Perché i Soliti Idioti sui gay sono stati offensivi

Ci risiamo. Succede un po’ nella vita di tutti i giorni, un po’ qui in queste pagine. Non appena ci si lamenta di fronte a un atteggiamento ritenuto poco carino o offensivo nei confronti dei gay, arriva sempre qualcuno con la pretesa che chi denuncia mente o ha torto, a prescindere, mentre il comportamento denunciato è indiscutibilmente sano e corretto.

Ho sentito qualche amico, anche gay, dirmi, in merito all’esibizione dell’altra sera dei Soliti Idioti, «ma che male c’è?».

Premetto una cosa fondamentale: criticare e fare satira su certi atteggiamenti di specifici personaggi gay a me va benissimo. Così come ironizzare su alcuni aspetti legati all’omosessualità. Poi, una cosa è sorridere, in un ambito in cui non si stigmatizza un comportamento o una condizione, un’altra cosa è irridere e sbeffeggiare.

La stessa differenza che può esserci, in altre parole, su un prodotto come Will & Grace e la solita barzelletta sui froci che comprano il salame intero perché il loro culo non è un salvadanaio. Non so se è chiaro il discrimine.

Tornando ai nostri solidi Idioti: sapete perché quello sketch è volgare e offensivo?

Cominciamo dall’incipit. Il personaggio a un certo punto dice, con un certo disappunto:

Come mai che quest’anno a Sanremo non c’è nessuna canzone sugli omosessuali?

Si lascia così intendere che il mondo gay esiga che si parli di sé: quante volte è successo che qualsiasi associazione o personaggio gay abbia fatto una richiesta simile? Chi ne ha memoria, alzi la mano.

In realtà ciò che si chiede è, semmai, proprio il diritto all’indifferenza. Nessuno, infatti, pretende che ci siano canzoni a tematica gay a Sanremo, semmai si spera che quando certi argomenti si trattano – vedi il caso Povia – lo si faccia con un minimo di cognizione di causa.

Il numero intanto prosegue con una serie di battute poco felici per la loro vena cominca intrinseca, mentre uno dei due dimostra di avere una spiccata dipendenza da iPhone – senza nemmeno saperlo usare, visto che si fotografa senza rivolgere a sé l’obiettivo sullo schermo (vogliamo usare uno stereotipo? Bene, un gay non commetterebbe mai un simile errore) – fino a quando emergono altri particolari poco edificanti della rappresentazione dei due gay.

Innanzi tutto, la pretesa di omosessualizzare il mondo: Fabio, per dimostrare a Morandi che la società è popolata da gay, pretende che il pubblico faccia in blocco coming out. Poi, quando si rende conto che è minoranza, grida al complotto omofobo.

C’è pure un vago riferimento alla politica e alla vicenda Giovanardi, ma è sbiadito, poco accennato, il pubblico non lo coglie nemmeno.

Si continua, ancora, con la ridicolizzazione del matrimonio. I due gay lì presenti sono rappresentati come persone superficiali, che sottovalutano l’importanza del sentimento e dell’istituzione matrimoniale. L’altro Fabio, alla proposta di prender marito, risponde con un “non lo so”. Morandi, quando “coniuga” i due, dice loro «vi dichiaro marito e non lo so». Si ricalca, così, uno stigma sociale che deprezza (e disprezza) il sentimento tra due persone dello stesso sesso. Non si è in grado di dire nemmeno “marito e marito”. Che, guarda caso, è il fine della lotta per l’allargamento del matrimonio a gay e lesbiche.

Quindi comincia la canzone e qui si viene sottoposti a una messe di cliché offensivi per più di una categoria sociale. Esser omosessuali è come «esser donna senza il ciclo mestruale», per cui si ripropone l’equazione gay/femmina e, in una società maschilista, sappiamo quanto valore possa avere un accostamento simile. Le donne, ovviamente, ringraziano.

Si accenna al fatto che le coppie gay vogliono un figlio, che sia ovviamente omosessuale, «un po’ sano un po’ normale». Un po’ appunto. Il lato nero della luna in cui sono apposti i termini “salute” e “normalità” rievoca, di contro, parole infelicissime di malattia e anomalia. Altri due elementi che, nell’immaginario comune, rappresentano l’esser gay nell’Italia del 2012.

Quindi si arriva al seguente verso:

E tu che ti vanti di essere normale, intransigente nella tua scelta genitale…prima o poi lo sai c’è un dubbio che ti assale, sarò mica omosessuale?

Tradotto: tu che sei come dovresti essere, prima o poi potrebbe capitare di non esserlo più, di essere “non normale”. Di essere, cioè, gay. E l’opposizione gay/etero si gioca tutta sulla sfera sessuale: si parla di “scelte”, per di più “genitali”. Ciò che distingue le due categorie, cioè, non è l’affettività bensì l’uso del pene e qualcos’altro. Essere gay o meno è una questione di direzione del pene, un tiro al bersaglio che può colpire un centro piuttosto di un altro: o vagina o ano. E anche gli etero, almeno i più consapevoli, ringraziano, a questo giro.

Mi si dirà (e mi si è detto): è un tentativo di prendere in giro un certo modo di rappresentare l’omosessualità. Ecco, appunto. Perché c’è questa esigenza di ridicolizzare una categoria che già deve scontrarsi, quotidianamente, con aggressioni fisiche e verbali, leggi non approvate, negazione dello stato di diritto, dichiarazioni omofobe e via discorrendo?

Secondo poi, questo spettacolo (indecoroso) ha abbattuto i pregiudizi o li ha alimentati?

A tal proposito, vi faccio notare una cosa: avete fatto caso che, quando Fabio invita a dichiararsi pubblicamente, la parola omosessuale è ripetuta solo dalla componente femminile della platea?

E adesso chiedo, ai difensori dei due, se questo non significa nulla.
Per me è fin troppo chiaro.

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71 pensieri su “Perché i Soliti Idioti sui gay sono stati offensivi

  1. Ehm.
    Premetto che i due non mi hanno fatto ridere e che non li seguo perché non mi piacciono: non mi fanno ridere perché attingono a mani basse ai luoghi comuni. Così ho interpretato infatti i loro interventi.
    Forse li ho sopravvalutati, pensando che non stessero sfottendo i gay ma gli stereotipi sui gay. Ripeto, forse li faccio troppo intelligenti e mi era pure sembrato di capire che quello alto stesse dicendo di essere gay lui stesso…ma avrò capito male.
    Cioè, a me è sembrato che nei vari sketch cercassero di riprodurre i luoghi comuni con cui normalmente vengono criticate certe categorie, non per cavalcarli ma per deriderli (i luoghi comuni suddetti), ma ora che leggo ciò che scrivi tu mi sento un po’ ingenua…

  2. Pingback: Perché i Soliti Idioti sui gay sono stati offensivi

  3. @Alef: «Forse li ho sopravvalutati, pensando che non stessero sfottendo i gay ma gli stereotipi sui gay». Secondo me, le cose stanno proprio come pensavi. E io continuo a pensarla così; spero di non sbagliare, ecco tutto.
    Un saluto a Elfobruno!

