Auschwitz-Schettino: 2-0. A favore dell’idiozia

Auschwitz-Schettino: 2-0. A favore dell’idiozia

Leggo solo adesso dell’ennesimo colpo di genio di Alessandro Sallusti, il direttore de Il Giornale.

Tutto parte da un articolo, altrettanto idiota, da parte di tale Jan Fleischhauer, editorialista di Der Spiegel. Il signore appena citato si lascia andare in frasi poco felici, quali:

Mano sul cuore, ma vi sorprendete che il capitano fosse un italiano? Vi potete immaginare che manovre del genere e poi l’abbandono della nave vengano decise da un capitano tedesco o britannico?

…sebbene non sia chiaro in che misura gli italiani siano una razza.

Quel che può succedere quando per motivi politici si ignora la psicologia dei popoli, ce lo mostra la crisi della valuta

Affermazioni che, tradotte in termini più quotidiani, suonano così: è normale che qualcosa affidata ad un italiano vada alla malora, sia essa una nave o la moneta unica. Perché gli italiani, per questo signore, sono dei buoni a nulla in quanto tali. Una questione di “razza”…

L’articolo di Der Spiegel è abbastanza imbarazzante da costituire, da solo, un atto d’accusa per chi lo ha pubblicato. Ci aspettiamo scuse, da parte del quotidiano tedesco, e non in quanto italiani, ma perché esseri umani con la stessa dignità di altri popoli d’Europa.

Poi, a un certo punto, arriva Sallusti e titola:

A noi Schettino, a voi Auschwitz

proprio nel giorno in cui si ricordano gli oltre sei milioni di vittime del nazismo e del fascismo – la stessa corrente politica quest’ultima, a ben vedere, alla quale si rifanno, nell’ideologia o nella pratica, non pochi alleati del leader caro al Giornale.

Volgarità, disprezzo per la dignità dell’uomo, crassa ignoranza, sono solo alcuni degli ingredienti di questo dibattito a distanza tra Der Spiegel e Il Giornale.

Aspetto, quest’ultimo, che dovrebbe ricordare, un po’ a tutti, e soprattutto ai signori di cui sopra, che la madre di chi fa affermazioni idiote, non solo è sempre incinta come la sorella ben più famosa, ma, nella scelta del partner, non fa differenza di provenienza geografica.

Giornata della memoria, 2012

Giornata della memoria, 2012

Roma non dimentica. E nemmeno la comunità GLBT. Perché è giusto. E perché molti e molte di noi morirono dentro i campi di sterminio.

Tra le varie iniziative che si svolgeranno nella capitale, vi segnalo:

Memoria e Olocausto, incontro con Grazie Di Veroli presso la sede nazionale di Arcigay, via di San Giovanni in Laterano 10, ore 18:30. A seguire proiezione di Paragraph 175.

Presente Ricordo, azione scenica per soli, coro, strumenti e voci recitanti. Regia di Gianni Licata. Da un’idea di Giuseppe Pecce. Direzione artistica Giuseppe Pecce. Chiesa Anglicana All Saints – Via del Babuino 153, Roma 27 gennaio 2011 ore 20:00. A cura del CCO Mario Mieli e del Roma Rainbow Choir.

Per onorare quei morti, che sono di tutti.
Per dare un giusto nome alla follia.
Perché quel passato sia relegato alla storia e non al futuro.

Oggi su Gay’s Anatomy: Urso, le unioni gay e la (poca) credibilità della chiesa

Oggi su Gay’s Anatomy: Urso, le unioni gay e la (poca) credibilità della chiesa

L’uguaglianza non dovrebbe partire proprio dal riconoscere in pieno la dignità di chi è considerato “diverso”?

Le mie considerazioni sulle “aperture” del vescovo di Ragusa alle unioni gay. E sul perché la chiesa non ha l’autorità morale per dirsi contraria al riconoscimento dei diritti civili su Gay’s Anatomy.

Leggete e commentatene tutti/e!

Nasce Gay’s Anatomy, il blog collettivo della comunità GLBT

Nasce Gay’s Anatomy, il blog collettivo della comunità GLBT

Da questa settimana, ogni martedì, la pagina politica di Elfo Bruno si trasferirà sul nuovo blog del sito del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

Il nome del blog è Gay’s Anatomy. Il nome è stato scelto per gioco. Parte della redazione, composta da me e da altre persone legate al mondo del web e/o dell’associazionismo GLBT, si è ritrovata a tessere le lodi della splendido medical drama americano. Nasce, così, l’ “anatomia” della gay community.

