Halloween 2011

Stamane io e la mia amica Frenky Nescion siamo andati in giro per Roma per cercare qualcosa di orripilante, per la festa di stasera a Muccassassina.

E manco a farlo apposta abbiamo incontrato Rocco Buttiglione.

Una chiesa un po’ porno…

Niente sesso prima del matrimonio?
Gay brutti e cattivi?
Il preservativo come segno del maligno?

Da oggi si cambia decisamente registro, dentro Santa Romana Chiesa. La sua filiale tedesca, infatti, si è riconvertita aprendo alla pornografia. Secondo la rivista Die Welt, la casa editrice Weltbild – di proprietà ecclesiastica – pubblicherebbe non solo titoli pagani ed eretici come il Codice Da Vinci, ma anche veri e propri romanzi a luci rosse dai titoli  che parlano da soli: Sesso per intenditori, Storie sporche e La puttana dell’avvocato.

La casa editrice minimizza e promette querele: quei romanzi non sono porno, ma solo “erotici”.

In ogni caso, e penso che sarete d’accordo con me, una delle istituzioni più sessuofobiche del mondo non dovrebbe nemmeno permettersi il lusso ti pubblicare un calendario di Playboy, ché la coerenza non sarà di sicuro di questo mondo, ma nell’aldilà è richiesta eccome!

Ecco perché l’alleanza chiesa-politica tanto cara a D’Alema è un imbroglio

Le immagini che seguono sono paradigmatiche dell’assoluta mancanza di credibilità di quelle istituzioni, politiche e religiose, che pretendono di determinare le nostre vite, peggiorandole, dall’alto di una superiorità morale che in realtà non esiste.

Riporto quanto dice la mia amica Angela DM sul suo profilo Facebook:

“La Chiesa fa sentire la sua voce dinanzi alle grandi sfide e ai problemi attuali, come le guerre, la fame, la povertà estrema di tanti, la difesa della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale…” Eccola la loro voce a difesa della vita.

Segue questa fotografia


Ma non è tutto. Sempre su Facebook sta circolando quest’altra immagine

è uno scontrino della bouvette del Senato della Repubblica, in mano a una classe politica che sta prevedendo politiche che saranno veri e propri massacri sociali per riparare ai danni di un capitalismo finanziario determinato, appunto, da chi è sempre stato ricco mentre le misure ricadranno sul popolo che di certo non mangia tali prelibatezze ogni giorno e men che mai a prezzi così vantaggiosi.

L’alleanza tra chiesa e politica, per altro, è al centro della strategia dalemiana. Patto che, ricordiamolo, avrà come vittime sacrificali altre categorie sociali sempre bistrattate e discriminate, a cominciare dagli insegnanti della scuola pubblica fino alle persone GLBT per i quali non è prevista – e non deve essere prevista, come da volontà ecclesiastica – nessuna forma di tutela.

Questa è la gente che vuole il potere in Italia: persone che parlano di vita umana e imbracciano mitragliatrici per gioco e gente che chiede sacrifici e mangia a undici euro al ristorante. Pensiamoci bene quando dovremo dare il nostro voto quando certi personaggi ce lo chiedono. Pensiamoci davvero bene.

Pigneto Town 2.0

Prendo i cornetti sotto casa e trovo una trans dietro il bancone e quattro gay al mio cospetto, più signore del bar in perfetta armonia.

Poi i quattro gay escono fuori dal bar, io passo loro davanti, si guardano e uno dice agli altri: «dovemo venì a vive ar Pigneto… è pieno de froci.»

Capite perché amo questo posto?

Lega e destra ladrone: lady Bossi già in pensione

Ok, riordiniamo le idee.

Ieri sera, a Ballarò, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha annunciato a un’Italia sempre più attonita che la moglie di Umberto Bossi è un’insegnante in pensione. La signora Manuela Marrone ha smesso di lavorare alla veneranda età di trentanove anni, dall’inizio degli anni ’90. Da allora percepisce un assegno mensile.

La notizia per altro è stata riportata da diversi siti e parrebbe che a denunciare il fatto sia stato niente meno che Mario Giordano, ex direttore del Giornale e dunque non certo un pericoloso sovversivo bolscevico, in una sua fatica letteraria, Le sanguisughe, in cui parla proprio dei baby pensionati (per vedere il sito, clicca qui).

Arrivati a questo punto occorre fare almeno tre considerazioni.

1. La Lega è stata il partito che più di ogni altro ha avviato una politica contro i docenti del meridione, cercando di impedire gli spostamenti dei professori meridionali verso il nord. Tale partito ha per altro dipinto i docenti del sud come orde di  mangiapane a tradimento, incapaci di insegnare e di tenere il passo con i ben più “preparati” docenti padani.

