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Trentotto anni.

Per capire che riesco a cambiare la mia vita, quando voglio.
Per cercare di capire come cambiarla, quando le cose non vanno come ho previsto.
Per realizzare che non ho più dipendenze affettive.
Per scoprire che sono circondato dalle persone giuste.
Per saper pronunciare esattamente il nome dell’affetto.
Per aver imparato a scrivere.
E a piangere, all’occasione.
Per aver costruito una dimensione, comunque sempre mutevole.
Per trovare ancora il coraggio, di fronte l’incerto.
Per cercare casa, ovunque.
Per alzare un dito medio al fato.
E pure a qualche occasionale collega.
Per assaporare la saggezza dei gatti. E la bellezza delle foglie d’autunno.

E tanto altro ancora.