  4. mai avrei pensato di dover ringraziare Mediaset
    per aver creato l’occasione di non avere più una loro platea fissa: grazie Mediaset!

  5. Salve, ho trovato il suo blog molto interessante e vorrei invitarla nel nostro Art Social Network, si chiama Leonida: http://www.leonida.eu
    E’ un social network interamente dedicato alle arti (musica, fotografia,videoart, scrittura, blogger). Saremmo lieti se aprisse una pagina ufficiale del suo blog nel nostro social network (ovviamente linkata al suo blog per consentire al nostro pubblco di giungere al vostro blog) un modo come un altro per sponsorizzarsi.
    Abbiamo una sezione “Writers” con diversi blog. La pagina è completamente gratuita.
    Un Saluto e grazie.
    Marzia

  6. Guarda.. Io ti ho già detto come la penso e ti dico anche che non sono un omofobo, anzi.. Ma secondo me proprio il fatto che voi gay ve la prendete in questo modo per uno scherzo, in fondo, vi rende vulnerabili di fronte agli altri.. Se tu ti poni questi problemi e poi dici di voler avere ‘il diritto all’indifferenza’ vuol dire che tu per primo, in un certo senso quantomeno ti ritieni diverso dagli etero! Altrimenti per ogni sketch dei soliti idioti, si sarebbero dovuti sentire chiamati in causa anche i ragazzi metallari, gli impiegati delle poste, i padri dispotici e i figli imbecilli! Invece vi sentite chiamati in causa proprio voi omosessuali, da uno sketch che guarda caso evidenzia proprio questo atteggiamento! Nè io nè i soliti idioti ce l’abbiamo con gli omosessuali perché quantomeno io penso che siano persone normali, ma se ve la prendete tanto per un gioco in un certo senso ‘date la scusa’ agli altri per discriminarvi! Cercando di difendervi, vi differenziate voi stessi dalla massa! Volete il diritto all’indifferenza? Secondo me la cosa migliore che potete fare è farvi una bella risata e ammettere ‘è vero, a volte ci incazziamo un pò troppo!’.. E con questo ci aggiungo il mio rispetto per tutta la comunità LGBT..

  7. Che poi, ragioniamo.. Non siete voi gay i primi ad auto-discriminarvi? Che cosa vuol dire ‘comunità LGBT’ o manifestazioni come i gay pride? Ribadisco, io NON SONO OMOFOBO.. Ma non esistono ad esempio ‘comunità di impiegati postali’.. Voi per primi vivete questa cosa come se foste diversi! Uno è gay e vabbè, ognuno per me è libero di andare a letto con chi gli pare! Ma lo faccia in modo sereno! Mica dovete dimostrarlo a qualcuno che siete omosessuali.. È una cosa come un’altra! Volete non essere più discriminati? A mio parere dovreste cominciare col non discriminarvi da soli..

  8. Bel post,ma troppo onore per uno sketch cretino.Addirittura una esegesi strutturalista! Bravo! Ma forse dovresti dedicare qualche post in piu’ a quel che succede ai gay in Uganda e in Iraq….

  9. giuseppevaccaro: a parte il fatto che anche questi ulteriori commenti sono indice di profonda ignoranza sulla questione, ti faccio notare che le categorie da te citate – impiegati postali, ma potrei aggiungere metalmeccanici, insegnanti, colf, commessi, avvocati, ecc. – non vengono discriminati nel luogo di lavoro e per strada per esser tali. Proprio perché c’è tale discriminazione verso gay lesbiche e transessuali, ci si organizza politicamente con manifestazioni – che tu, proprio perché non sei omofobo, preferiresti non ci fossero – come i pride. Queste hanno due funzioni. La prima, far capire al mondo che la componente GLBT esiste (e non è ghettizzarsi, è trovare un’identità comune in un contesto che non la prevede). La seconda, si punta al diritto dell’indifferenza che non è la pretesa dell’invisibilità da parte di gente come te. Mi spiego un po’ meglio, io vedo che il mondo è diviso tra uomini e donne (visibilità) ma per me è uguale se a guidare il tram è una donna e a pulirmi casa un uomo (indifferenza). Spero di esser stato più chiaro.

    Davide Dell’Ombra: qui mi pare si stia cadendo sul solito vizio tutto italiano per cui se una cosa ci piace, non può essere sottoposta a critica. L’affetto per la cosa è superiore all’evidenza della cosa stessa. Pazienza. Ricambio il saluto.

  10. Fermi tutti, ragazzi!!! :D A proposito di cose che fanno ridere!!!! non avete idea cosa ho appenavisto dalla finestra!!! ahahahaha se ci penso,mi vien di nuovo da ridere ahahaha :D

    c’era un handicappato goffissimo sulla sedia a rotelle che mangiava un gelato… gli è caduto il gelato a terra… cercava di prenderlo ma non ci arrivava, che spastico!!!! ahahahaha e poi è pure caduto ahahahaah e proprio sul gelato ahahahaha e non riusciva più ad alzarsi ahahahahah è proprio vero che gli handicappati sono spastici ahahahahaahaha

    …ah ah ah.

  11. @michele darling: questo è mettere sullo stesso piano un deficit con un modo di vivere la propria affettività e sessualità. a me non è sembrato che lo sketch fosse di questo tenore, e in ogni caso a questo punto io in quanto donna dovrei fare una manifestazione contro il personaggio OMEN di Raul Cremona. io non sono quel tipo di donna ma ce ne sono tante, eccome. quello a me fa ridere, così come mi fa ridere Paolo Migone quando parla di donne e Ikea, perché mi ci rivedo e rido di me stessa. mi sento più offesa da belen senza mutande, onestamente.
    Certo, è vero che mi fa vomitare quando sul lavoro vengo trattata da bambola o qualche maschio mi tratta da oggetto…ma è col mio modo di essere che combatto questo atteggiamento troglodita. così le donne hanno combattuto e combattono le discriminazioni, dimostrando di essere come e mglio degli uomini. ha fatto molto di più questo di tante manifestazioni, a mio avviso.
    E concludo, dicendo che tuttavia gli uomini etero raramente capiscono quanto sia speciale avere un amico gay; quei due idioti sono due maschietti in fondo, so’ limitati……questa è o non è discriminazione?

