I pride italiani

Oggi comincia la stagione dei Pride.

Il mio amico Village fa notare, sul suo profilo Facebook: «chi non ama le baracconate (ma non ha mai fatto un cazzo per i diritti suoi, nostri e di tutti) stia pure a casa, ma non rompa i coglioni con le lamentele. Se avete paura di essere riconosciuti dalla nonna o dall’amica di mammà mettetevi il burqa.»

Aggiungo io, a chiosa di tanta e tale saggezza, che poi, a ben vedere, le velate si dividono in due gruppi: quelle che le vedi lontano ventimila anni luce che sono delle sfrante e quelle talmente brutte che vorresti avessero sul serio il dono dell’invisibilità.

A seguire, per chi fosse interessato, il calendario dei pride italiani:

MILANO – 12 GIUGNO 2010
ORA NE ABBIAMO ABBASTANZA!
http://www.pridemilano.org

PALERMO – 19 GIUGNO 2010
SICILIA PRIDE
http://www.siciliapride.org

TORINO – 19 GIUGNO 2010
I DIRITTI SONO IL NOSTRO PRIDE
http://www.torinopride.it

NAPOLI – PRIDE NAZIONALE – 26 GIUGNO 2010
ALLA LUCE DEL SOLE
http://www.napolipride.org

ROMA – 3 LUGLIO 2010
OGNI BACIO UNA RIVOLUZIONE
http://www.facebook.com/pages/Roma-Pride-2010/120830727939208?ref=ts

TREVIGLIO – 3 LUGLIO 2010
GUARDIAMOCI IN FACCIA
http://www.trevigliopride.it

CATANIA – 10 LUGLIO 2010
VERSO UN FUTURO DIVERSO
http://www.cataniapride.it

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5 pensieri su “I pride italiani

  1. I brutti hanno gli stessi diritti dei belli anche nel mondo gay, vero? VERO???
    Comunque io me ne vado al mare, ad esercitare il mio pieno diritto di prenderlo dove mi va, senza dover rendere conto a nessuno, e senza fare il pagliaccio per strada. Ciao!

  2. Del commento di Luca devo dire che mi piace solo la prima meta`. La seconda e` ovviamente dimenticabile…

    Di mio aggiungo invece che le “velate” a volte (a volte!!) sono persone che hanno bisogno di un po’ piu` di tempo o di supporto o di coraggio o di fiducia o chissa` cosa. Io ne sono uscito a 32 anni, tardissimo, ma insomma, meglio che mai ;-)

  3. Oscaruzzo, io rispetto i tempi di chiunque. Per “velata” non intendo coloro che, per ragioni oggettive, non possono fare coming out ma quanti, vivendo più o meno tranquillamente la loro sessualità, si permettono il lusso di criticare, in modo aprioristico e anche abbastanza idiota, chi prova, tra mille difficoltà, a cercare di rendere questa società meno orribile.

    Essere gay non significa, per me, prenderla in culo in segreto a tempo indeterminato. Se poi qualcuno crede di poter pensare a se stesso come un foro d’entrata o come la giustificazione esistenziale del suo pene faccia pure. Per me la vera baracconata è questo modo di intendere la vita. E l’imbecille che ha scritto prima di te è l’esempio tipico di ciò che sto tentando di dire.

  4. Confermo, non condividendola of course, la stupidità del commento di Luca: della serie mi rovinate la piazza.
    Anche io sono notevolmente stufo dei professionisti della critica alla militanza, chi non fa una mazza per una società civile e moderna lo faccia (anzi, non lo faccia) tacendo bellamente.
    Al limite, si può anche arrivare ad elaborare una critica alla fine del “giro di giostra” , ma chi nemmeno l’ha iniziato non ne ha l’alfabeto, sarebbe come mettersi a discettare con un neanderth(it)aliano.

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