Come scritto nell’editoriale di apertura:

Gay’s Anatomy è un blog della comunità lesbica, gay, bisessuale, trangender, queer, intersessuale, proprio perché blog del Circolo Mario Mieli. Nelle sue pagine non si parlerà solo di questioni lgbtqi o solo di argomenti politici o seri, avrete davanti agli occhi ogni giorno il diario degli autori che seguendo i loro stili e gusti ci intratterranno non solo con le ultime dichiarazioni omofobe del politico di turno o con la recente hit di Lady Gaga, ma con tutto ciò che gli sembrerà utile e stimolante per cercare un confronto aperto e franco, per provocare un dibattito, un sorriso o una riflessione su quanto accade intorno a noi.

È nata, insomma, una nuova realtà, nella rete, che vuole creare aggregazione di pensiero. Sarà bello esserci. E lo stesso vale per chi vorrà leggerci, commentarci, dare nuovi stimoli, criticarci o supportarci. Far crescere il dibattito, insomma.

Per cui, buona interazione a tutte/i noi!

Talebani de noantri

Talebani de noantri

Ultimamente mi sono scontrato con due categorie di persone.

Da una parte, coloro che vedono nella chiesa un interlocutore imprescindibile per poter ottenere provvedimenti di natura legislativa che dovrebbero essere prodotti dallo Stato (a cominciare dalle unioni civili). Per questa gente le istituzioni vengono poste, in scala gerarchica, immediatamente dopo l’avallo ecclesiastico. Alcuni di questi individui si ritrovano a “militare” – o meglio, a scrivere sulle pagine di Facebook – in associazioni come ArciEtero et similia.

Dall’altra, invece, ho discusso con i kompagni con la kappa, i duri e puri. Di quest’ultima categoria dirò solo che mi sono sempre interrogato su come abbia fatto Rifondazione Comunista a scendere all’1% dei consensi. Poi penso a certi suoi militanti e tutto mi è chiaro.

Tutto ciò mi porta a ritenere migliore, per quello che mi riguarda, una cultura politica progressista, liberale e laica. La quale prevede alle diversità di coesistere, senza bisogno del benestare del santone di turno, senza l’esigenza di vivere nel senso di colpa, senza la necessità di crearsi un nemico politico da odiare a tutti i costi.

Per questa ragione vengo ritenuto un utopista dai primi, e chiamato, testualmente, fascista dai secondi. Ma, per l’appunto, stiamo parlando di persone che hanno la stessa tempra culturale di un talebano. Cambiano i simboli e il linguaggio, per carità. Resta l’indiscutibilità del dogma. E così sia. Io mi limito a ragionare con la mia testa e, se necessario, a cambiare idea.

La sezione frocia

La sezione frocia

Con BarbaLella, da Feltrinelli.
A un certo punto, mi fa: «Non credo che qui ci sarà quella sezione».
Una commessa la guarda, incuriosita.
«La sezione GLBT, intendo», le dice lei.
La ragazza la guarda e il mondo si fa incerto.
«La sezione queer…» aggiunge, quasi timida.
«Eh?»
«La sezione FROCIA!»
Gli occhi della commessa si illuminano, all’unisono col suo rossore, mentre ci porta allo scaffale.
«Barbara, e parla in italiano!»
Per una volta non sono io a tingermi di porpora.

Tutti i tuoi gay (o del come ti frego Bersani)

Tutti i tuoi gay (o del come ti frego Bersani)

La notizia è apparsa ieri sul Corriere on line. La riporto:

«Bersani è troppo tiepido sui temi dell’omosessualità». Ed ecco che ad Andrea Benedino viene l’idea:«Chiamiamolo fuori con una scusa e ci facciamo una foto tutti insieme». Il segretario abbocca, esce dalla sala, ascolta. E quindi posa per lo scatto con Rosaria Iardino, Aurelio Mancuso, Fabio Astrobello, Anna Paola Concia e, manco a dirlo, Benedino.

E fin qui niente di male. Ma poi:

Il segretario saluta e torna al suo posto. Ma il piano si spinge oltre. L’immagine viene «ritoccata» come se fosse un vero manifesto del Partito Democratico. E sullo scatto compare la scritta: «Ti presento i miei gay». Come a dire, la campagna tesseramento è cominciata.

Spero vivamente che tale notizia sia una bufala e che il segretario del partito democratico abbia davvero pensato di farsi vedere, senza tranelli da parte di chicchessia e senza imbarazzi da parte sua, accanto alla sua  componente GLBT del partito.

Se così non fosse, infatti, sorgerebbero due conseguenze piuttosto preoccupanti.

