Beautischool

Studentessa: «Lei è uguale uguale a un mio amico.»
Moi: «Uguale in che senso?»
Studentessa: «Uguale uguale!»
Moi: «…»
Studentessa: «Posso presentarglielo?»
Moi (avvertendo l’insorgenza di un trasecolamento color cremisi verità): «No!»

Collega: «Ma posso fartela una domanda?»
Moi: «Certo.»
Collega: «Ma Leopardi era gay?»

Studentessa di cui sopra: «Lei è troppo uguale uguale a quel mio amico.»
Moi: «Ancora con sta storia!»
Studentessa di cui sopra: «Secondo me le piacerebbe…»
(Ed io, con far pusillanimemente colpevole, approfitto della confusione del corridoio per cambiare discorso e far finta di non aver sentito).

Moi (parlando di ex): «No, quando sono stato lasciato, l’unica piazzata che ho fatto è stata quella di aver rotto una tazza che mi aveva regalato.»
Ragazza del bar: «Maddai!»
Moi: «Anche se poi parlandoci di nuovo, abbiamo finito col riderci sopra.»
Ragazza del bar: «Ah si? E lui che ha detto?»

Arrivati a questo punto, tanto vale girare per scuola con un triangolo rosa sul braccio…