2. La Lega è stata corresponsabile dei tagli alla scuola. Migliaia di insegnanti si ritrovano senza lavoro grazie alle cure di questo governo, ma la moglie di uno dei capi di questo governo se ne sta beata a prendersi la sua baby pensione. Come se non bastasse, pare che la signora Bossi abbia pure una scuola privata che riceve fondi pubblici – grazie ancora Massimo D’Alema – sottratti alla scuola pubblica. Roma ladrona, appunto…

3. Oggi in aula è scoppiata una vera e propria rissa per le esternazioni di Fini e i deputati leghisti sono venuti alle mani con quelli di FLI. Invece di affrettarsi a smentire – e non mi pare che sia accaduto – i leghisti picchiano i loro avversari politici. E questo dalle mie parti si chiama fascismo.

Mentre anche queste evidenze rendono insostenibile la permanenza di un governo ben ancorato ai propri privilegi e a quelli dei propri sodali, il nostro amato premier si è recato a Bruxelles per rassicurare l’Europa con una letterina, tipo quella di Babbo Natale, in cui si promettono l’allungamento dell’età pensionabile – e ricordiamoci della moglie di Bossi – e l’abolizione di fatto dell’articolo 18.

In parole più semplici: si lavorerà di più e ti licenzieranno meglio, mentre loro continueranno a spassarsela. Capite adesso perché la destra è merda?

Matrimoni gay: e se anche SEL fosse un partito di merda?

Che il matrimonio allargato ai gay non sarà in nessuna delle voci dei prossimi tre o quattro governi è cosa che non desta nessuno stupore. Viviamo in Italia, un paese in cui il politico più illuminato fa comunque l’occhiolino al vescovo di turno. La media è ben più raccapricciante, e questo per altro è un discorso bipartisan.

Se tutto dovesse andar bene – se il pd si sveglia, se certe mummie di ogni partito si fanno da parte, se non si fanno accordi con partitini che candidano mafiosi e se si arriva in parlamento con una maggioranza adeguata – il massimo che si può ottenere per adesso è un’unione civile. Se poi dovesse prevalere la linea Bindi & co., ci troveremmo di fronte a un istituto che non garantisce nulla e che anzi legittima le discriminazioni tra coppie di fatto e coppie sposate. Se vincesse la linea Marino ci troveremmo di fronte a una civil partnership che tutto ha del matrimonio tranne il nome.

Questa è la realtà di adesso. Realtà che anche nella migliore delle ipotesi conserverebbe una punta di discriminazione. Il matrimonio sarebbe riservato agli eterosessuali, unici titolari di una cittadinanza piena che riconosce il “massimo grado” di unione affettiva e sociale.

La cosa che fa pensare, invece, è che anche quei partiti che parevano avere una posizione più illuminata – come Sinistra Ecologia e Libertà – stiano avviando scelte in senso conservatore. Alessandro Zan – elemento di punta del partito, militante GLBT ed ex diessino – ha pubblicato un documento sul sito ufficiale di SEL in cui si abiura a quanto concordato nel precedente congresso, ovvero il matrimonio allargato alle coppie gay, per ripiegare sulla generica forma delle unioni civili.

Un copione già visto: si punta al massimo possibile, si indietreggia verso una mediazione con se stessi per poi arrivare al nulla di fatto. Un po’ come i PaCS dei DS, poi divenuti i DiCo di Rosy Bindi, poi divenuti nulla. Forse arrivare al tavolo delle trattative – per un’alleanza di governo – col massimo richiedibile darebbe più forza alla contrattazione stessa, in termini di accordi. Zan questo lo sa?

O è tutta una mossa per aprire il campo all’alleanza con quelle frange cattoliche che sono motori primari di omofobia nel nostro paese, secondo quello che è il disegno di D’Alema e dell’attuale dirigenza del partito democratico? L’agnello sacrificale, anche in questo caso, sarebbe la dignità di milioni di cittadini e di cittadine rainbow.

La cosa che poi desta preoccupazione è il continuo richiamo alla sentenza della Corte Costituzionale. A leggere le parole di Zan parrebbe che la Corte abbia vietato il matrimonio tra persone GLBT in Italia. Cosa che non è affatto vera. La sentenza dice infatti che nel ’48 i padri fondatori non avevano previsto tale istituto giuridico e che il parlamento deve legiferare per rimuovere certe discriminazioni.

Per altro, qualcuno spieghi a Zan e ad altri politicanti che il diritto provvede anche a normare situazioni nuove in un processo dinamico di rinnovamento sociale. In altre parole: se c’è un fenomeno nuovo, il diritto – quando è tale e non compromesso con forze antidemocratiche – fissa le regole che lo determinano. Con lo scopo, magari, di rendere più giusta la società e più felici le persone che la compongono.

Così facendo Zan ha fatto di SEL la brutta copia del suo partito di provenienza. E del succedaneo di qualcosa che è la derivata ultima di soggetti a identità confusa, malata ed elefantiaca non sappiamo davvero cosa farcene. Figuriamoci se riusciremmo mai a votarlo.