  12. #Alef: credo che Michele non volesse paragonare le due situazioni, handicap/omosessualità – premesso che se mi si dice che mi paragono a un disabile rispondo che lo considero un complimento – bensì volesse imitare la tecnica comica dei due che, secondo me e molti altri, prende di mira la categoria per quello che è, riutilizza lo stereotipo ma non per ridere dello stereotipo bensì per far ridere sullo stesso.

    In secondo luogo, tutti noi combattiamo con il nostro essere in prima persona nel mondo eventuali storture di sistema. Però ricordati sempre l’evidenza che tu sei donna e appartieni a una categoria che, per quanto discriminata, è comunque prevista e consustanziale a un ordine precostituito.

    I gay non vengono previsti. E quando sono visti, vengono rappresentati come questi due hanno fatto. Anche no, grazie.

    E ribadisco: mi si prenda in giro per tutte le mie umane debolezze, ma non per la mia fragile umanità. Perché ci ho impiegato anni e due terapie a trasformarla in un punto di forza e quindi riesco a fanculizzare gli idioti, soliti, solidi o meno.

    Ma tanta altra gente a quel messaggio ci crede per come è trasmesso: del frocio si può ridere.

    E poi magari, a Catania, qualcuno vede una trans maschile, pensa sia un frocio di merda e la manda in ospedale perché i froci, dopo che li hai derisi, puoi pure sfasciarli di legnate.

    Purtroppo funziona così e, fino a quando le cose non andranno meglio, andiamoci piano col fare i politicamente scorretti – e uso la locuzione in modo volutamente improprio – con chi sta lavorando per fare in modo che si possa fare anche quel tipo di comicità, per altro inutile e squallida.

  13. #Alef non penso appunto che i due comici abbiano rappresentato l’omosessualità come un deficit, né io stesso considero l’omosessualità un deficit [non mi do la zappa sui piedi! :D].

    Ho semplicemente riproposto la stessa becera comicità a danno di un’altra categoria, nei confronti della quale l’opinione pubblica pretende un certo tipo di rispetto. Sfottere un disabile in quel modo, cioè sfotterlo per la sua disabilità, viene cioè considerato sbagliato, oltreché di cattivo gusto, dalla gran parte delle persone.
    C’è chi sa ridere anche di queste battute, ahimé, ahinoi. Ma chi ride di un disabile in ragione della sua disabilità, che razza di persona è? Non so, come lo chiamiamo? Idiota, come minimo – ma per davvero idiota. Per il resto, vedi il commento qui sopra di Elfobruno :)

    #elfobruno grazie per aver spiegato prima di me e molto più di me il senso delle mie parole :) :*

  14. Essendo appunto I soliti Idioti hanno dei personaggi “idioti” e di facile risata adatti al pubblico di ragazzini che li ha portati al successo dopo un forte passaparola.
    Questa volta hanno portato i gay ad xfactor invece i due personaggi vestiti da tennisti e razzisti, peccato non abbiano scelto l’impiegata pubblica scostante che ti ignora, quello sì che avrebbe scatenato una vera polemica sanremese.

  15. buongiorno..ho trovato questo blog sul facebook di un mio amico e un pò per la curiosità, un pò per l’articolo dedicato alla canzone “vorrei chiamarti carlo” non ho resistito e mi ci sono soffermato.
    Vorrei parlare dei soliti idioti. Innanzitutto vorrei dire che il duo mandelli & biggio tratta le tematiche più variegate della nostra società prendendole di mira, chi non ricorda l’assistente del dottor donghi.
    i super moralisti father and son e così via? In ogni sketch loro prendono di fatti di mira quel pezzetto della società caricaturandola fino all’ esasperazione. Fare questa premessa è fondamentale prima che io esponga ciò che realmente penso.
    Sono stato leggermente disturbato dall’esibizione del duo nella scenetta di fabio & fabio.. tuttavia come qualcuno può ricordare biggio è apparso anche all’inizio della seconda puntata (Dicaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa) dove metteva a morandi la giacca d’usciere dell’ariston (vabbeh) quindi loro hanno semplicemente esposto tutto il repertorio pieno di clichè tipici di OGNI loro personaggio (un esempio è appunto l’assistente del dottor Donghi che ha dello sborrato in faccia dovrebbe essere un chiaro riferimento a ciò che tristemente avviene in certi ambiti lavorativi).
    se è vero come è vero che il mondo LGBT è molto variegato così è anche vero che a volte si vogliono montare polemiche sul nulla.
    Se certi clichè sono più vivi che mai evidentemente c’è chi li alimenta e non sono sempre gli etero che lo fanno (un individuo maturo è innanzitutto aperto a ciò che gli offre la vita ne si sente disturbato dal ritrovarsi in condizioni diverse da quelle in cui “vive”)
    Fin quando la comunità LGBT mostrerà il fianco, sarà disunità, ricorrerà a “icone” e si baserà sul superficialismo più totale credo che non si andrà avanti..
    A me piacerebbe vedere dei ragazzi che la smettessero con la fissazione con gli “etero” perchè questi sono più “virili” rispetto ai bisex o ai gay stessi, mi piacerebbe vedere più armonia e più collaborazione e meno “classismo” tra le varie correnti che compongono il movimento.
    Apprezzerei soprattutto un capovolgimento delle associazioni che rappresentano solo ed esclusivamente i “loro” interessi e uno sdoganamento di certi attegiamenti

  16. Caro Silvano, mi soffermo su una frase del tuo commento:

    «se è vero come è vero che il mondo LGBT è molto variegato così è anche vero che a volte si vogliono montare polemiche sul nulla»

    ti risulta che questa caratteristica sarebbe tipica del mondo LGBT?

    Altre categorie – sindacati, partiti, associazioni ambientaliste, ecc. – sono esenti dal rischio che qualche proprio militante voglia scatenare polemiche dal nulla?

    Per il resto mi trovi d’accordo, ma la critica alle associazioni esula un po’ dal sottobosco culturale da cui attingono questi due signori. Un sottobosco che mette sul palcoscenico lo stereotipo non per sorridere dei suoi aspetti più ironici, ma per darlo in pasto a un pubblico ancorato a pregiudizi e che ride ancora alle battute sui froci.

