Pubblicato in Res gayae | Contrassegnato da tag conseguenze, diritti GLBT, matrimonio gay | 1 Commento »
La vignetta del settimanale Stern condensa in una pagina gli ultimi quindici anni di politica italiana: una politica segnata da una figura, quella di Silvio Berlusconi, che ha concepito e concepisce il governo del paese come escamotage per evitare che venga giudicato, come qualsiasi cittadino di una democrazia.
Questo rende, a ben vedere, il nostro premier non solo un’anomalia ma anche una sostanziale negazione del concetto di uguaglianza che sta alla base di qualsiasi democrazia occidentale.
Da tali considerazioni, si comprende come mai questa vignetta non piaccia agli organi di stampa vicini al premier: in una democratura che si rispetti, mettere in discussione l’arroganza del potere, elemento basilare affinché la democratura esista, fa arrabbiare la voce del padrone. Ovvero, il padrone stesso.
Pubblicato in NeoUmanesimo | Contrassegnato da tag arroganza, democratura, democrazia, giustizia, politica italiana, processi, Silvio Berlusconi, stampa, Stern | 3 Commenti »

Oggi è una data particolare, per me e per tutto ciò che è stata la mia vita. Un paio d’anni fa, per il 20 novembre, ho scritto un post che riporto adesso, anche in questo blog. Oggi lei di anni ne avrebbe 96, ma al di là del dato anagrafico tutte le cose che ho scritto allora valgono anche adesso. Per cui buon compleanno Bloody Nell. Chissà cosa hai cucinato di buono, lassù, per gli angeli…
Oggi avresti fatto 94 anni. E sarebbe stata l’ennesima occasione per fare festa da te, in quella casa che ho sempre sentito come un’emanazione imprescindibile della mia esistenza. Perché mi piaceva fare i compiti sulla macchina da cucire, accanto alla finestra, mentre fuori pioveva. O sentirti inveire perché ti si spegnevano i cerini, mentre io riuscivo ad accenderne tre alla volta.
Volevo solo dirti, mia cara, che anche se tutto sembra mutare in fin dei conti nulla è cambiato. Come in me, quando ti penso, quando ogni tanto vieni a trovarmi in sogno ed io non mi stupisco quasi mai perché so che ti porto dentro.
Anzi, visto che ci sei, dentro di me da qualche parte trovi le fresie che amavi coltivare, della ricotta come quella che piace a te, una cassata come Dio comanda e l’uomo che sono diventato e che hai contribuito a fare. Anche se non sono perfetto, anche se non avresti capito alcune scelte della mia vita. Ma so che mi vuoi bene, e avresti accettato, lo so, lo sento. Altrimenti, quando sei morta, non saresti venuta la sera stessa con tutte le tue valigie ricolme di tutta la vita di cui eri capace e non avresti salutato me – l’unico, tra tutti, e non solo perché so parlare coi morti – con quell’abbraccio che quasi avevo dimenticato, con quella forza, quella luce, quella consistenza di carne e di stoffe amiche.
Allora auguri, mia cara Bloody Nell, auguri per la tua nuova vita e per quella che hai contribuito a regalarmi. Quando penso di essere una persona fortunata, e da un po’ di tempo a questa parte lo penso un po’ più spesso, accade perché so che ti ho conosciuta e perché mi hai nutrito col tuo amore e coi tuoi cibi speziati e speciali.
Allora passa dentro di me, tutte le volte che vuoi. Voglio essere la tua casa su questo mondo assurdo come tu lo sei stata per me quando non sapevo com’era fatto il mondo. Puoi venire a trovarmi quando vuoi. Te lo prometto, ti voglio bene.
Pubblicato in Diario | Contrassegnato da tag affetti, Bloody Nell, cucina, ricordi | Lascia un commento »

Oggi è il Transgender day of remembrance, la giornata del ricordo delle vittime della transfobia. E in Italia, la terra in cui domina la chiesa, certi politici, la terra di Berlusconi e di tutto ciò che tutto quest’accozzaglia si porta dietro, ovvero violenza sulle persone transessuali incluse, questa giornata ha un significato particolare.
Non spenderò molte parole sul TDOR, vi rimando al sito del Codipec Pegaso, per la scelta di «combattere la tragedia con un sorriso, e l’ignoranza con una riflessione», attraverso il video di Agrado, dal film Tutto su mia madre.