Clicca sull’orrore

Ultim’ora del TG dalla Turchia. Un terremoto devastante ha colpito le regioni orientali, al confine con l’Iran. Il premier Erdogan si sta recando sul luogo e, fuori sincrono, immagini di una donna che grida, disperata.

È morto Marco Simoncelli, tutti i giornali on line parlano di immane tragedia e su tutte le home page puoi trovare link con gli attimi della tragedia, le lacrime ai box, la disperazione di Valentino Rossi.

La fine di Gheddafi. Ancora servizi, ancora link, ancora il sangue, ancora “clicca sull’orrore”.

Poi il pensiero va a Bruno Vespa e ai suoi plastici dati in pasto al popolo italiano e coglione.

Mi chiedo con sincera preoccupazione perché i media sentano l’esigenza di divenire l’equivalente giornalistico di “Uomini e donne”.

Il figlio di Scilipoti e le famiglie gay

Prendo spunto dal post odierno di Queerway sulle ultime dichiarazioni di Scilipoti contro le famiglie gay.

Il “responsabile”, eletto nell’Italia dei Valori e passato alle file berlusconiane, afferma:

Qual è la spiegazione che posso dare a mio figlio quando un uomo parla di famiglia e poi dice pubblicamente di vivere insieme a un altro uomo? Non puoi dire a mio figlio che quella è una famiglia. Perché mio figlio non la capirebbe.

Queerway fa giustamente notare che se quel figlio è così incapace di capire cose così elementari – e cioè che esistono uomini (o donne) che possono innamorarsi tra loro e anche allevare e crescere figli – la colpa non è delle famiglie gay.

Per altro anche il ministro Romano – eletto nell’UdC e poi anche lui folgorato sulla via della responsabilità nazionale, la stessa che non gli impedirebbe però, secondo gli inquirenti, di avere rapporti con la mafia – ha addotto una spiegazione simile contro le unioni civili: non saprebbe come spiegarlo alla figlia.

Adesso, il sospetto che la prole di questi signori sia affetta da preoccupanti ritardi mentali sarebbe una spiegazione più che plausibile se non fosse per il fatto che nei processi educativi il fallimento va imputato a chi li impartisce. In buona sostanza, a essere incapaci nel sostenere certe realtà non sarebbero i figli ma proprio Scilipoti e Romano.

Ci si chiede, di conseguenza: se questa gente non è in grado di spiegare una cosa così semplice, come pretende di poter avere in mano il governo del paese?

Il pd bolognese con la destra contro le famiglie gay

Una famiglia omoparentale è composta da due mamme o da due papà. Queste coppie hanno figli, o perché li hanno concepiti o perché li hanno adottati (all’estero, qui in Italia non si può) o perché provengono da unioni precedenti.

I figli di queste famiglie vanno a scuola, frequentano le palestre comunali, in alcuni casi anche gli oratori di quei sacerdoti illuminati che vedono l’amore tra le persone e non il “peccato” (presunto e da dimostrare).

I padri e le madri gay hanno a che fare con pappe, influenze, problemi con la matematica, piccole e grandi ansie dei loro bambini (e anche dei loro ragazzi, visto che il fenomeno non è recentissimo).

Si calcola che in Italia siano centomila le famiglie di questo tipo. Esse hanno tutti gli oneri di una coppia con figli e qualche problema in più di quelle regolarmente sposate. Se il genitore biologico muore, ad esempio, lo Stato non tutela il bambino che può essere prelevato dalla sua casa e affidato a un istituto minorile, anche in presenza del genitore affettivo.

Per non parlare degli insulti quotidiani che questi nuclei familiari ricevono ogni giorno da parte di persone come Casini – quello che ha candidato Cuffaro e l’attuale ministro Saverio Romano, indagato per mafia – Buttiglione – cacciato dalla Commissione Europea, perché omofobo – Joseph Ratzinger – accusato di aver coperto diversi casi di violenza sessuale su minori all’interno della chiesa – Rosy Bindi e altra gente di tal risma.

Di fronte a tanta violenza, a tanta ignoranza, a tanto pregiudizio, stupisce la quotidianità di quelle famiglie che accettano con amore i propri figli gay (come quelle di Agedo) e delle altre composte proprio da gay (come le Famiglie Arcobaleno), per niente sterili e capaci di avere e di crescere bambini nel nome del rispetto delle differenze e della dignità di tutti gli esseri umani.

Qualcuno dovrebbe dirlo al partito democratico di Bologna che, in occasione della richiesta, da parte proprio di Famiglie Arcobaleno e di Agedo di entrare a far parte della Consulta per la Famiglia, ha fatto muro proprio con i partiti di destra. Per il pd bolognese, quindi, due genitori eterosessuali che hanno un figlio gay non sono più famiglia. Due gay che hanno figli, non lo saranno mai.

Qualcuno ricordi a certa gentaglia che sa solo comandare, ma non riesce a governare i fenomeni del presente, che c’è famiglia dove c’è rispetto, progettualità e amore. Parole che evidentemente dentro certi partiti sono state dimenticate da tempo.