    Questo io contesto.

  17. @giuseppevaccaro

    Vediamo se così …

    “Guarda.. Io ti ho già detto come la penso e ti dico anche che non sono un ANTISEMTITA, anzi.. Ma secondo me proprio il fatto che voi EBREI ve la prendete in questo modo per uno scherzo, in fondo, vi rende vulnerabili di fronte agli altri.. Se tu ti poni questi problemi e poi dici di voler avere ‘il diritto all’indifferenza’ vuol dire che tu per primo, in un certo senso quantomeno ti ritieni diverso dai CRISTIANI! Altrimenti per ogni sketch dei soliti idioti, si sarebbero dovuti sentire chiamati in causa anche i ragazzi metallari, gli impiegati delle poste, i padri dispotici e i figli imbecilli! Invece vi sentite chiamati in causa proprio voi EBREI, da uno sketch che guarda caso evidenzia proprio questo atteggiamento! Nè io nè i soliti idioti ce l’abbiamo con gli EBREI perché quantomeno io penso che siano persone normali, ma se ve la prendete tanto per un gioco in un certo senso ‘date la scusa’ agli altri per discriminarvi! Cercando di difendervi, vi differenziate voi stessi dalla massa! Volete il diritto all’indifferenza? Secondo me la cosa migliore che potete fare è farvi una bella risata e ammettere ‘è vero, a volte ci incazziamo un pò troppo!’.. E con questo ci aggiungo il mio rispetto per tutta la comunità EBRAICA.
    Che poi, ragioniamo.. Non siete voi EBREI i primi ad auto-discriminarvi? Che cosa vuol dire ‘comunità EBRAICA’ o manifestazioni come i LA PASQUA EBRAICA? Ribadisco, io NON SONO ANTISEMITA.. Ma non esistono ad esempio ‘comunità di impiegati postali’.. Voi per primi vivete questa cosa come se foste diversi! Uno è EBREO e vabbè, ognuno per me è libero di PREGARE COME gli pare! Ma lo faccia in modo sereno! Mica dovete dimostrarlo a qualcuno che siete EBREI.. È una cosa come un’altra! Volete non essere più discriminati? A mio parere dovreste cominciare col non discriminarvi da soli..”

    Non so se ora è più chiaro che questo è un ragionamento razzista… se non lo fosse, prova a sostituire la parola ebreo con nero, ispanico, islamico, napoletano, donna …
    Come vedi il razzismo è sempre uguale e chi è razzista verso uno è razzista verso tutti …

    Per questo non si fanno si fanno siparietti sui gay in una manifestazione che ha una tradizione omofoba come san remo ed un pubblico potenzialmente razzista. Sarebbe stato diverso se quel siparietto l’avessero fatto allo spettacolo del pride – li sarebbe stato auto-ironia. A san remo è solo rimestare nel torbido cercando una polemica, quando non si ha niente da dire.
    Mi auguro che quei due non lavorino più – purtroppo noi gay lesbiche bsx e trans non siamo una lobby…

  18. Pingback: Politicamente ipocriti e stolidamente scorretti « Darling Michele

  19. carissimo Elfobruno, grazie per aver prestato le tue parole alla mia storica indignazione!
    vedo che non sono l’unico ad essere irritato e offeso da certe cose e a spendere il mio tempo e le mie capacità comunicative per far vedere -specialmente a chi non vuol vedere- quanto discrimanatori e razzisti siano certi comportamenti!
    Adoro anche l’ultimo commento di Steve!

  20. Secondo voi si può essere a favore del matrimonio omosessuale, del diritto all’adozione in favore di queste coppie, fare la propria parte per una effettiva parità sul posto di lavoro tra etero e omo ecc. ecc e contemporaneamente ridere di gusto grazie alle battute sui froci?

    Esempio: “Che tempo che fa: Vendola elenca i 27 modi di chiamare i gay. E si gira tutte e 26 le volte”. (cit. Umore Maligno) mi fece ribaltare dalle risate all’epoca.

  21. @Il Cardinale

    Ritento:

    “Secondo voi si può essere a favore del matrimonio INTERELIGIOSO TRA CRISTIANI ED EBREI, del diritto all’adozione in favore di queste coppie, fare la propria parte per una effettiva parità sul posto di lavoro tra EBREI e NON EBREI ecc. ecc e contemporaneamente ridere di gusto grazie alle battute sugli EBREI?”

    Si, si può – se le battute le fanno gli ebrei su di loro (ad es. Woody Allen) ad un pubblico che sicuramente non è antisemita…
    E’ la differenza tra aoutoironia e dileggio – credo. E’ sempre un terreno difficile quando si scherza sulle vittime…

  22. Mah, io non sono nè gay nè ebreo, ma rido di gusto se la battuta è buona.
    Ciò non mi impedisce di essere dichiaratamente a favore della parita, non solo dei diritti, ma delle possibilità materiali tra etero e gay.
    Mi danno invece molto fastidio gli atteggiamenti di auto-ghettizzazione che spesso traspaiono da iniziative come il gay pride o questo articolo che se la prende con due -scarsi, per carità – comici.

  23. E comunque trovo molto scorretto il paragonare la condizione dei gay a quella degli ebrei.
    Grazie al cielo nessuno vuole metterli nei formi crematori o nei campi di concentramento e non poter sposarsi non equivale all’essere perseguitati.

  24. Aspetta, aspetta: è stata riscritta la storia e nessuno mi ha avvertito? :D Che è, revisionismo? :D

    Ricordo invece al Cardinale che la condizione dei gay non era neanche ai tempi del nazismo diversa da quella degli ebrei:
    http://www.olokaustos.org/argomenti/homosex/index.htm (sulla destra c’è pure un belll’indice)
    http://www.memorialgbt.it/Divulgazione/Omocausto.htm

    Abbiamo visto sia forni che campi – e venivamo usati anche per fare fantastici esperimenti di medicina, come delle cavie. Insomma… prima di… insomma… ci siamo capiti :)

    Per quanto riguarda il resto della discussione… buon divertimento :)

  25. #Michele: il Cardinale, con ogni evidenza, è l’ennesimo che nulla ha contro i gay. Purché i gay siano invisibili e la smettano di lamentarsi delle discriminazioni, degli insulti, delle cose che li fanno star male. Perché si sa, se arriva un coglione qualsiasi a dare del frocio in tv o a accoltellare per strada, la colpa è di chi subisce, non certo di chi agisce.