E vi faccio notare come proprio oggi, quasi per un assurdo e tragico caso del destino, al quale piace giocare coi simboli, evidentemente, è stata trovata carbonizzata Brenda, una delle transessuali coinvolte nel caso Marrazzo. Ancora violenza contro chi è previsto solo come diversivo erotico. A cominciare dai giornali, incapaci di chiamare al femminile chi si sente donna perché donna lo è nell’anima.
Pubblicato in Res gayae | Contrassegnato da tag Agrado, Brenda, caso Marrazzo, diritti, GLBT, TDOR, transessuali, transgender, Tutto su mia madre | 2 Commenti »

Berlusconi fa il bello e il cattivo tempo col processo breve, all’interno della maggioranza c’è una fronda che può indebolirlo, i blogger organizzano una manifestazione contro il premier per il 5 dicembre che ha l’avallo dell’Italia dei Valori – unico partito che ha mai fatto opposizione in parlamento, non dico seria, ma almeno la fa – e il piddì del new deal bersaniano cosa fa? Nulla.
Loro in piazza non ci vanno per non dare importanza a Berlusconi.
Questo perché Bersani, oltre a rappresentare il nuovo, aveva assicurato che sarebbe stato durissimo con l’ennesimo tentativo della maggioranza di distruggere il diritto in Italia a favore di uno e uno soltanto. A me sembra che i primi atti politici di quest’uomo siano identici a quelli di Veltroni. Qualcuno spieghi al prestanome di D’Alema che sbucare dall’angolo e fare “bubusettete!” non è un atteggiamento politico, e men che mai durissimo. Così come gli spieghi che ormai Berlusconi è andato oltre al concetto di “importanza”. Si arriva direttamente a quello dell’urgenza. È urgente fermarlo, ripristinare democrazia, diritto e legalità in questo paese. Ma stiamo parlando di un partito a vocazione peggioritaria, va ricordato.
Se poi un giorno dovesse venir fuori che tutta questa gente è stata comprata, come ormai si sente dire nelle fermate degli autobus e nei mercati, non è che mi stupirei più di tanto. Ma la politica e il bene del paese, in tutto questo, dove sono?
Pubblicato in NeoUmanesimo | Contrassegnato da tag 5 dicembre, Berlusconi, Bersani, connivenza, fronda, maggioranza, manifestazione, pd, processo breve, Veltroni | 5 Commenti »

Diciamo che adesso non ho più scuse per sospirare al cospetto di tramonti maestosi, al di qua della mia finestra. Il virus, parrebbe – e il condizionale è sempre d’obbligo fosse non altro per ingannar la sfiga – sta per esser sfrattato, dopo un ultimo soggiorno alle gambe, non sazio di aver già scomodato polmoni, meningi e colonna vertebrale.
Per altro, il mio nuovo letto nella mia nuova stanza rischia davvero di trasformarsi in novella sindone ma, contrariamente a quella più famosa, senza alcun significato salvifico, che se un giorno questa mia modesta vita – sempre in bilico tra l’aspirazione dell’assoluto e il baratro della mediocrità – andrà per esser ricordata, venga fatto per il dubbio che ho sempre cercato di portar avanti come unico sale della vita, contro ogni certezza preconfezionata ad uso e consumo di chi certezze ne ha una soltanto: quella di fregarvi l’anima.
Ma sto tergiversando.
Si parlava di tramonti e lenzuola, e nessun romanticismo dentro. Le cose che ho fatto per ingannar la noia, tra una dormita lunga pomeriggi intieri e sudate bibliche, farebbero inorridire anche gli spiriti più pietosi. Eppur il tempo doveva passare, me ne darete atto, e mi perdonerete se ho fatto abuso, in questi giorni tediosi, di Youtube, vero vaso di Pandora e di tutti i mali che può contenere, pronti a esser dischiusi al mondo con un semplice clic. Ma cinque giorni passati a letto metterebbero alla prova pure lo scroto di Clark Kent e qualcosa da fare dovevo pur trovarmela, ne converrete…
Soprassederò sulla sovraesposizione ai video di Lady Gaga – ma solo Paparazzi, di cui trovo geniale la coreografia – e sull’intima poesia dell’ultima fatica di Carmen Consoli, così come eviterò di toccare il tema dell’assoluto valore soteriologico del finale della terza serie di Sailor Moon (detta anche “…e il cristallo del cuore”, titolazione tanto cretina quanto tutta italiana).
