La morte di Welby e la morte della civiltà

Cinque anni fa si spegneva Piergiorgio Welby.

La sua morte, da allora, non ci ha insegnato nulla. La componente cattolica di questo paese – quelli come Casini, per intenderci, che candidano mafiosi al parlamento, o come Ratzinger e Giovanni Paolo II, che hanno coperto i casi di pedofilia all’interno della chiesa – ha creato, nel frattempo, una legge che ci obbliga a morire tra atroci tormenti.

Da notare come tra i nomi autorevoli di questi nuovi signori del dolore spicca una certa Paola Binetti, creatura politica di Francesco Rutelli, ex senatrice del partito democratico, premiata da Veltroni per la sua omofobia e ricandidata alla Camera dei Deputati e poi passata all’UdC. Proprio Binetti è musa ispiratrice di tale legge.

Tutto questo per ricordare che la destra fa il suo mestiere, e lo fa bene. E che quando certa sedicente sinistra tenta di copiarla, crea mostri e si rende complice della morte culturale, democratica e civile di questo paese.

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3 pensieri su “La morte di Welby e la morte della civiltà

  1. Elfo sono pienamente d’accordo; il problema è quale sinistra, anche se sedicente, intendi, perchè se intendi il pd per me non è sinistra affatto, ma qualcos’altro!

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