    #Cardinale: la mia risposta è qui http://www.mariomieli.net/non-siamo-mica-vittime.html

  26. È davvero importante spiegare che noi “non ci raccontiamo come vittime”, che noi “non facciamo le vittime”.

    Semmai lo siamo per davvero, quando veniamo picchiati: http://www.youtube.com/watch?v=xKfuna66XB8

    E lo siamo anche quando non veniamo picchiati, ma semplicemente discriminati sul posto di lavoro: http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/gay-licenziati/gay-licenziati/gay-licenziati.html

    E lo siamo anche quando non lavoriamo, ma chiediamo una prestazione: http://www.sienanews.it/2011/12/21/quellinsulto-omofobico-mi-ha-davvero-ferito-parla-luomo-discriminato-perche-gay/

    E lo siamo anche quando non chediamo nulla agli altri, ma ci preoccupiamo solo dei nostri affetti: http://www.giornalettismo.com/archives/136245/i-matrimoni-gay-avanzano-in-europa-in-italia-no/

    E lo siamo anche quando mettiamo da parte i nostri affetti per essere generosi con gli altri: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_30/lesbica-non-puo-donare-sangue-policlinico-1901994907081.shtml

    E lo siamo anche quando chiediamo che gli altri siano generosi d’affetto nei nostri confronti: http://www.certidiritti.it/ragazzo-di-20-anni-tenta-suicidio-perche-genitori-non-accettano-il-suo-coming-out-classe-politica-si-svegli

    E lo siamo anche quando non ci aspettiamo affetto ma crediamo solo di vivere in un luogo protetto: http://www.romagnanoi.it/news/ravenna/433913/Caso-omofobia-a-scuola-va-su-Rai-1.html

    E lo siamo anche quando… etc.

    Solo quando tutte queste non accadranno più, allora sì il nostro sarà becero vittimismo. Fino ad allora… di becero c’è solo credere che la realtà sia capovolta.
    E sia chiaro: noi non siamo vittime “per costituzione” – potremmo benissimo non esserlo in un mondo che non fa della nostra differenza una ragione di discriminazione: in un mondo senza omofobia.

    Spero di aver scritto bene :)

  27. Nono, no ci siamo capiti ed è proprio questo atteggiamento di chiusura che contesto: se essere gay è normale, e lo è, allora è normale essere bersaglio di battute.
    Ridere di queste battute non comporta sposarne il punto di vista, nemmeno se il è omofobo.

    Non voglio che siano invisibili o altro, vorrei solo che essere gay la smettesse di essere una condizione “speciale” nel bene o nel male: stessi diritti, stesse possibilità, ma anche parità di trattamento nelle prese in giro.
    Non è difficile da capire, o no?

  28. @ Michele Darling: ai tempi del nazismo ogni diverso era un candidato al forno.
    Bene.
    Ma la soluzione finale riguardava gli ebrei e solo loro: non prenderti “meriti” che non hai.

  29. @Elfobruno: ho letto la tua risposta, che ti devo dire, non mi convince.

    Dovreste riflettere seriamente su quali risultati abbiano portato le varie iniziative della “comunità LGBT” in questi anni. Avete ottenuto le rivendicazioni richieste? No?
    Allora la strategia è sbagliata, non c’è molto altro da aggiungere.

  30. @ICardinale: hai scritto: “Grazie al cielo nessuno vuole mettere i gay nei formi crematori o nei campi di concentramento”… rispondevo a questa affermazione – evidentemente ignorante. Cercavo solo di aiutarti ad imparare qualcosa. Questo era l’unico merito che speravo di “prendermi”.

    Per il resto, ciao.

  31. Ecco, aiuta chi te lo chiede la prossima volta.
    Nei forni e nei campi ci sono finiti anche zingari, slavi, oppositori politici e criminali comuni.
    Non fare finta di non capire, il punto è molto chiaro: se mi dai implicitamente del nazista perchè mi stanno sul cazzo i lagnosi vittimismi sei tu che hai bisogno di aiuto.

  32. Ti ho dato implicitamente del nazista? Ma dove, scusa? Ma hai bevuto, o cosa?
    Tu hai fatto un’affermazione e io ti ho spiegato che era falsa, non mi sembra di essere andato oltre.

    Rilassati, cumpà.

  33. Hai rintuzzato una mia risposta che era ed è corretta: i gay, in Italia, non hanno mai rischiato di finire nei forni o nei campi di concentramento, gli Ebrei invece sì. Nel resto d’europa invece erano cacciati saltuariamente, come appunto i Rom, gli slavi in genere, gli oppositori ecc ecc.
    La tua risposta presupponeva che io o fossi ignorante o fossi nazista e delle due accuse quella di nazismo mi offende di meno, quindi ho scelto quella.
    Ma se invece mi davi dell’ignorante, bene, ne prendo atto.
    Tu però continui a non rispondere nel merito: perchè, io, che sono afavore della piena parità di diritti tra etero e gay, devo sentirmo dare dello stronzo insensibile se rido per delle battute?

  34. @Il Cardinale

    lagnoso vittimista? oh dio in cui non credo!
    L’elenco di discriminazioni che hanno postato sopra è comportarsi da lagnoso vittimista?
    Bene – ti sei mai trovato in un gruppo di gay, tu unico etero, mentre fanno battute sugli etero (maschi)? forse no. Magari ti diverti a sentirti descritto come un decerebrato machista completamente coglione e violento e con gravi problemi di igiene personale… Ovviamente non lo sei, ma guarda certe volte mi sono rotolato a terra anch’io dalle risate.
    A san Remo non passerà mai una battuta su quanto sono dementi i maschi – tutti – fatti da un gay. Come mai? Eppure i maschi etero si ghettizzano molto, club, squadre, spogliatoi, cessi, logge massoniche, moschee, chiese (fino a pochi anni fa) e sinagoghe … Dovreste smetterla di chiudervi in questi ghetti e cominciare anche voi a ridere del fatto che non sapete la differenza tra il cesso e il lavandino se vi scappa la pipì o che vi lavate una volta ogni paio di giorni. O che fate a gara di scorregge tra maschi e ridete a chi la fa più puzzolente…
    Siete davvero uno spiscio!
    Poi ovviamente, sono anche io a favore del fatto che possiate sposarvi se lo volete …

  35. Ma se ti fanno ridere quelle battute io non ci trovo niente da ridire, e nemmeno avrei da ridire se passassero in tv: non guarderei e basta.

    Inoltre qui si sto dando del lagnoso vittimista a chi si dispera per delle battute, non a chi è stato sfigurato a colpi di spranga. Tutta la mia solidarietà a chi è vittima di reati.