Vorrei invece che puntaste la vostra attenzione, per chi ancora non li conoscesse, su due fenomeni del web che stanno facendo parlare molto di sé, nel bene e nel male. Si tratta di un ragazzo e una ragazza, il primo romano, la seconda di Palermo, ovvero Willwosh e Laura Scimone.
Del primo si sa solo che si chiama Guglielmo, che ha vent’anni, che è romano ed è bello da paura. La sua pulchredo, per quel che mi riguarda, abita un corpo dalle forme morbide e taurine allo stesso tempo che si sposano ad un viso angelico e quasi imberbe. La sua bravura sta nell’interpretare vere e proprie chicche di quotidianità, in chiave demenziale, con una sapiente arte recitativa che, nei vari sketch, si declina nei personaggi più vari – dalla tipica ragazzina romana al coattone, dalla porca tuttatette allo sfigato di turno – che convergono attorno a un io narrante che coincide col personaggio-autore. Bellissime le gag su Harry Potter o sulle assurdità di certa cinematografia.
Uguale e contraria a Willwosh, invece, è Laura Scimone (si noti l’assoluta cura dei particolari, pur scarni, dei video di Will in confronto alla più assoluta sciatterie della produzione della palermitana). Questa ragazza siciliana non ha nessun talento particolare. Nei commenti più aspri che le si rivolgono, le si dà della sfigata e, sotto il profilo ontologico, intimamente connessa alla sfera dei sanitari da bagno. È sgraziata, a lei si imputa l’assassinio di Tersicore, quando canta sbaglia ogni nota possibile e nemmeno le sue pretese da usignolo riescono a nascondere un accento invasivo come una piaga della Genesi, una a piacere.
Di Will si pensa che sia gay o, quanto meno, bisessuale, ovvero gay al 50%. Non so se per intima speranza dei suoi commentatori, tra cui anche il sottoscritto, o per quel potere tutto finocchio che si chiama Gaydar e che ti impone a scovare – e a volte pure a convertire – potenziali omosessuali negli angoli più reconditi delle pieghe dell’esistenza.
Di Laura invece si dice addirittura che sia mentalmente insana e che i genitori abbiano fatto sparire il suo MySpace dopo esser assurta in gloria. A me appare così divinamente imperfetta da ritenere impossibile che tutto questo concentrato di devastazione sia totalmente casuale.
Entrambi i nuovi paladini del web – Will è stato pure notato in Rai e tra poco lo vedremo sul quarto canale – hanno però “sfondato” dimostrando che la nuova favola post-moderna non passa per i reality o i troni di improbabili regni defilippiani. Se vuoi essere qualcuno, al giorno d’oggi, ti basta avere delle cose da dire e un bel faccino o parole vuote e malpronunciate e movenze imbarazzanti, purché tutto venga immortalato da una web-cam (la nostra nuova scarpetta di Cenerentola?): date loro un punto d’appoggio dove posizionare un mouse e una telecamera e si solleveranno sul mondo.
Ormai funziona così.
Perché quello che conta, questo ci insegnano queste storie, è che la vita vale la pena di esser raccontata, nel bene come nel male. Non importa, invece, il perché. Qualcuno a cui strappare un sorriso lo si trova sempre. E appena scatta la scintilla della sim-patia (trattino messo apposta) il gioco è fatto. Il tutto a costo zero, eccezion fatta per quella che i borghesi e i ben pensanti chiamano la dignità. Ammesso che, nell’Italia di adesso, quella del processo breve e della morte di Stefano Cucchi, questa parola significhi ancora qualcosa.
Pubblicato in NeoUmanesimo | 8 Commenti »

Allora, prima che leggiate le oscure parole di questo post voglio che sappiate che quanto scritto:
1. non ha velleità scientifiche (non lavoro alla redazione di Voyager, per intenderci)
2. si basa su riflessioni meramente personali su tutta una serie di fatti (ho un cervello e lo uso, bene o male, ma lo uso)
3. non è un invito a non vaccinarsi e, in caso di contagio, a non curarsi (ognuno faccia come meglio crede, ‘nsomma).
Bene, premessa fatta: ciò dovrebbe esser sufficiente a tutelarmi da qualche denuncia. Andiamo al dunque.
