Vasco Rossi fa chiudere Nonciclopedia: web in rivolta

Le cose sono andate più o meno così: Vasco Rossi ha fatto chiudere Nonciclopedia, l’enciclopedia satirica che faceva il verso alla più nota Wikipedia. La pagina a lui dedicata era stata ritenuta offensiva dal cantante che ha dato mandato al suo legale per chiedere i danni.

I curatori del sito hanno fatto sapere che avevano detto al legale che erano disposti a rimuovere le parti ritenute offensive, ma dall’avvocato di Vasco nessuna risposta in merito. Il resto della querelle lo si può leggere sulla home di Nonciclopedia.

A tutto questo va aggiunto, per quel che mi riguarda:

1. Vasco Rossi ha fatto come qualsiasi potente, tronfio e pieno di sé. Si sa che la satira è feroce, quando è buona, e non fa sconti a nessuno. Chi accetta la satira viene però di fatto umanizzato e quindi gradito alla gente. Basti pensare a D’Alema. Quando la Guzzanti lo imitava era addirittura simpatico. Adesso, invece, risulta amabile come una peritonite.

2. La chiusura del sito e il comunicato che ne consegue hanno il solo effetto di metterlo ancora più in ridicolo, descrivendolo come un uomo inadeguato al tempo presente, che poi è il tempo del web.

3. Vasco Rossi si è ostinato a costruirsi questa figura di sessantenne che vuol fare il giovane ad ogni costo, per poi dimostrare, quando avrebbe dovuto dar prova di una certa duttilità mentale, di essere l’equivalente umano di uno scheletro di dinosauro.

4. Ciò che ha veramente leso la sua immagine è stata quest’azione legale contro un sito molto amato dai giovani. Il web protesta vibrantemente, su Twitter il trend #vascomerda sta esplodendo – è il terzo al mondo, in questo momento – e c’è chi lo ha ribattezzato “mito di cartapesta”.

Credo che avrebbe fatto molto meglio a farsi una risata.

Apologia felina, II

Dedicato a lei che non c’è più, ma sempre lì, tra cuore e memoria:

Sonetto Felino (Minou)

Il corpo sottile e allungato
il sole benigno accarezza,
e all’improvviso una brezza
e il manto s’increspa arruffato.

Alzi il tuo fianco dal prato
leggera e senz’amarezza
e un volo di rondine spezza
il sonno residuo e non agitato.

Corri felice allora
ed è complice l’erba
di un sogno che non tieni a bada:

un volo felino, ancora
nel cielo altera e superba;
e invece guardi con occhi di giada.