    Se Morandi dice “bene al matrimonio gay ma preferisco Belen” (più o meno ha detto così, no? io non l’ho visto) non capisco cosa abbiate da lamentarvi: è etero, è normale che preferisca la figa. Cosa dovrebbe dire?

  36. P.s.: Comunque ho visto spettacoli in cui si prendevano allegramente per il culo stereotipi maschili o machisti, il calcio e gli atteggiamenti da gran conquistatore e li ho trovati godibilissimi.

    Ti dirò di più, sono meridionale ma rido di gusto alle battute sui terroni, se sono fatte bene, altrimenti me ne fotto.

  37. @cardinale Ti ho dato (giustamente) dell’ignorante, non del nazista (ancora mi sfugge dov’è che ho scritto o lasciato intendere questa cosa). Il resto lo stai costruendo da solo per ingrassare la discussione con paroloni… e, a ben vedere, è esattamente questo il vittimismo: esagerare e piagnucolare con frasi del tipo “devo sentirmo dare dello stronzo insensibile se rido per delle battute?”. Quindi – per piacere – non fare la vittima, non lo sei.

    Quando anche tu subirai quello che subiamo noi (vedi mio commento pieno di link, qui sopra) ne riparliamo.

  38. @Il Cardinale
    “Se Morandi dice “bene al matrimonio gay ma preferisco Belen” (più o meno ha detto così, no? io non l’ho visto) non capisco cosa abbiate da lamentarvi: è etero, è normale che preferisca la figa. Cosa dovrebbe dire?”

    anche niente. Che bisogno c’è di ribadirlo? Qualcuno vuole convincerlo ad una dose non necessaria di ca770? Possibile che ti sfugga che se dico “Bene le case ai meridionali, ma io sono bergamasco” la “battuta” è razzista? … mah.

  39. Ma razzista sarai tu che vedi omofobia dappertutto!
    Il processo mentale è questo: “si sta parlando di diritti degli omosessuali, io sono a favore ma di solito chi lo è, è anche gay. Io non lo sono, preferisco Belen, ma sono lo stesso con voi.”
    Non ti piace questa solidarietà? Bene, allora non avrai nemmeno questa, ma credo sia da veri sciocchi rifiutare l’appoggio di chi non è “fiero di essere gay”, perché così facendo vi rimarranno ben pochi sostenitori. Pochi sostenitori = nessuna vittoria = niente diritti.
    Contenti voi..

  40. @Il Cardinale
    ehi, calma. Ti stai arrabiando per niente. Io non ti ho dato del razzista. Vedi (per fortuna che resta scritto!) che ho detto che la battuta (per di più di Morandi) è razzista. Quanto all’omofobia, da psicologo ti dico che se ne abusa… omofobo è una persona con un disturbo particolare. Nella maggior parte dei casi si tratta di semplice (si fa per dire) pregiudizio, ovvero di razzismo.
    Detto questo, ti invito a riflettere sulla necessità di distinguersi che da una parte neghi a me (dovrei sentirmi come tutti gli altri etc. etc.) ma dall’altra rivendichi per te e per Morandi nel momento in cui ti trovi a darmi solidarietà in una mia rivendicazione: una volta si diceva excusatio non petita … ovvero chi si scusa… etc.

  41. Un paio di miei amici hanno subito le stesse cose, in quanto gay.
    Quindi no, io non le ho subite – e spero di non subirle (per quanto in un’occasione mi hanno dato del malato).
    Quindi? Deve arrivarmi una sprangata in testa per poter dire legittimamente che gli omosessuali sono vittime di reati in ragione della loro omosessualità?

    Ad ogni modo, mi fa piacere che tu abbia finalmente capito che non ti ho dato del nazista. Piano piano, ci arrivi. Continua così :D

    P.s.
    “Ma razzista sarai tu che vedi omofobia dappertutto!”… vittimismo: nessuno ti sta accusando di essere razzista o nazista.
    “Non ti piace questa solidarietà? Bene, allora non avrai nemmeno questa”… vittimismo piagnucolante: basta darti torto, che subito ti metti a frignare.

  42. #Cardinale: mi pare che qui nessuno abbia detto che non si possa ironizzare su qual si voglia categoria. Ribadisco, programmi come “Will & Grace” o l’ironia di Littizzetto sono paradigmatici su come fare satira sullo stereotipo partendo dal presupposto che l’oggetto “preso di mira” non è in discussione.

    I Soliti Idioti non ridono dello stereotipo, fanno ridere a spese dei gay cavalcando lo stereotipo, è questo che ti sfugge.

    Per altro, ti invito a informarti visto che nella Germania nazista e nell’Italia fascista le persecuzioni contro i gay ci sono state, con tanto di leggi apposite. Ti consiglio “La città e l’isola”, di Giartosio e Goretti.

    Ancora: mi rendo conto che per te un gay ha dignità esistenziale solo nel momento in cui non distrugge le tue certezze. Va bene se si è gay purché:

    • non si facciano i pride
    • non ci si lamenti di dichiarazioni omofobe
    • non si faccia notare che certe manifestazioni comiche sono per lo più ignoranti e offensive
    • non vadano contro il tuo sistema di credenze e valori.

    Forse dovresti fare i conti con certa tua intransigenza, prima di dire agli altri come dovrebbero comportarsi dentro la loro pelle, al cospetto delle proprie emozioni. Sai, l’umiltà, questa dote che gli italiani non conoscono, preferendole l’arroganza? Ecco!

    P.S.: ammirevole il tentativo di confondere le acque tirando fuori i pride. Ma non mi tirerò indietro nemmeno di fronte a quest’ennesima provocazione, per altro inutile. Mi limito a dirti che hai ragione, la strategia del movimento è stata (ed è) molto spesso inefficace. Ma dovresti dimostrare che siano i pride a essere inefficaci politicamente, o non ci siano altre ragioni più squisitamente politiche. Per altro credo che tu non conosca nulla di politica GLBT, se citi solo i pride, e credo pure che tu non ne abbia mai visto uno dal vivo. Perché la tua sicumera si spiega solo con l’ignoranza. Ma qui torniamo al legame a doppia mandata con l’arroganza. Tipico di chi parla di cose che non conosce. Poi, contento tu…

  43. Per chiarirmi: un conto è dire “sono etero e sto con i gay” un conto è “sto con i gay, MA io sono etero eh!”. Forse ora sono più chiaro.