Come alcuni di voi sapranno ho la febbre. Non so se influenza o colpo d’aria – direi la prima, visto che la gola non mi è andata in fiamme e visti tutti i sintomi – ma poco importa: sto ugualmente dimmerda! Per farvi capire come son messo, il mio corpo è soggetto a devastanti cambi climatici interni – si passa da temperature allegramente estive al quasi assideramento – e ogni sbalzo viene accompagnato da tanto di quel sudore che ho già fatto fuori tutti i pigiami che avevo a disposizione.
Adesso, una domandina simpatica che tutti mi fanno è: ma è suina?
A parte il fatto che io non credo che la suina esista – è un po’ come l’inferno, serve a farti comportare in un certo modo affiché terzi ne traggano benefici – non credo di possedere gli strumenti medici e le giuste conoscenze per fare auto-diagnosi. Che si fa, allora, in questi casi? Si va sul sito del ministero della salute e si cerca sotto la voce H1N1. Riporto fedelmente (magie del copia&incolla):
I sintomi della nuova influenza umana da virus A(H1N1) sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.
In particolare, l’influenza A (H1N1) viene definita un’affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38° o superiore, accompagnata da uno dei seguenti sintomi:
- cefalea
- malessere generalizzato
- sensazione di febbre (sudorazione brividi)
- astenia (debolezza)
e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:
- tosse
- mal di gola (faringodinia)
- congestione nasale
L’influenza in questione assomiglia, in tutto e per tutto, a una normalissima influenza. Di fronte a questa sintomatologia così vasta, qualsiasi cosa potrebbe essere etichettata come suina. Anzi, non fatico a credere che, se i maschi avessero avuto il ciclo, lo avrebbero messo tra i sintomi.
Per non parlare di alcune affermazioni di questo testo che mi sembrano un attimo, come dire, demenziali:
«l’influenza A (H1N1) viene definita un’affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38° o superiore»
adesso non so voi, ma a me l’influenza, ogni volta, è venuta all’improvviso, con punte di febbre che andavano allegramente anche attorno i quaranta gradi, per mia somma gioia. La suina, perciò, non manda telegrammi o sms: è cafona un po’ come tutte le altre.
Riguardo ai sintomi collaterali, sfido chiunque a non aver sentito mal di testa, debolezza, diffuso senso di balle girate e “sensazione di febbre” quando ti sei beccato un virus.
Ad ogni modo, andando sul sito del ministero non solo non ho capito se mi sono preso una suina o una normalissima e stramaledetta febbraccia stagionale, ma mi sorge pure il dubbio che, se la suina esiste, non ci sia stato anno in cui non me la sia beccata.
Certo, ho pure il naso che cola e una tosse che se continua così inizierò a sputacchiare pezzi di polmone, ma l’inappetenza – conditio sine qua non di ogni morbo pestifero e di conseguente procellosa morte – quella ahimè non mi sfiora nemmeno se dovesse esistere il bacillo dell’anoressia. L’aumento dell’appetito, che con le malattie di raffreddamento raggiunge nel mio corpo livelli esponenziali, e la costrizione nel talamo ormai ridotto a paccottiglia di lenzuola odiose e odiate, di suino mi daranno solo le forme. E, come si suol dire, oltre il danno anche la beffa!
Pubblicato in Coriandoli | Contrassegnato da tag bufale, h1n1, influenza suina, ministero della salute, sintomi | 8 Commenti »

Io non ci sto. Ritenere inattaccabili le donne in quanto tali: per me è una scempiaggine. Secondo questa scuola di pensiero, l’essere donna dovrebbe prevenire, automaticamente, dalla critica, anche feroce. Per me questa è un’ipocrisia, tutta pseudo-femminista e, se vogliamo dirla tutta, anche un po’ meschina. Questo mantra che recita «siccome è donna non può essere attaccata e men che mai in quel modo» è solo un tentativo di non voler affrontare la questione.
Ieri è successo con la Bindi, oggi la Meloni con l’affaire Spataro.
