Apologia felina, IV

Visto che è autunno, una poesia sulla perdita:

Il gatto in un appartamento vuoto

Morire, questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti
strofinarsi contro i mobili?
Qui niente sembra cambiato
eppure tutto è mutato
niente sembra spostato
eppure tutto è fuori posto.
La sera la lampada non è più accesa
si sentono passi sulle scale
ma non sono quelli.
Anche la mano
che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa non comincia
alla sua solita ora
qualcosa non accade
come dovrebbe.
Qui c’era sempre qualcuno. Sempre.
E poi d’un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato,
si è cercato sulle mensole
e infilati sotto il tappeto,
ma non ha portato a niente.
Si è persino infranto il divieto
di entrare nell’ufficio
e si sono sparse carte dappertutto.
Cos’altro si può fare?
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere se osa!
Deve imparare che
questo a un gatto non si fa .
Gli si andrà incontro
con aria distaccata
un po’ altezzosi
come se non si avesse voglia
camminando lentamente
sulle zampe molto offese.
E all’inizio niente salti né squittii.

Wislawa Szymborska, Il porto ritrovato