  44. @Elfobruno: io non sto sviando nulla, mi tocca ribadire qual è il punto della discussione che mi preme: si può ridere di battute che hanno un punto di vista omofobo, pur essendo a favore della piena parità tra etero e gay.
    E sentirmi dare dell’omofobo, o dell’ignorante o del retrogrado per questo non lo accetto.
    O meglio, sei libero di farlo, ma così ti alieni la mia simpatia e la mia voglia di lottare per i tuoi diritti.

    Legittimo, ma stupido.

    “Ancora: mi rendo conto che per te un gay ha dignità esistenziale solo nel momento in cui non distrugge le tue certezze. Va bene se si è gay purché:

    • non si facciano i pride – falso. Ho solo detto che sono inutili. fatene quanti volete, di solito sono delle belle feste e mi ci diverto un sacco.

    • non ci si lamenti di dichiarazioni omofobe – perchè è inutile. che senso ha dire “tizio ha detto così e cosà, ha offeso la mia sensibilità”. chissenefrega se uno ride a sentire la parola “frocio”. Possiamo andare avanti e pensare alle cose serie invece che a Morandi, Giovanardi e i soliti idioti?

    • non si faccia notare che certe manifestazioni comiche sono per lo più ignoranti e offensive: offensive per te, altri gay non la pensano così. L’offesa al buongusto o alla morale o anche ai “valori” non è un argomento per giudicare gli spettacoli comici.

    • non vadano contro il tuo sistema di credenze e valori. Falso, il mio sistema di valori, come lo chiami tu, prevede la piena parità di diritti tra gay ed etero. Non puoi andare oltre.

    Ai tuoi commenti sulla mia persona, sul mio essere ignorante o non conoscere il mondo LGBT non rispondo. Non mi conosci e questi giudizi sono in realtà pregiudizi, ma va bene così.

  45. Comunque Wiil e Grace non so cosa sia, ma la Littizetto non fa satira, fa comicità all’acqua di rose.
    Questo è un esempio di satira: “Perchè le donne devono sempre cercare di capire come scopa un uomo guardandolo ballare? tutte queste stronzate che se uno balla bene allora scopa bene…..per favore!
    Se un uomo è in pista a ballare e sudare, dando tutto se stesso nell’arte della danza, cosa ve ne importa di come scopa? Tanto è gay!” (cit. a memoria, mi scuso se non è correttissima)

  46. Tempo fa a Catania, la città dove vivevo, si tenne una manifestazione per la comunità senegalese. Andai e non chiesi a nessuno se era a favore dei diritti dei gay. Andai perché dovevo. E sicuramente quella comunità non è aprioristicamente aperta a certe battaglie.

    Sai perché sono andato e andrei di nuovo? Perché è giusto farlo. Punto.

    Se pensi che una battaglia sia giusta la fai, non chiedi ai possibili beneficiari della tua lotta di essere simpatici con te o di sposare il tuo modo di vedere le cose.

    Ma forse è inutile che ti faccia questo discorso, visto che per te per essere all’altezza dei tuoi sforzi devo stare al di sotto della tua considerazione. Forse che è anche per questo che non otteniamo nulla in Italia?

  47. Non è che siccome è gay, e guarda caso dice le cose che vuoi sentirti dire, allora proferisce il Vero. Eh!

    Che poi sai che bello essere messo insieme, in quanto gay, a falsi moralisti e a evasori fiscali… (ma tale Marcolino è famoso per non averci capito un cazzo!).

  48. Ma non è che nemmeno tu Elfo sei gay e allora dici il vero. Accetta un’opinione diversa dalla tua da parte di un altro appartenente alla da te più volte citata comunità gay e non dire che Marcolino non capisce nulla solo perché la pensa diversamente da te. E il tale ha commentato solo parte delle categorie irrise dai Soliti Idioti senza per questo volerle accomunare tra di loro. Queste discussioni di impronta sofista ti hanno fatto sfuggire il contenuto di molti commenti. Sbagli perché ti ergi a portavoce di tutti i gay. Avresti solo dovuto dire che personalmente ti senti offeso. Molti avrebbero concordato, altri no. Si chiama pluralismo!

  49. “Ma la scenetta sui gay de I soliti idioti era divertente!” – E sono io a non averla capita.
    Ok, può darsi…

    Metti però che un mio amico gay, ancora liceale, mi manda qualche giorno fa questo sms:
    “I miei compagni di classe mi stanno cantando contro la canzone OMOSESSUALEEE… è lo stesso che esser donna senza il ciclo mestrualeee…“

    Che facciamo? Ridiamo ancora?
    Quei compagni di classe hanno sfruttato una scenetta perfettamente confenzionata allo scopo, dando sfogo a tutto il potenziale violento sottinteso: la gag sfotteva i gay (non era satira, né umorismo): si è trattato di derisione, di sfottò d’autore regalato agli omofobi (e non contro l’omofobia, come pure qualcuno aveva azzardato a dire).

    Detto questo, io me ne frego e posso anche farmi una risata: anzi magari mi impegno pure a cambiare l’immagine distorta che (ancora, uff!) gli altri hanno dei gay (perché quei due, i gay, certo non li hanno rappresentati: semmai hanno rappresentato l’immagine ancorata agli stereotipi che la società ha degli omosessuali).

    Ok, ok, va bene: me ne frego, mi avete convinto, perché – lo ripeto – io posso anche ridere di tutto questo. Ma il mio amico al liceo, purtroppo, no: lui ha pianto per un pomeriggio. Quindi l’ho dovuto chiamare per dirgli: “fregatene e vai avanti”.

    Già, andiamo avanti.

    Questo per dire che oltre ai discorsi (legittimi e doverosi, eh!) su cosa sia satira o no, su cosa faccia ridere o meno, c’è la realtà, che se ne frega di questi sofismi. O, meglio, azzera il dubbio: se una gag si presta ad essere usata per un dileggio omofobico, allora c’è qualcosa che non va nella gag.

    E alla fine sei costretto a dire: “facile fare i froci (a parole) col culo degli altri”, quando non vivi sulla tua pelle la discriminazione. E ovviamente si può ridere e scherzare sui gay (Will & Grace!), ma sfotterci in questo modo non ha nulla di diverso dello sfottò dei bulli liceali… e infatti.

    P.s. Sul punto suggerisco la lettura di un bell’articolo di Luttazzi: http://darlingmichele.wordpress.com/2012/02/22/mentana-a-elm-street-di-daniele-luttazzi/

  50. Il Cardinale on 21 febbraio 2012 alle 17:34 said:

    “Quelle cose (non) le hai subite tu?”