Quando Berlusconi ha detto che l’esponente piddina è più bella che intelligente – cioè, dandole del cesso – ha detto una cosa condivisa da molti. Che poi quest’affermazione sia volgare e fuori luogo è un altro paio di maniche. Ma sostenere che la Bindi non poteva essere attaccata perché di genere femminile – messaggio che è passato in tutti i media che se ne sono occupati – non fa altro che rendere il concetto di “donna” una riserva indiana. Le donne, proprio in nome della parità, possono essere attaccate, nella satira, sul piano politico, intellettuale e, perché no, anche su quello estetico. Così come si attacca Brunetta per il suo esser troppo basso, Ferrara per essere un ciccione e così via.
Proprio oggi Paola Concia, esponente del partito democratico, in un articolo a Gli altri scrive: «se fossimo davvero gente che vuole cambiare il mondo in meglio, proprio noi dalle parti della sinistra, sui giornali di sinistra raccoglieremmo le firme in difesa della Meloni, come abbiamo fatto con la Bindi.»
Non posso essere d’accordo con queste parole per un semplice motivo. Il fumetto di Spataro non è “satira preventiva”, è una reazione. Ogni reazione si lascia dietro una scia di sangue, la storia lo insegna. Che possa non piacere è pienamente legittimo, ma se certe critiche, estreme, ci sono non è attaccando la “reazione” che si risolve il problema.
Spataro non attacca la Meloni in quanto donna, bensì in quanto personaggio che si distingue per cafonaggine e per affezione a una ideologia che, si sperava, doveva rimanere un residuo della storia. Quel fumetto forse non è satira, ma è sicuramente parodia, caustica e feroce, contro un “nemico” politico che usa una certa “ferocia” per attaccare lo stato sociale, la democrazia, il principio di uguaglianza, la Costituzione. Si può difendere, aprioristicamente, chi porta avanti questo disegno? Il male va davvero tutelato o occorrerebbe, invece, estirparlo in ogni sua forma?
Non si cambia il mondo difendendo fascisti e criptolesbiche omofobe (mi perdoneranno le cultrici dell’intoccabilità femminea per la scelta lessicale, ma è il mio pensiero). In questo sta l’errore: dando legittimità alla parabola esistenziale di una Bindi con la sua catto-omofobia o di una Meloni, con il suo fascismo porchettaro. Certi fenomeni di reazione – come la Ministronza – esistono perché esiste il peggio di cui essi sono una risposta. Forse sbagliata, ma al momento l’unica. Dire che questa risposta non deve esser data perché la Meloni è donna è un’affermazione sostanzialmente stupida e vuota che, come ho già detto, non affronta la reale natura del problema.
Pubblicato in NeoUmanesimo | Contrassegnato da tag Alessio Spataro, fascismo, Giorgia Meloni, La Ministronza, Paola Concia, parodia, Rosy Bindi, satira | 5 Commenti »

La vita è una merda, ecco.
In tutto questo, prendo tisane chimiche al sapore di limone, miele e cianuro, che guariscono dal male alle ossa, dal cerchio alla testa, abbassano la temperatura e, con l’aggiuta di un additivo mucolitico, ti fanno scatarrare più in fretta. Cura un sacco di belle cose, ma in compenso ti fa venire il cancro. Al fegato.
Faccio test idioti su Facebook, del tipo “Quale Peanuts sei?” et similia. Per i più curiosi, è venuto fuori che sono Linus, il che è fondamentalmente vero. Poi qualcuno obbietterà che questi test cretini li faccio pure quando sto bene, altrimenti non si spiegherebbe sul mio profilo il riquadro “Quale guerriera Sailor sei?”.
E siccome ho deciso di volermi bene, mi coccolo un po’ con Carmen Consoli e occasionali prodotti a base di cioccolato che popolano la mia (nuova) cucina, dellà.
In tutto questo devo comunque andare a scuola perché non ho la copertura medica per cui se mi ammalo non mi pagano e visto che il mio stipendio non fa rima con “ricchezza”, perdere una giornata lavorativa non mi attrae moltissimo. Almeno fino a quando starò in piedi o sarò ancora in grado di farlo.
Tutto questo per dirvi che sono in ["lamento" mode: on], che mi sto facendo le palle à la julienne, alterno brividi di freddo a esplosioni solari dentro il letto – che assomiglia sempre di più a una friggitrice – e che voglio la mamma. Ecco.
Pubblicato in Coriandoli | Contrassegnato da tag Carmen Consoli, cioccolato, febbre, lamento, Linus, Sailor Moon, scuola, tisane | 4 Commenti »
Amore mio, non sempre tutto volge per il verso giusto:
ma non è soltanto a causa del maltempo
se il raccolto è andato perso.
