Essere di sinistra in modo intelligente

Il vecchio anno si è concluso con una vicenda che, a quanto pare, la stampa locale siciliana ha reputato indegna di interesse: il licenziamento, da parte dei più alti rappresentanti istituzionali della Facoltà di Lettere di Catania, di ben diciotto collaboratori mai regolarizzati tra addetti alla sicurezza, bidelli e personale amministrativo e bibliotecario.

I motivi di tale scelta, che dimezza di fatto l’organico non docente della Facoltà, stanno nei famigerati tagli del ministro Gelmini. Le polemiche, va da sé, sono roventi. Licenziare tutta questa gente, al di là delle drammatiche conseguenze sul piano umanitario, significa rallentare la vita universitaria, peggiorare la fruizione dei servizi e incidere negativamente sulla qualità della vita della facoltà stessa. Da quello che si legge in una nota su Facebook, inoltre, parrebbe che i dirigenti abbiano deciso di tagliare sul personale ma non abbiano toccato voci di spesa quali l’auto blu in dotazione al preside, per fare un solo esempio.

Una brutta storia, per dirla con altre parole, che vede da una parte quelli che vengono definiti “i baroni”, che non risentiranno dei tagli, almeno sul piano economico, dall’altra i licenziati e da un’altra ancora le associazioni studentesche e le varie sigle politiche che in queste ore stanno organizzando una manifestazione per il 4 gennaio, a mezzogiorno, in piazza dell’Università.

Per quel che mi riguarda, faccio solo due piccole constatazioni.

La prima: sarebbe interessante sapere o scoprire le intenzioni di voto dei diciotto licenziati. Viste le cifre bulgare che il PDL prende a Catania, credo sia una curiosità più che lecita. Se sindacati, partiti di un certo tipo (non pare che il pd si straccerà le vesti per queste persone) e organizzazioni varie si vogliono spendere per una giusta causa, capire chi stanno difendendo e fare, anche pubblicamente, una riflessione politica su eventuali scelte elettorali dei loro “assistiti” sarebbe un ottimo spunto per incidere su qualche coscienza. Forse.

La seconda: mi fa un po’ sorridere la presa di posizione anche a favore del personale della sicurezza. Ovviamente non ho nulla contro queste persone e credo fermamente che anche il loro diritto al lavoro debba essere salvaguardato. Tuttavia non può non farmi sorridere il fatto che coloro che oggi difendono anche la security sono, politicamente parlando, gli stessi che fino a qualche anno fa gridarono alla militarizzazione dell’ateneo per la presenza dei vigilantes.

Se dovessi ragionare come una certa filosofia politica impone ai suoi fautori, dovrei dedurre che certe frange “contriste” si sono convertite alla presenza del manganello per i corridoi della facoltà (uso termini che vennero utilizzati quando a Lettere ci si dotò della vigilanza). Ma poiché non ragiono in quel modo – perché essere di sinistra, a mio giudizio, non significa aderire dogmaticamente a sempiterni e immutabili umori “duri&puri” ma valutare la legittimità dell’agire politico (esercizio faticoso, lo so) dentro un panorama culturale di riferimento – ovviamente non lo farò.

Concludo, infine, ricordando a tutte e a tutti che lo stesso giorno, a Roma, due ragazzi, Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi, cominceranno lo sciopero della fame per vedere riconosciuto il proprio diritto al matrimonio. Per quel che mi riguarda, penso di essere dapprima a piazza Università e in serata a un’iniziativa che si farà, sempre a Catania, a favore della coppia gay. E, contrariamente al comportamento di certi “duri&puri” nei confronti dei diritti civili, sarò in piazza senza pretendere che i diciotto da salvare siano a favore del matrimonio gay. D’altronde, essere di sinistra, almeno in modo intelligente, non è proprio da tutti. Purtroppo, aggiungo.

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4 pensieri su “Essere di sinistra in modo intelligente

  1. immagino che la situazione sia critica all’università di catania. Anche a padova (dove comunque i conti erano in regola) siamo in una situazione difficile. Quest’anno ci salviamo, ma dal prossimo aumenteranno le tasse e si taglierà la ricerca.
    Comunque l’auto blu al preside di facoltà non l’avevo mai sentita. Una cosa scandalosa!

    Buon anno e buone manifestazioni!

  2. Guarda, essendo ormai lontano da Catania io non so nello specifico cosa succede. Ho riportato un comunicato di Oficina Rebelde, perché credo sia giusto innanzi tutto parlare di quello che è accaduto, visto che la stampa locale pare comatosa. Se poi è vero che il preside ha tagliato sui posti di lavoro e ha mantenuto l’auto blu, credo che la cosa si commenti da sola.

  3. Che bello essere di sinistra in modo intelligente. Vuoi sapere come si fa. Si prende una parrucca bionda e la si indossa.Ti tingi il faccino di nero.Passeggi normalmente come niente fosse per via Etnea.Quelli che ti dicono frocio sono di sinistra quelli che ti dicono negro sono di destra.Amo Catania come tutte le città del Sud.Peccato che ci siano i catanesi,i palermitani e i reggini.

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