Europride Roma 2011, un trionfo!

(foto di Paolo Cipriani)

Pensieri random sull’Europride di ieri. Rigorosamente divisi in capitoli, ma per agevolare la lettura, ça va sans dire.

1. Rainbow e dintorni

Non mi entusiasmano i numeri. Per me una manifestazione di piazza, grande partecipata e pacifica, è sempre un successo per la democrazia. Fa bene alla libertà. E ieri, a essere liberi, eravamo centinaia di migliaia. Trecentomila o un milione, ripeto, non mi interessa. Si era in tantissimi e questo è fondamentale.

Il corteo è stato grandioso, la gente ha partecipato e per Roma non è una cosa così scontata, abituata a vedere manifestazioni su manifestazioni. Si è respirato un clima di gioia, di serenità e di spensieratezza. Pochi gli eccessi, tante le carrozzine, gente che si teneva per mano, genitori e figli, di tutte le età.

E sugli eccessi dico: ognuno è libero di essere se stesso come vuole. E a chi non lo capisce: il problema è vostro.

2. Cronache dalle fogne

A proposito di eccessi: smentita la Binetti. Non è stato il pride degli insulti e del cattivo gusto. Eccezion fatta per le sue dichiarazioni e per quelle dei topi da sagrestia come lei. Tacciamo poi sull’ennesima baracconata di quei quattro sfigati dei neonazi, che hanno tentato di fare un’apparizione per contestare il corteo. La storia li ha già ricoperti di ridicolo, ma evidentemente la lezione non è bastata. Contenti loro…

Mi chiedo però come farebbe questa gente – la Binetti, Buttiglione, Giovanardi, i fasci redivivi e ogni milizia di un Cristo che li schiferebbe in coro – a vivere senza la presenza dei gay. Se non ci fossimo noi, nessuno prenderebbe sul serio le loro esistenze miserrime.

3. Ladygagaeide.

I forieri del malaugurio, i duri&puri, i polemici del senzasé&senzamà, sono stati smentiti dai fatti. Lady Gaga non solo non ha adombrato la manifestazione, ma l’ha addirittura messa in risalto. I giornali oggi parlano di diritti per le persone GLBT, parlano del messaggio di Hillary Clinton, parlano delle rivendicazioni della comunità gay, di famiglie arcobaleno. Miss Germanotta è presentata come una folgorante ciliegina sulla torta di tutto questo. A me va bene così.

Sempre su Lady Gaga: non c’è stata l’invasione del Circo Massimo da parte di fan idioti ed esasperati. Io stesso mi sono potuto avvicinare al palco con molta tranquillità, così come altri miei amici che hanno seguito l’evento anche a distanza ravvicinata.

Taccio sui fautori del retropensiero, che parlano addirittura di mosse massoniche. Mi faccio una sonora risata e vado oltre. Mi chiedo solo come fa la gente a bere tutta la merda che circola su rete pensando di assaporare cioccolata calda.

4. Dulcis in fundo

Ho ballato.
Mi sono commosso.
Ero con due amiche che erano alla loro prima volta e ho toccato la loro emozione.
C’erano i miei amici e le mie amiche, nuovi e di sempre, e ci sentivamo parte di un tutto.
C’era fratellanza e sorellanza. C’era del bene.

E a chi parla di esibizionismo dico: non capite un cazzo. Non si tratta di ostentazione, si tratta di gioia. Se non ne siete capaci comprendiamo i vostri limiti, figli di una tristezza esistenziale da compatire. Ma per favore, non toccateci col vostro moralismo. Il mondo sa essere brutto di per sé. Noi vogliamo solo renderlo bellissimo. Poi ognuno sceglie da che parte stare.

Io sto con l’arcobaleno e tutti i suoi colori. Con tutta la sua ricchezza.

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