Ed è buffo come a volte il tempo scorra
meglio del previsto: un panico incombente
ci costringe ad addomesticare
un fervido sorriso, un benessere improvviso.
È forse una remota speranza la felicità?
Godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.
Non molto lontano da qui la gente escogita affannose corse
in preda all’ansia di tornare al punto di partenza, e dimentica
il peso della posta in gioco, e il come e il quando mentre fuori piove.
Amore mio, non è una colpa il non saper gestire la gioia
e il fatto di trovarsi a proprio agio nel dolore e nella rassegnazione.
Ed è innaturale come a volte ci forziamo di ignorare
il gemito costante delle nostre reali inclinazioni
il margine di errore di un’incessante sottrazione.
È forse una remota speranza la felicità?
Godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.
Non molto lontano da qui la gente ostenta oscure stravaganze
in preda all’ansia di stupire, indossa le sue maschere
e dimentica da qualche parte quella del coraggio nel momento del rilancio.
Non molto lontano da qui nevica.
Non molto lontano da qui nevica.
(la dedico al Nano Mondano, che me l’ha fatta conoscere, a Himelda perché so che le piacerà e al Puer perché diventerà un ometto profondo e bellissimo).
Pubblicato in Fragmenta | Contrassegnato da tag Carmen Consoli, Non molto lontano da qui, video | 5 Commenti »

La notizia è gustosa e gira sul blog del circolo del piddì on line Barak Obama. All’indomani dell’elezione di Scalfarotto all’utilissimo ruolo di vicepresidente del partito – praticamente una poltrona inutile – la Concia avrebbe così commentato:
Sono molto contenta di avere una donna come presidente e un omosessuale come vicepresidente, ma non sarò soddisfatta finché non vedrò Rosy Bindi presidente del consiglio e Ivan Scalfarotto ministro degli esteri!
Al che, Fassino ha sgranato gli occhi e in preda al delirium tremens avrebbe esclamato: «Ma è pazza… ha appena detto che Scalfarotto è gay, davanti a tutti!»
La notizia, vi dicevo, è gustosissima. Almeno per tre ragioni.
La prima: il blog del pd titola “Chi da scandalo in questa storia?”. Sicuramente la grammatica italiana e l’uso sconsiderato che ne fanno a casa Bersani. Il verbo dare, coniugato in terza persona singolare, vuole l’accento.
La seconda: Fassino fa, a parer mio, la parte dell’imbecille. Qualora questa storia fosse vera, va da sé.
La terza: la Concia è impazzita. Scambiare le cariche tra Scalfarotto e la Bindi, dire del primo che è una donna e fare l’outing della seconda… come dite? Quando diceva “donna” non era una goliardica “sfrociata” indirizzata a Ivan? Ah no? E allora scusate, ma la donna presidente chi è?
Pubblicato in Coriandoli | Contrassegnato da tag Fassino, grammatica, Ivan Scalfarotto, omofobia, Paola Concia, pd, Rosy Bindi, scandalo | 2 Commenti »
La cosa che dovrei dire, visto che tutti lo fanno, è che oggi è il ventennale della riunificazione tedesca. A dire il vero spenderò solo poche parole su questo argomento, al di là di tutta la solita retorica di cui grondano i nostri media.
La prima cosa che dirò è che c’è un film che parla di riunificazione, Goodbye Lenin. La storia di un amore assoluto di un ragazzo per la madre e per un’idea di società che si basava su quello che doveva essere il comunismo: la liberazione delle persone dalla schiavitù del bisogno. La storia si ambienta a Berlino nel 1989, il film è tenerissimo e molto ironico. Insomma, ve lo consiglio.
La seconda cosa che dirò è che il ministro degli esteri tedesco ha presentato alla diplomazia mondiale, riunitasi nella capitale tedesca per l’evento, il suo compagno Michael Mronz. Ricordo ai meno informati che Guido Westerwelle, il titolare degli affari esteri nonché vice-cancelliere, è apertamente gay. Speriamo che la delegazione italiana non faccia figure di merda e che Berlusconi non se ne venga fuori con la barzelletta sull’omosessuale che va in salumeria a comprar salsicce…
Chissà poi cosa accadrà quando il signore di cui sopra si recherà in Vaticano…
Ma oggi non volevo parlare di crucchi emancipati, quanto della mia nuova casa. Dopo quasi due mesi passati qua e là a casa di amici romani e non – tutto il mio amore si riverserà copioso sui destini della Pinzi e della mia piccola Chanel – finalmente ho anch’io una stanza tutta mia, in un appartamentino a un quarto d’ora dal lavoro e a un passo dalla metro (che a Roma significa: vita sociale). Si lo so, che culo. Ma dopo tutto io ho i poteri magici e a qualcosa serviranno pure, no?
