Apologia felina, 3

questa è la mia Maria…  (quanto mi manca il suo musetto gentile)

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni gli artigli nella zampa
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi,
mescolati di agata e di metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere
la tua testa e il tuo dorso elastico
e la mia mano s’inebria della gioia
di palpare il tuo corpo elettrico,

mi torna in mente la mia donna. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestiola,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,

e, dai piedi alla testa,
un’atmosfera sottile, un temibile profumo,
nuotano intorno al suo corpo bruno.

Charles Baudelaire, Il gatto