La prima: dovremmo forse pensare che la gay community interna al pd potrà ottenere qualcosa dal maggior partito dell’opposizione solo con l’inganno? È questo il senso della dignità per le persone GLBT per cui ci impegniamo – anche tutti noi che dentro quel partito non ci siamo – ogni giorno?

La seconda: se è vero che quel manifesto è per la campagna tesseramento, si rendono conto, le persone lì ritratte, che il messaggio che passa è falsato? Un gay o una lesbica potrebbero sentirsi indotti a iscriversi a un partito che ha bisogno di questi mezzucci per farsi pubblicità su certi temi.

Premesso, ovviamente, che non basta un manifesto per essere credibili su certi temi e, quindi, superare certo “tepore” politico.

Andrea Benedino, in tal senso, dovrebbe dare delle spiegazioni.

Sirene smarrite

Sirene smarrite

Sto pensando a te, e a tutti i baci mai stati perché hai avuto paura.
A te, che mi hai riportato alla vita, quando le ombre degli inferi mi circondavano al punto da non averne più paura. È questo, forse, il sapore della rassegnazione.
Sei stato come Orfeo, solo che ti sei voltato dalla parte sbagliata quando era troppo tardi. E ho ritrovato il sapore delle mele mature senza qualcuno a cui dare l’altra metà, per riacquistare il paradiso, rinnegando il peccato.

A tutto questo sto pensando, adesso, mentre il gatto dorme sulle mie gambe e una canzone parla di una sirena smarrita.

A scuola con Ozpetek

A scuola con Ozpetek

A scuola sto facendo un percorso sulle differenze.

Mi piace parlare di diversità, soprattutto in una classe dove ci sono cinesi, rumeni, moldavi, indiani e mille altri colori.

Stiamo affrontando, insieme ai miei allievi e alle mie allieve di ultimo anno, il tema dell’antisemitismo, in previsione della Giornata della Memoria.

Quando in tv si parla di olocausto, ancora oggi vengono dimenticate le vittime omosessuali: gay e lesbiche, triangoli rosa e neri, dimenticati dentro il massacro. E non si ammazza due volte con l’oblio il ricordo di chi ha vissuto, fino a morirci, quella follia.

Ho proposto La finestra di fronte, allora, di Ozpetek. Nessuno, in classe, sapeva chi fosse.
Ho spiegato loro che ho scelto questo film perché il protagonista è anche gay, oltre ad essere ebreo. Alla parola gay qualcuno ha ridacchiato. Allora ho rivelato ai miei ragazzi e alle mie ragazze che ridacchiare di qualcuno può far male. Anche senza saperlo. Si strappa, dalla persona di cui sorridiamo, un pezzetto di vita per volta. E quando quella vita non c’è più, molti giovani omosessuali decidono di farla finita. È successo anche di recente, qualche giorno fa, a Eric.

Ed è questo il senso di ogni razzismo e di ogni discriminazione: strappare via la vita, pezzo dopo pezzo. Fino a ridurla a niente. L’essenza stessa di quella follia che ha generato la Shoah.

Abbiamo visto la prima parte del film. Ero contento ed emozionato, allo stesso tempo. I ragazzi erano attentissimi e quando ho dovuto chiudere – l’ora era finita – hanno protestato. Ma ci sarà tempo. E sarà il tempo della bellezza, quella di ragazzi e ragazze che, spero, abbandoneranno il linguaggio dell’ingiustizia per abbracciare quello della comprensione e del rispetto.

Io, nel mio piccolo, ci sto provando.

Autonomi e uniti si vince (il mio intervento a Radio Popolare Roma)

Autonomi e uniti si vince (il mio intervento a Radio Popolare Roma)

Ecco il podcast del mio intervento del 10 gennaio a Radio Popolare Roma, a TimesQueer, la splendida trasmissione di cultura GLBT di Andrea Maccarrone:

http://radiopopolareroma.it/node/5289

Ospite di TimesQueer questa settimana Dario Accolla, presidente onorario di Arcigay Catania, attivista e blogger. Approfondiamo assieme i rapporti tra movimento e partiti, le ragioni degli scarsi risultati legislativi ottenuti dal movimento lesbico gay e trans italiano e quali strategie possono risultare vincenti per il futuro.

Paolo Patanè, presidente di Arcigay, affronta in collegamento il caso dell’assessore leccese Giuseppe Ripa, costretto alle dimissioni dopo le frasi omofobe rivolte a Nichy Vendola.

Altre notizie: Giovane capitano di freagata genovese, rimosso dalla Marina Militare Italiana per delle foto su siti gay, reintegrato nel ruolo dal TAR ligure. Poste inglesi dedicano francobollo celebrativo ad Alan Turing matematico omosessuale  inglese, che decrittò il codice Enigma.