Sui tetti

Il sapore è quello della cannella. Il colore, invece, della curcuma. E se vogliamo dirla tutta, ho pure un angolo segreto dove potermi rifugiare al di sopra delle cose del mondo.  Mi basta salire le scale di ferro, arrampicarmi un po’ e sedermi sul tetto. Per avere il vulcano al mio cospetto. E gli altri tetti, quelli della città, in ogni dove.

Proprio lassù, a ben vedere, tutto assume il significato di questi giorni. Quello di una calura che gioca a nascondersi. Del mare in sottofondo. Quello del silenzio di eventi importanti. E in fondo va bene così. Dopo il clamore è giusto anche il silenzio.

Poi, ok, ci sono pure i suoi occhi. Ma di questo, magari, ne parlo un’altra volta. E solo se è il caso.