendo a tutte le leggi dell’ “essere uomini”.
Io sono di quelli che bruciano.
Io sono di quelli che baciano una volta soltanto. Ormai troppo spesso.
Di quelli che a volte non baciano nemmeno.
Di quelli che, però, guardano ancora i cartoni animati. Manga giapponesi, possibilmente.
Che ancora, a volte, e pur tuttavia, ci crede. E non sappiamo del tutto perché Pandora aprì il vaso di ogni male possibile, ma conosciamo l’ultimo che vi rimase.
Io sono di quelli che pecca di hybris. Per scontare la punizione degli dèi.
Io sono di quelli che non vedrai mai sul carro della vittoria. I trionfi assoluti richiedono luci nitide e anime intatte. È ogni piccola crepa, al contrario, uno scrigno d’ombra.
Sottolineo le righe dei libri che leggo. Nell’illusione di trattenerli meglio nel vaso rotto della memoria.
E sono di quelli che non riesce a perdere dieci chilogrammi ormai da due anni a questa parte.
E che non segue nessuno sport con la dovuta regolarità.

Io sono di quelli di cui nessuno si innamora. E quando questo è accaduto, gli eventi e i venti spiravano in direzione opposta.