Da oggi usare la parola “frocio” è reato

«Non si può dire a qualcuno che è un gay con l’intento di offendere, anche se la persona a cui è rivolta l’espressione ha effettivamente tendenze omosessuali e nonostante si dichiari di non avere pregiudizi e anzi di essere “laici apertissimi”.»
Lo dice la Cassazione. Da oggi etichettare come frocio, finocchio, busone, checca e qualsiasi altro termine degno del miglior repertorio berlusconiano una persona, sia essa gay o meno, è reato.

Prevedo tempi duri per Povia, cattolici, fasci, preti, elettori della Lega e dell’UDC e svariate tipologie di teste di minchia.