Adesso ho giusto il tempo di ambientarmi, capire dove stanno pentole e alambicchi e a giorni le cucine elfiche riapriranno. Se poi qualcuno volesse approfittarne in tempi ultra celeri, può sempre venire con me in quel mega-negozio svedese, accompagnarmi a scegliere un tavolino da mettere nella mia nuova stanza e magari aiutarmi pure a montarlo! Graditi automuniti, no perditempo. Se poi siete pure maschi, fichi, single, disponibili e con un cuore così, vi sposo pure. Va da sé.
Pubblicato in NeoUmanesimo | Contrassegnato da tag Germania, Goodbye Lenin, Guido Westerwelle, nuova casa, riunificazione | 10 Commenti »
.jpg)
Ivan Scalfarotto è stato nominato vicesegretario del piddì. A condividere tale carica con lui Marina Sereni: quella che disse che i DiCo non erano una priorità per il paese. Alla presidenza, invece, Rosy Bindi, sciatta, omofoba e cripto-lesbica.
In tutto questo fiorire di nomine, Bersani ha fatto sapere che sui temi etici vigerà libertà di coscienza nel suo partito. La Binetti è più che soddisfatta e l’Opus Dei ringrazia.
Complimenti comunque a Scalfarotto per la sua nomina. Uno specchietto per le allodole in più, dentro al partito, serve sempre.
Pubblicato in NeoUmanesimo | Contrassegnato da tag Ivan Scalfarotto, pd, specchietto per allodole | 17 Commenti »

Il primo atto politico di Bersani? La possibilità di sacrificare Mercedes Bresso, abile e capace governatrice del Piemonte, per far maturare l’alleanza con Casini e con il suo partito (quello che candida indagati per rapporti con la mafia e che ha candidato politici che di giorno vanno al Family Day e di notte facevano festini a base di cocaina e trans).
La Bresso, giustamente, non ci sta e minaccia una lista propria, che andrebbe votata in massa, soprattutto dopo aver visto la puntata di ieri di Anno Zero, dove è risultato più che evidente che anche il pd si sta abituando a costumi largamente berlusconiani, in merito a candidature non proprio pulite e in odor di mafia in diverse regioni d’Italia.
Vogliamo inoltre dire perché a Casini la Bresso non piace? Perché è laica e gay-friendly. È stata sul palco del Pride nazionale del 2006, ha avviato una legislazione a favore delle coppie di fatto, è attenta ai temi dell’ecologia e ai temi etici. Tutti aspetti che i centristi e molti piddini delegano al parere del vescovo e del cardinale di turno. La stessa sorte, secondo i bene informati, dovrebbe toccare a Vendola: se si vuole fare l’alleanza in Puglia, il governatore attuale, che tra l’altro è pure omosessuale, deve lasciare spazio a un candidato gradito alla chiesa.
Parrebbe perciò che il prezzo dell’alleanza con l’UDC sia questo: eliminare ulteriormente la sinistra dalla coalizione (Vendola) e accantonare i temi di laicità e diritti civili (Bresso). Se queste richieste dovessero essere accolte, perciò, il nuovo corso inaugurato da Bersani sarebbe più che evidente. Il neosegretario, per altro, è molto amato in ambienti ciellini e ben visto dall’Opus Dei. Un nuovo corso, dunque, che apre una nuova vocazione dentro il partito democratico de noantri: da quella maggioritaria e quella “peggioritaria”. E a noi non rimane che prenderne serenamente atto e a valutarne tutte le conseguenze del caso.