    Le ho subite io: una sprangata in pieno viso, un orecchio parzialmente strappato con le mani e sai perché? perché abbracciavo un ragazzo.
    Personalmente non ho mai visto un etero preso a sprangate per il fatto di essere etero, quindi se scrivi un’altra volta la parola VITTIMISMO giuro che vengo a prenderti con una bella spranga in mano e ti regalo l’opportunità di provare il brivido di un’aggressione, così finalmente potrai ESSERE anche tu una vittima (non FARE la vittima, che è un’altra cosa).
    E non lo farei ‘perché sei etero’, ma perché sono stanco di essere offeso dai tuoi commenti!
    Se io, singolo individuo, vengo picchiato non per ragioni personali, ma per l’APPARTENENZA ad un gruppo che ha un determinato orientamento sessuale, allora è come se tutti gli omosessuali del mondo fossero stati picchiati, perché il motivo di tale violenza è una condizione -non scelta!- che condividono!
    non credo che tu sia stupido, forse nemmeno ignorante e certo non nazista, ma allora mi chiedo perché fingi di non capire il mio punto di vista.
    non sono venuto qui per offendere qualcuno, né per assumere pose da giovanna d’arco dei poveri, però dire a una categoria di vittime (è un dato di fatto!) che “fanno le vittime” mi sembra grave quanto non prestare soccorso ad un ragazzo che è stato pestato a sangue, perché tanto “sta facendo la vittima”.
    passando alla tua posizione sulla questione “ok essere gay, MA io sono etero”, mi sembra stupido questo ribadire la propria posizione, come se il rischio di essere scambiato per gay fosse qualcosa di gravissimo, da evitare a tutti i costi. mi sembra che ricalchi un po’ il falso mito dei gay che appena vedono un uomo, devono per forza scoparlo, allora meglio mettere un cartello in cui si dice SONO ETERO, non violentatemi.
    Anche io sono del sud e mi costa molta fatica ammettere che, purtroppo, ragionamenti come il tuo, di FINTA APERTURA, sono molto più diffusi in regioni come puglia o calabria (è solo un esempio) che in altre (come, ad esempio, l’Emilia Romagna).
    Mio fratello è etero, ma non si è mai offeso se qualcuno l’ha scambiato per un ragazzo gay. Semplicemente perché non è stupido e non si sente minacciato nella propria identità.
    passo e chiudo, ho cose serie che mi aspettano.
    Saluti a tutti

  51. @Quiteloud: massima solidarietà a chi è vittima della violenza e della stupidità.
    Ma violenza e stupidità non le fermeremo certo vietando le battute, anche se brutte, stupide o razziste, e nemmeno scrivendo leggi più severe.
    E soprattutto a me quelle battute piacciono, ma poi non vado in giro a sprangare nessuno.
    Non vedo perchè mi dovrebbe essere vietato di farle o sentirle.

    Sulla questione “ok essere gay, ma io sono etero”: io personalmente non ho alcun problema a passare per gay, anche perchè frequentando certi locali, dove un 70% degli avventori lo è, la cosa è molto facile.

    Ma non tutti sono così sicuri della propria sessualità, non tutti sono scevri da pregiudizi, non tutti sono delicati e comprensivi: amen, questo non cambierà mai, fatevene una ragione e pensate – come movimento – alle cose serie. Basta lamentarsi della battute, dei cori e delle risatine.
    Organizziamoci per scrivere una proposta di legge popolare che dia la possibilità a tutti di sposarsi e andiamo in piazza per sostenerla (dico per fare un esempio), proponiamo un referendum ecc.

    Non facciamoci pilotare da personaggi squallidi, non mandiamo in alto coi nostri voti chi non ne è degno come successo con quella merda della Luxuria.

    Ma finchè l’unica cosa che riusciamo ad organizzare è un cazzo di corteo coi carri e i vestitini luccicanti e succinti nessuno ci prenderà sul serio.

  52. #libero: a parte che non mi pare di aver mai parlato a nome dell’intera comunità GLBT, semmai esprimo una mia opinione. In secondo luogo, tale Marcolino in primis si paragona a moralisti e a evasori fiscali. Scusa se dico “no grazie”, ok?

    #Quiteloud: come vedi, tu vieni pestato a sangue, per Cardinale l’importante è che non si facciano i pride e si continui a poterti dare impunemente del frocio di merda… capisci perché meritiamo il meteorite?

    #Cardinale: ti do una notizia. I pride durano una settimana l’anno. Il corteo del pride dura una mezza giornata. Poi ci sono i restanti dodici mesi. Vorrei capire tu dove sei. A parte guardare i solidi Idioti che, a quanto pare, sono la tua lente di ingrandimento della realtà gay italiana.

  53. Cardinale, la cosa che mi preme dirti è che le battute fanno parte di quella spirale di violenza, le risatine, gli insulti e tutto il resto.
    Quello che mi ha portato in analisi per poter smettere di avere gli attacchi di panico non è stato un occhio nero, ma il motivo che ha portato l’aggressore a procurarmelo: lo stesso motivo che causa insulti, risatine, offese, tutte esternazioni di un pregiudizio più profondo che va assolutamente sradicato. il cambiamento che desidero io dev’essere culturale e sono consapevole del fatto che tale modificazione strutturale della società, per realizzarsi, ci metterà degli anni e che probabilmente nessuno di noi ne vedrà l’esito. Ma è una cosa per cui so di dover lottare, per me è giusto così.
    Mi hanno insegnato a sei anni, a scuola, che non si dice “sporco negro” e pretendo che prima o poi insegnino anche a non dire “frocio di merda”, che smettano di regalare le macchinine ai maschietti e le cucine di plastica alle femminucce, ecc. ecc.

  54. #Cardinale: ti consiglio due letture. Un commento di un padre di un ragazzo gay e la risposta di Corrado Augias. E, poi, l’ulteriore commento di un blogger gay.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/18/mio-figlio-gay-la-vergogna-dei-soliti.html

    http://inwonderchat.blogspot.com/2012/02/i-soliti-idioti-e-little-britain-la.html

    Di quest’ultimo, cito:

    «Ve lo dico subito: il fatto che Il Giornale definisca l’apparizione dei Soliti Idioti a Sanremo come “la vera satira intelligente” è la prova provata che fanno cagare. Se Il Giornale vi osanna, toccatevi le balle: è il bacio della morte.»

    Poi decidi tu se stare dalla parte di chi offende i gay e viene osannato dal Giornale o di chi, come me, Augias, quel padre e vari blogger gay, lottano per l’esatto opposto.

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