Pubblicato in NeoUmanesimo | Contrassegnato da tag Casini, clericalismo, Mercedes Bresso, Nichi Vendola, partito democratico, Piemonte, UDC | 14 Commenti »

Mentre stamattina ascoltavo la radio, ho sentito un’intervista a Renato Brunetta sulla sua ultima fatica letteraria: un libro, l’ennesimo, sul sud. Anche il ministro, quello che vessa milioni di lavoratori per lo più onesti, è caduto nell’errore di molti dei suoi predecessori in tema di questione meridionale: ha proferito formule vuote, che solo un idiota potrebbe non condividere, non fornendo nessuna reale soluzione da mettere in pratica per superare i mali di una regione che da troppo tempo tira a campare.
Gli annali delle frasi fatte registrano le affermazioni prodiane «faremo del sud Italia la California dell’Europa!», oppure «il meridione è un immenso molo per tutto il Mediterraneo» o, come ha detto Brunetta prima «il sud deve essere un collegamento tra Mediterraneo e Nord».
Adesso, io non ho letto il libro di Brunetta, né intendo farlo – per me questa destra è un male secondo solo alla mafia, per questo paese e non ne peroro nessuna iniziativa – ma non mi pare che i governi degli ultimi decenni abbiano posto il punto su una cosa fondamentale: il sud, per crescere, deve semplicemente rimuovere gli ostacoli che gli impediscono di spiccare il volo, ossia mafie, analfabetismo culturale e clientele. Tre aspetti intimamente legati tra loro.
Quando mi si dice che al sud c’è assistenzialismo mi viene da ridere. Di solito a dirlo sono gli elettori di Berlusconi, gli stessi che votano un partito che, a quanto pare, prima di ogni tornata elettorale va nei quartieri poveri a regalare buste della spesa. Quartieri dove poi certi partiti prendono il 70% dei consensi. Il sistema di clientele non è prerogativa del sud, è strumento di governo di intere classi dirigenti capitolini e settentrionali, dalla DC in poi.
Questo è possibile perché il sud è stato mantenuto nell’ignoranza. Le scuole rimangono fatiscenti, le strutture pubbliche della cultura non esistono o sono mal funzionanti, studiare in Sicilia – faccio l’esempio della mia regione perché è quella che meglio conosco – è affare da ricchi e benestanti, viste le tasse da pagare e gli affitti da sostenere.
Questo sistema è poi fertile humus per il mantenimento delle mafie, che prosperano proprio grazie a questa situazione e impediscono che ci sia un’impresa meridionale che cerca di decollare ma che viene strozzata dai boss locali e dall’indifferenza dello stato, lo stesso che elettori leghisti e berlusconiani lasciano in mano a chi fa i tagli sulla benzina a polizia e carabinieri. Questo per ricordarci di chi stiamo parlando.
Sulla mafia, poi, penso che lo stato non abbia mai fatto nulla di concreto. Gli strumenti democratici non servono a molto, a quanto pare. So di essere utopistico, ma auspicherei una legislazione speciale per zone particolarmente sensibili al fenomeno, includendo anche l’uso della forza e la sospensione del diritto di voto (la mafia controlla anche quello).
Abbiamo una intelligence tra le più efficienti del mondo. Non capisco perché non ci scandalizziamo se un imam viene rapito in barba a ogni dettato costituzionale e poi ci permettiamo di seguire “la legge” con i mafiosi. Non mi vergogno di dire che occorrerebbe usare gli 007 contro i boss che una volta intercettati non vanno arrestati, ma terminati sul luogo. D’altronde la mafia è un cancro e quando si ha il cancro non lo si cura con gelato e aspirine, ma con la chemio.
Uno stato forte e autorevole dovrebbe agire in tal senso. Assicurare garanzie ai cittadini onesti e essere implacabile con gli ordini sovversivi e criminali. Lo stato in cui viviamo oggi di forte ha solo l’attaccamento dei suoi leader al potere e di autorevole nulla. È solo autoritario e solletica la psiche di nostalgici e illusi, i primi di passate e inesistenti glorie fasciste, i secondi del fatto che questa destra sia normale quando invece è solo delinquenziale.
Anche per queste ragioni, il sud rimarrà per molto tempo ancora terra di mafie e di ignoranza e i suoi cittadini onesti non potranno far altro di andare altrove, per vivere una vita dignitosa, normale e in molti casi, in barba a quello che possono pensare leghisti e tangentisti, ricca di successi e affermazione professionale.
Pubblicato in NeoUmanesimo | Contrassegnato da tag Brunetta, clientelismo, criminalità, diritto di voto, ignoranza, legislazione speciale, mafie, questione meridionale | 4 Commenti »

